MANCANO SIA IL LAVORO SIA UNA CULTURA DEL LAVORO

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Ai  Sindaci e agli amministratori che osannano l’esternalizzazione come soluzione dei problemi di una Municipalità o di una istituzione che non sa intervenire su alcuni servizi, dovrebbero mandare d’ufficio una ponderosa rassegna stampa di quella che è l’esperienza acquisita in questi anni e che dimostra come i risultati siano deludenti sotto tutti i punti di vista, da quello della qualità dei servizi  erogati, a quello dello sfruttamento dei lavoratori. Anas e Ferrovie dovrebbero essere portati in Parlamento , davanti ad una Commissione d’inchiesta, per testimoniare che da quando hanno tolto i ferrovieri e i cantonieri, hanno di fatto tolto anche la manutenzione di ferrovie e di strade, come dimostrano tanti e tanti episodi  di trascuratezza che hanno portato anche alla tragedia. Sostituire un cantoniere, ogni giorno al lavoro su un tratto di strada, sempre la stessa, significa togliere uno che non solo doveva  tenere pulita la strada, ma anche guardare lo spazio circostante, il territorio, i boschi , con una attività di naturale prevenzione, compresa quella degli incendi boschivi. Oggi se qualche sindaco si accorge di un pericolo su una strada, il cedimento di un massetto, deve segnalare la cosa ad un ufficio dell’Anas, che manda un tecnico a vedere, questi fa una relazione nella quale stima il probabile costo, si deve fare una gara al massimo ribasso dove una ditta, la più scalcagnata lucra per prima cosa sulla mano d’opera , con personale in nero, tra cui quelli stranieri. E questo così, con tutti i 365 giorni dove la strada resta incustodita, con le macchine che gettano i rifiuti dal finestrino, le aiuole ridotte a piattaforma di immondizia, la gente che si vorrebbe fermare per ammirare Rivello o Potenza e passa dritto dopo aver annusato l’aria ed aver guardato doive metetre i piedi.  Così al Sindaco De Luca, che arriva a osannare la esternalizzazione del servizio di piscina come un fatto storico, debbo dire che la storia ha già bocciato queste prassi perché i fatti dicono che non sono le ditte esterne a far lavorare meglio il personale ma a sfruttarlo di più aumentandone la precarietà e diminuendone i diritti e che se ci fosse un capo o un dirigente o un funzionario comunale ( come era un certo  Michele Riviello) capace di far lavorare le persone, le cose sarebbero andate meglio , con soddisfazione dell’utente , del lavoratore che si deve difendere un dignitoso posto di lavoro e del Comune che ci faceva una bella figura. Sia chiaro a tutti che l’esternalizzazione è un abbassamento generale della qualità della vita di una città o di un territorio perché il precariato e lo sfruttamento umano non fanno guardare al futuro, non fanno fare figli e sono solo l’anticamera della fuga verso il lavoro vero. Si torni dunque a valorizzare il lavoro, con una visione nuova che è quella a) di pretendere che il lavoratore pubblico lavori quanto il privato b) di individuare forme organizzative nuove ( anzi antiche)  per i servizi ad alta quantità di mano d’opera c) cancellare il massimo ribasso d)  pretendere la fissazione ed il rispetto deI contratti di settore. Vediamo se poi è più conveniente gestire in proprio oppure delegare ai privati: che non sono benefattori nati e che, in molti casi, prima si mettono i profitti in tasca e poi si ricordano , se rimangono degli spiccioli, di pagare gli operai. E sopratutto si torni a mettere nei bilanci cifre consistenti per la manutenzione ordinaria perchè è arrivata l’ora che questo Paese anzichè spargere nuovo cemento deve ripiegarsi a rendere fruibilke e bello quello che c’è. rocco rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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