Che parli al Viviani o a San Siro, non ne fare un problema e non ne farebbero un problema tutti quelli che sono attenti a quello che il candidato premier dice e non a dove lo dice. Che sia il blog dell’antico Vaffa, oppure che sia il Teatro San Carlo di Napoli, l’interesse che Di Maio sta suscitando in questo periodo è che ha cambiato radicalmente posizione su temi non di poco conto. Uno ci interessa particolarmente ed è l’improvvisa riconversione alla strategia energetica nazionale, per difendere la quale ha usato i termini più definitivi e inappellabili: il Movimento cinque stelle è a fianco dell’Eni per le necessità strategiche dell’Italia. L’avesse detto Pittella, sarebbe stato appeso per i piedi, siccome l’ha detto Di Maio, transeat, è roba da inesperti e gente che si deve fare le ossa. E non ha cambiato idea solo sul petrolio, ma sul referendum per l’Europa, sull’appartenenza alla Nato, così roba da poco, nocelline in vendita allo stadio un tanto al chilo. Lo scandalo che ha suscitato quella presa di posizione a favore dell’ENI, è clamoroso e basterebbe dare un’occhiata alla pagina fb della prof. Colella per assistere allo sconcerto di persone che finora dell’Eni e della Total hanno fatto polpette, mettendo in linea tutto lo scandalo che deriva dalla reimmissione dei fanghi nelle falde profonde, alle pratiche scorrette, all’infelice ubicazione dello stabilimento Eni, così a ridosso del lago di Pertusillo. Poi si scopre, per chi non lo sapesse o per chi ha manifestato tanto di meraviglia con emoticons in cui il pupazzetto si strappa i capelli che tra i candidati di cinque stelle in regione c’è anche un fornitore di servizi della stessa Eni, a dimostrazione che lo screening finale che Di Maio si è incaricato di fare è stato alquanto generoso. Caustica la Colella sul suo profilo “DA UNA “LEGGE SPECIALE SUL PETROLIO” A UN CANDIDATO ALL’UNINOMINALE CHE FORNISCE SERVIZI ALLE COMPAGNIE PETROLIFERE ….. IL PASSO E’ BREVE. In sostanza sembra che stia uscendo un volto inedito della leadership del Movimento: pur di arrivare ad ottenere l’incarico da Mattarella si stanno rimangiando ad una ad una le battaglie che hanno segnato la loro crescita in questi cinque anni. Solo a settembre scorso, Petrocelli e Liuzzi così parlavano sul petrolio ““Gli effetti e le distorsioni dell’attività mineraria in Basilicata, per estrarre appena il 7% del fabbisogno nazionale di petrolio e il 4% del fabbisogno nazionale di gas, cominciano a interessare anche il resto d’Italia e a non essere più solo una prerogativa degli abitanti della Val d’Agri .I quali convivono da 20 anni con l’infernale fiamma del centro oli di Viggiano, area appenninica lucana dove le malattie del sistema circolatorio, ad esempio, sono più alte rispetto al livello medio di mortalità regionale, secondo un recente studio di Valutazione di impatto sanitario (Vis), che conferma una Relazione sanitaria regionale del 2000 redatta dall’istituto Mario Negri Sud.
Come cambiamento di programmma, non c’è male. Se è così non faranno molta strada, il tempo che la gente passi dalla illusione alla delusione e che si convinca che sopra questo cielo c’è sempre e solo la costellazione che si chiama casta, o perchè lo è, o perchè lo vuole diventare. Comunque il popolo è sovrano e le sue decisioni vanno rispettate.. Rocco Rosa
Giuseppe Digilio