Il conflitto ucraino ossia il rifiuto della  “Mcdonaldizzazione”   

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Gli Usa e l’ UE sarebbero i sistemi politici ai quali il resto dell’umanità dovrebbe adattarsi; questo è il mantra che i media fanno passare nell’opinione pubblica per spingerla ad accettare le scelte politiche di chi governa. Una tale narrazione prova la solita arroganza Occidentale che pensa di voler imporre le proprie verità al resto del Mondo. Nessuno è sfiorato dal pensiero che esistono Società che popolano la Terra portatrici di modelli culturali, politici ed economici alternativi a quelli occidentali. Solo per fare un esempio, Cina e India rappresentano quasi la metà della popolazione mondiale con la differenza che entrambe sono in crescita mentre l’ Occidente è stagnante se non addirittura in declino. Cina e India hanno una cultura millenaria che ha poco a che vedere con la modernità Occidentale e i suoi pochi secoli di vita. Il Mondo occidentale, intendendo gli Stati Uniti e gli Stati vassalli che formano l’Unione Europea, è in declino ed è per porre fine a questo inesorabile“tramonto” che, non riuscendo a trovare nulla di meglio,pretende di imporre  il proprio stile di vita. Il benessere dell’Occidente, in particolare quello americano, si fonda sugli scambi asimmetrici con il resto del Mondo. Portaerei e armi nucleari sono i garanti di  questo sistema di scambi  che vede gli Usa utilizzare il resto del Mondo come fece con la “prateria” dell’800 e cioè un terreno da sfruttare a proprio piacimento ignorando le esigenze delle altre Società. Questa pretesa degli Usa è sempre meno sostenibile e la questione Ucraina ne è la prova. La globalizzazione, abbattendo le barriere, inizialmente ha favorito gli USA; oggi, a distanza di tre decenni dalla fine della divisione in blocchi contrapposti del Mondo, appare sempre chiaro che c’èbisogno di un nuovo ordine mondiale, gli Usa ne sono consapevoli e si vogliono presentare all’appuntamento dopo aver conquistato, come nel Risiko, il maggior numero di territori. Sono queste alcune delle ragioni per le quali non sento di appartenere alla categoria di coloro che dichiarano di non essere né con Putin e né con la NATO. Io sono a favore della Russia perché essa sta conducendo una lotta contro il tentativo USA di annientarla. Mi rammarico per i civili ucraini che hanno eletto alla presidenza della Repubblica un personaggio incapace che sta causando sofferenze e morti. Dalla nostra Storia passata e recente noi italiani dovremmo capire più degli altri cosa significa essere guidati da leader politici rivelatisiinadeguati per i compiti dei quali sono stati investiti. Come può il Presidente di un Paese, invece di trattare per evitare il conflitto, invocare azioni da parte della NATO che causerebbero lo scoppio di un terzo conflitto mondiale? A questa domanda si può rispondere in un solo modo: Zelensky confonde la realtà con la finzione televisiva. In una delle scene della serie televisiva che lo ha reso famoso, l’attore Zelensky entra nel Parlamento ucraino armato di due mitragliette e fa strage dei parlamentari presenti. I tanti giornalisti, opinionisti e ben pensanti che occupano TV e giornali vorrei che rispondessero ad una semplice domanda: come si sarebbero pronunciati se quella serie televisiva fosse stata ambientata in Italia? Ricordo lo scandalo suscitato da una modesta scatoletta aperta ed esposta su uno dei banchi del parlamento. Il mio giudizio sul conflitto tra Ucraina e Russia è di tipo politico e nel contempo una riflessione, molto sintetica, sulla storia degli ultimi trent’anni. Per la Russia, Putin o non Putin, la scelta di evitare l’accerchiamento, e quindi l’ annientamento, significa semplicemente difendere la propria identità culturale e storica. Significa lottare contro la “Mcdonaldizzazione” o quanto meno attribuire a tale fenomeno un ruolo subalterno e non egemone rispetto alla propria tradizione culturale e alla propria identità. Il successo delle idee  del filosofo e politologo Dugin, coscienza critica e nel contempo punto di riferimento per tutti coloro che vogliono difendere l’identità russa è dovuto all’invadenza del modello americano. Russia e USA sono divisi da millenni di Storia.  Una Civiltà e una Storia millenaria come quella russa, a ragione, ha il diritto di rivendicare un proprio modello culturale, sociale e politico da contrapporre all’ americanizzazione. La guerra senza quartiere che gli Stati Uniti stanno conducendo utilizzando  il peso  economico, finanziario, militare e culturale che hanno a disposizione   è finalizzata ad eliminare le differenze, quelle vere, profonde tra culture. L’idea stessa di integrazione propagandata dagli USA e dagli Stati vassalli che compongono l’UE ha come scopo l’abbattimento delle differenze culturali attraverso la cancellazione della Storia altra rispetto a quella occidentale.Le differenze culturali sono per il pensiero unico dominante esternalità che impediscono il regolare funzionamento del mercato globale. E’ questa una delle ragioni per le quali il sistema liberalcapitalista del quale gli USA sono artefici esalta le libertà individuali contro la Società. Il sistema liberalcapitalista ha bisogno di mercati nuovi per espandersi e sopravvivere. Per operare in questo senso deve utilizzare tutta la forza distruttiva che possiede per poter creare le condizioni atte a far nascere nuovi mercati. Lo ha spiegato benissimo Schumpeter in “Capitalismo, Socialismo e Democrazia” e nella “Teoria dello sviluppo”.  L’esempio di quanto è successo in Iraq dovrebbe essere più che sufficiente per capire il senso di ciò che sostengo. Sia chiaro il modello politico, sociale, economico russo non mi appartiene, non posso condividerlo perché come italiano ho un’altra cultura ed un’altra tradizione e questo coerentemente con il pensiero di Dugin del quale condivido alcuni passaggi. Chiarisco non posso accettare e fare mia la massificazione e il conformismo della Democrazia yankee.   . Il modello di Democrazia che abbiamo in Italia è il frutto della Resistenza, del compromesso e quindi dal reciproco riconoscimento delle forze politiche che hanno contribuito a fondare la Repubblica. L’ Italia di oggi non può prescindere dalla sua Storia millenaria, non può prescindere dal cattolicesimo, dal diritto romano, dai comuni, dal Rinascimento, dall’illuminismo napoletano e milanese, dal Risorgimento e perfino dal ventennio fascista. Questa Storia è parte integrante di ciascuno di noi. Mi offende come la globalizzazione e l’americanizzazione stiano progressivamente annientando questa nostra identità. Il conflitto ucraino rientra a pieno titolo nella lotta che gli Usa stanno combattendo per rendere il sistema mondo funzionale al proprio interesse. Un sistema mondo può reggersi senza conflitti alla sola condizione che nello scambio si riconoscano le differenze tra Società, non come esternalità che provocano inefficienze nel mercato ma come un elemento di arricchimento per tutti.  Le Oligarchie americane devono capire che il loro stile di vita è negoziabile per il semplice fatto che il Mondo non è più disponibile a farsi carico dei costi di mantenimento degli USA.

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Sull' Autore

Gerardo Lisco

Capo Unità Org.Amm. presso Ferrovie Appulo Lucane Ha studiato Giurisprudenza presso Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e Sociologia presso l'Università di Salerno

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