IL BULLISMO ARRIVATO AL POTERE

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E’ abbastanza frequente trovare nelle discussioni sui social persone che sostituiscono il dialogo con l’insulto , con l’attacco personale, con espressioni volgari e violente. In questo caso c’è un solo modo per difendersi da questi asociali: cancellarli, censurare il commento e all’occorrenza chiederne il blocco del profilo. Chi lascia passare un commento che è un insulto, una diffamazione , o un atto di violenza verbale, se ne fa complice e ha la stessa responsabilità di chi ne è l’autore. Ora questo fatto avviene frequentemente e anche questo tipo di reato di diffamazione, calunnia  o  richiamo alla violenza sta entrando finalmente nei tribunali, esattamente come i reati a mezzo stampa. Si aspetta che l’intera materia venga normata per evitare che i social diventino come quei bagni pubblici incustoditi dove qualcuno sfoga la propria frustrazione, ma il tempo passa e atti concreti non se ne vedono-. Il problema è che una persona investita di una delega pubblica ha più responsabilità di un qualunque libero cittadino, perché nella sua azione pubblica o privata riflette la responsabilità di chi ce lo ha messo. E nel caso dell’avv.Tisci , sul cui profilo in questi giorni è apparsa un commento violento e malvagio in ordine alla morte di Gino Strada,  non ce lo ha messo un privato, ma ce l’ha messo la Regione, in virtù di un contratto che va onorato non solo per quello che fai ma anche per come ti comporti. Quindi, quando uno diventa amministratore di un ente, perché voluto da una Istituzione, questa persona smette di esprimersi a titolo personale e si espone per la carica che ricopre, coinvolgendo nel suo modo di fare, nei suoi comportamenti o nei suoi discorsi anche chi lo ha designato a quella carica. Nel contratto con lo Stato, qualsiasi dirigente pubblico sa che sono inserite norme di buona condotta, e queste norme sono come un vestito che uno si porta appresso. Poiché da un po’ di tempo è arrivata alla guida della cosa pubblica personale politico che confonde casa propria con l’ufficio cui è deputato , parla e sparla come mangia, e pensa di raccogliere consensi con un linguaggio  da bullo  di strada,  sta nascendo un problema nuovo nello scenario pubblico : e cioè che se uno rappresenta qualcosa che è di tutti, che non ha avuto in eredità paterna o materna deve comportarsi come  cittadino munito di rappresentanza pubblica ,usando prudenza nel linguaggio, adottando comportamenti dignitosi ed evitando di mettere in difficoltà chi ce lo ha nominato. Non sarebbe sbagliato che il Consiglio regionale votasse un ordine del giorno per impegnare la Giunta a inserire anche norme di ordine etico nel contratto con gli amministratori di Enti, perché ci sono occasioni in cui è francamente consigliabile interrompere un rapporto pubblico per via di comportamenti non all’altezza del compito assegnato. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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