LA SCANDALOSA SVOLTA DELLA VICENDA TOTAL

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Il passo falso di Salvini ha avuto la conseguenza di abbassare la febbre di questo Paese che appresso al pifferaio magico si stava inabissando . Ora è come se ci si risvegliasse da una ubriacatura e ci si sciacquasse la faccia con acqua gelida per capire la situazione . E che si debba capirla particolarmente da noi, in Basilicata, lo dimostra il fatto che il pifferaio si è mosso lungo la val d’agri e la valle del sauro per  suonare la melodia del petrolio come ricchezza, come fonte di lavoro, come risorsa da sfruttare senza se e senza ma, tra gli applausi di un popolo festante e scordaiolo. Così che questa caduta , ancorchè provvisoria, ci obbliga a ricordare dove l’ubriacatura ci stava portando e dove ci porta se non apriamo gli occhi per tempo. A Settembre la Total va in produzione. Così ha promesso Bardi, così ha acconsentito l’ex ferrofuochista Rosa. Con questa decisione si strappano tre anni di lunghe trattative, di bracci di ferro tra la compagnia petrolifera e la regione, nella persona dell’ex assessore Pietrantuono che di paletti all’attività ne aveva posti molti e profondi. Chi ha il dono della memoria, nonostante l’età, sa che dal 2016 all’altro ieri , la Regione aveva cambiato completamente rotta rispetto ad un lungo passato di  sudditanza al potere delle compagnie , riuscendo a portare a casa garanzie importanti. Vogliamo ricordarli? L’estensione del monitoraggio ambientale a 13 comuni dell’area, rispetto ai tre inizialmente previsti (Corleto, Gorgoglione e Guardia P) ; la collocazione di 40 pieziometri sul territorio, al posto degli undici previsti,  il no della Regione al trasferimento del greggio a Taranto attraverso le autobotti ( tutti ricordano le esperienze passate e ripristinare quella modalità  avrebbe consegnato la regione a gravissimi pericoli di inquinamento); la diffida ,nel 2018, alle prove di esercizio dell’impianto in mancanza dell’ottemperanza da parte della società di tutte le prescrizioni imposte soprattutto per quanto riguarda il mancato completamento della rete di monitoraggio ambientale; il no della Regione all’apertura del pozzo di Gorgoglione 3. Questo fino al 2018: Ora, cambiata la compagine di governo regionale , e sulla scia del pifferaio magico il quale tutti i no li vuole trasformare in sì, il Governo regionale sembra aver chiuso entrambi gli occhi rispetto alle cose che erano rimaste in piedi nella trattativa non conclusa  o cge sono subentrate a seguito di cattive edperienze maturate  e cioè: il divieto di scarico delle acque di processo nel Sauro, e la rete di monitoraggio ampliata ai comuni di Armento e Gallicchio.  La prima questione è di una importanza eccezionale, perchè il divieto di scarico delle acque di lavorazione nel fiume Sauro significa per l’azienda dover trattare le stesse come rifiuto speciale e in modalità assolutamente estranea ad ogni possibile interferenza con corpi idrici.  Ebbene questo macigno nella trattativa sembra essere oggi inesistente, ignorato, superato, col risultato di andare incontro ad un inquinamento della traversa le cui acque vanno a finire  , se non erro, nella diga di Senise, la più grande diga d’europa in terra battuta. E il dr. Altomonte dell’Eipli, messo lì da Salvini vuole fare un commento, vuole dire se va bene, vuole rassicurare i lucani?  E allora? Dove sono finite le prescrizioni fatte nel lontano 2011 che riguardavano il progetto “baseline ambientale” nel quale c’era la verifica attenta delle acque di falda , la caratterizzazione socio ambientale del territorio e la condivisione tra tutti i portatori di interesse dell’esito del progetto? E’ bastato il suono di un piffero e tutti i no stanno diventando sì. Anche quelli che fanno gridare allo scandalo e che costituiscono un ipotetico, ma non irrealistico,  attentato alla salute dei cittadini. E sì che la Procura di Potenza  ha fatto capire che con queste cose non si scherza…. rocco rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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