Le evidenti contraddizioni che la maggioranza alla Regione Basilicata sta manifestando, con gruppi indisciplinati e personalismi esasperati, dovrebbe indurre l’opposizione a ragionare su come approfittare di queste debolezze mostrate e che rischiano di diventare croniche. In particolare dovrebbe indurre a riflettere sul se e sul come sia possibile presentare una alternativa credibile all’elettorato lucano con proposte comuni, iniziative comuni (a partire dalle elezioni di Matera), capacità insomma di organizzare una presenza organizzata di una vasto schieramento riformatore. Invece , su questa parte del campo, singoli gruppi e singoli giocatori non hanno nessuna voglia di organizzarsi in un qualcosa che assomigli ad una squadra , ognuno preferendo l’azione individuale e ignorandosi a vicenda. E’ evidente che, così facendo, si fa il gioco degli avversari che a volte possono anche giovarsi di aiuti raccolti fuori della loro metà campo. Se passano le elezioni di settembre, senza che nessuno si accerti preventivamente di quello che può succedere al doppio turno a Matera e si organizzi per affrontarlo, vuol dire che questa coalizione che è al Governo nazionale è un episodio politico a se stante e, che non ha nessuna possibilità di portarsi in periferia come modello associativo di ricambio politico. E’ che mentre nel centro destra la competizione tra Forza Italia e Lega si fa sempre più accanita, dalla parte del centrosinistra lucano c’è una assoluta mancanza di protagonismo, con le forze in campo che consumano tempo aspettando da Roma segnali che non arrivano. E se pure è prematuro parlare di alleanza tra Pd e cinque stelle, tra centrosinistra e cinque stelle, non è nemmeno iniziato il dialogo su come non farsi male da soli in questa tornata elettorale, concordando magari una desistenza in qualche luogo , un accorpamento in qualche altro, oppure una convergenza al secondo turno lì dove sia necessario. Di tutto questo non c’è traccia. Tutti corrono in direzioni diverse, come mosche ancora stordite dallo spry elettorale. L’elettorato di destra conosce chi li comanda. Quello di sinistra continua stoltamente a ignorarsi e ad autoisolarsi il più possibile. Rocco Rosa
IGNORARSI E’ DI SINISTRA
0
Condividi