Bisognerebbe pensare che il Presidente Mattarella non abbia alcuna intenzione di rimanere in carica oltre il suo mandato ricevuto e che non veda l’ora di potersi ritirare a vita privata, altrimenti non avrebbe dato al premier Draghi la consegna di cercare l’adesione di chi ci sta. Se l’idea di partenza era di allargare il perimetro della maggioranza, per non ricadere sotto il ricatto dell’avventuriero fiorentino, allora bastava l’adesione già scontata di Berlusconi a questo Governo di salvezza nazionale, senza aprire il portone a Salvini, il quale , e non poteva essere diversamente, si è buttato a tuffo, sapendo che c’è una maggiore identificazione tra la destra e Draghi di quanto possa esserci tra il centrosinistra e Draghi. Qui c’è stato da un lato una mossa vincente di Salvini- Giorgetti e dall’altro una defaillance tattica di Zingaretti, che dopo aver detto “o Conte o voto”, non doveva ridursi ad un frettoloso “signor sì, signor presidente”. Il risultato è che il centrosinistra perde consensi, la lega procede a magnificare Draghi e a presentarsi come pilastro di questa esperienza, i cinque stelle sono a pezzi. Per cui, a meno che Conti non faccia il miracolo di portare una botta di vita nel moribondo centrosinistra , da quando si è insediato Draghi, Pd e cinque stelle hanno perso qualcosa come 6 punti percentuali, allontanando la possibilità di restare in gioco per le politiche del 2023.. Né miglior bottino ha conseguito il promotore di questo caos, il quale dovrebbe meditare sul fatto che qualunque cosa faccia, il suo Italia dei valori resta sotto il 3 per cento, mentre una sola persona come Calenda, per il solo fatto di esistere, già quota il doppio. Evidentemente ci sono persone che ispirano fiducia e persone che quella fiducia l’hanno tradita in maniera irreparabile. Ora, il destino di questo leader dimezzato, è di procurarsi qualche posto nello schieramento di destra e già ha cambiato parere sul sistema elettorale, tornando ad esprimere una preferenza per il maggioritario dopo aver fatto ferro e fuoco per il proporzionale. Quello che meraviglia è come mai tante persone del suo movimento non lo abbiano ancora mandato a quel paese, come opportunamente ha fatto, e in tempi meno sospetti di questi, il deputato lucano Vito de Filippo cui un po’ di decoro politico è ancora rimasto accanto all’intelligenza di capire per tempo gli effetti deleteri di una inaffidabilità totale. Ora il solo a stare sereno è proprio Renzi. E’ stato capace di pugnalarsi da solo. In questo carosello di errori, il centrodestra ingrossa ogni giorno, lavorando su due binari, uno governativo con Lega e Forza Italia, l’altro di opposizione al governo con la Meloni. Entrambi riempiono il sacco dei consensi , mentre un centrosinistra si va spegnendo come una candela. rocco rosa
NARNI, ITALY - OCTOBER 25: General Secretary of Democratic Party (PD) Nicola Zingaretti attends the press conference to present the budget maneuver, on October 25, 2019 in Narni, Italy. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images)
IL CENTROSINISTRA SI E’ SUICIDATO
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