Prima di dare conto delle proteste che alcune associazioni di Matera hanno messo in atto contro la decisione della Regione di concedere un contributo straordinario al Comune di Potenza per evitare il default, bisogna dire le cose come stanno, come ha ben fatto in Consiglio regionale la consigliera Dina Sileo. Qui non si tratta di debiti nuovi fatti da questa Amministrazione, ma della cattiva conduzione da parte della Commissione di Liquidazione che ha chiuso I suoi lavori consegnando alla città un debito di 80 milioni da ripartire in tre anni, un ostacolo insormontabile per chiunque. La cosa grave è che nel frattempo il Parlamento ha votato una legge per il ripiano finanziario dei comuni metropolitani in difficoltà, non solo intervenendo finanziariamente ma sopratutto consentendo loro di ripianare il debito in venti anni. Un minimo di accortezza avrebbe dovuto suggerire ai parlamentari lucani di inervenire per allineare a questo provevdimento anche i comuni capoluoghi,ma nessuno si è mosso, nè da destra nè da sinistra. Da qui l’intervento della Regione ad evitare il dissesto, proprio in presenza di una conduzione amministrativa che non produce debiti ma che è sormontata da un macigno di debiti pregressi. Ovviamente questo esborso ulteriore di soldi non è piaciuto a tutti e da Matera sopratutto montano le proteste con argomentazioni forti, quail la Regione divenntata Bancomat del Comune capoluogo e via dicendo. La verità è che si paga lo scollamento esistente tra governo regionale e parlamentari, con una Regione incapace di orientare l’attività dei rappresentanti in parlamento in nome di una responsabilità che è collettiva e che riguarda tutti I livelli di governo. r.r.
IL COMUNE DI POTENZA NON PRODUCE DEBITI. IL MACIGNO E’ COSA VECCHIA
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