Un po’ di psicologia per confutare gli hater di Gino Strada e di tutte le persone di valore

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di Teri Volini

Spero solo che si rafforzi la convinzione che le guerre,  tutte le guerre,  sono un orrore… (Gino Strada)

Esiste una spiegazione psicologica per coloro che –  superando di gran lunga i limiti di una normale critica,  fino ad  arrivare a  insulti e  reiterate manifestazioni di odio – rientrano  tout court nella poco nobile categoria degli hater.
La spiegazione è piuttosto elementare,  ma non per questo meno drammatica, data l’ ormai ordinaria espansione nel sociale e sui social di questa pessima pratica,  ed è che la persona di  bassa lega, la gente ordinaria e immatura – ricca però di grossi sensi di inferiorità – semplicemente  non regge di fronte alla Persona speciale,  che  vede  migliore di lei;  è di fronte al valore degli altri che, in un coacervo di stizza, invidia e rabbia, perde il controllo, e scatena la sua azione malevola. Questo succede abitualmente, nel quotidiano.

L’astio si accentua quando si tratta di persone note, eccellenti,  la cui umanità, l’impegno profuso per tutta una vita a favore degli  altri e in particolare dei diseredati, dei malati,  delle vittime delle guerre che ancora insanguinano ferocemente la terra, invece di destare empatia,  consenso e    ammirazione, seguirne l’esempio e operare  in favore dell’umanità sofferente, dell’ambiente,  del Bene Comune   o di altri elevati valori, prende la strada opposta, riversandosi in quell’incontenibile reazione di ostilità, che spesso non si ferma alle offese gratuite, ma si dirama in azioni diffamanti, menzogne diminuenti e simili.

Lo specchio ingranditore

Il problema è che questi poveretti percepiscono le azioni eccellenti degli altri –  specie quelle ad alti livelli, quelle meritevoli  di rispetto, di intitolazioni, premi etc. –   come degli  specchi che ingrandiscono, guardandosi nei quali  essi  vedono evidenziati  la loro piccolezza,  cui   nemmeno una base culturale  accademica o una posizione sociale privilegiata  riesce a porre rimedio.

Lo specchio che mostra l’Eccellenza altrui (in merito ovviamente ai  valori cui quella dà la priorità,  con l’amore, il rispetto,  la difesa della vita, la lealtà,  la verità, la  responsabilità, la coscienza, la cura delle relazioni…) mostra impietosamente ingrandite tutte le loro mancanze:  la loro ingenerosità, l’indifferenza,  l’insensibilità, la pigrizia, la rimozione etc.
Deficienze a cui essi stessi aggiungono,  quale  velenosa ciliegina sulla “torta”, la loro invidia  e cattiveria  di base.

Sembra di vederli, questi personaggi, quando scagliano il loro livore con la bava alla bocca, spesso servendosi della vile anonimità offerta dai social, o, se sono personaggi  noti, facendolo con sfacciata spudoratezza, certi dell’impunità,  dato che alcuni di essi sono diventati popolari proprio  grazie a questa offensiva e corruttiva modalità, facendo nel tempo dei proseliti di ogni età e genere.

Limitandoci alla gente “comune”:  a riprova  –  ove fosse necessario  –  della validità dell’ipotesi che abbiamo definito  “Lo Specchio Ingranditore”, c’è che questi individui, maschi o femmine che siano,  si guardano bene dal criticare,  offendere,  mortificare,  diminuire  chi è peggiore di loro,  come impostori, criminali,  mafiosi,  politici corrotti,   inquinatori,  bugiardi, etc. forse ritenendo, con un sospiro di sollievo, che, almeno rispetto a quelli, loro sono migliori, no?   

Viaggio dentro la guerra 

Quando uscì il libro Buskashì. Viaggio dentro la guerra, nel  2003,  Gino Strada  aveva ormai tantissima esperienza della sofferenza umana in zone indicibili, e cercava di portare aiuto come poteva. Già alla fine del secolo scorso, scriveva: Quel che possiamo fare con le nostre forze forse è meno di una gocciolina nel mare, ma è meglio che ci sia,  quella gocciolina, perché se non ci fosse sarebbe peggio per tutti. Tutto qui.  È un lavoro faticoso, quello del chirurgo di guerra, ma è anche per me un grande onore… 1)

Chissà quanta povera gente ha visto,  uomini, donne, vecchi privati delle loro case, della loro vita, di ogni sicurezza, e bambini,  tanti bambini,  morti, o mutilati,  bambini soldati,  orfani senza casa, né scuola né cibo …
Bisognerebbe inviare quei detrattori  –   anche solo per un giorno  –  in quei luoghi,  in quelle  indescrivibili situazioni, negli ospedali, sotto un bombardamento o nei pressi delle macerie a seguito di esso:  di certo perderebbero ogni baldanza, e non  reggerebbero  nemmeno un istante all’impatto di tanto orrore,  quello cui  persone come Gino Strada,  insieme alla sua famiglia, anch’essa impegnata nella stessa “impresa”  e con Emergency, da lui fondata,   cerca(va)no di porre, come possibile,  un rimedio possibile, che ha del miracoloso.

               Nota 1 cit. da Pappagalli verdi,  cronache di un chirurgo di guerra. 1999     ( Pappagalli verdi indicano  le mine antiuomo) .

 

 

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Sull' Autore

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Pittora, incisora, performer land artista, designer, ricercatrice, poeta, portatrice di memoria, linguista, conferenziera... ha esposto dagli anni '80 le magiche suggestioni de La Montagna Stregata – ispirata alle piccole dolomiti lucane di cui è originaria – seguita da diversi cicli di Opere pittoriche, presenti in oltre 90 mostre personali in sedi regionali, nazionali ed estere, come Potenza, Milano, Zurigo, Winterthur, Nizza, New York, Arles en Provence, Canterbury... con notevoli riscontri di critica e pubblico, ed in numerose collettive, con pubblicazioni, premi e riconoscimenti. Tramite i diversi linguaggi espressivi - pittura, scultura, poesia, installazioni, performances, azioni simboliche, video, manifesti d’artista, ricerche, conferenze, articoli, incontri mirati con le giovani generazioni e la società civile - l'Artista biofila si fa promotrice di un nuovo rispetto per il pianeta, percepito non come un oggetto da dominare e sfruttare, ma come Terra Madre, generatrice e nutrice di tutti i viventi. Presidente del Centro d’Arte e Cultura Delta di Potenza, ha al suo attivo un sito web e un blog, due raccolte poetiche, una trentina di ebook, pubblicazioni su diverse testate a livello regionale e nazionale, la collaborazione in free lance con La Grande Lucania, Il Lucano, Il Capricorno, Talenti Lucani, Valori... Canta nella donna il valore femminile originario, sottolineandone sacralità, bellezza e magia nell’esuberante creatività e nella corrispondente ciclicità con la Natura: l'una e l'altra essendo portatrici e nutrici di vita. Preconizza un tempo in cui l'arte e la vita siano coincidenti ed in cui sia possibile riconquistare l'incanto gioioso di fronte alla bellezza e al mistero della vita sulla terra.

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