
GIAMPIERO IUDICELLO
Argomento principale, se non esclusivo, nel dibattito che accompagna le imminenti elezioni regionali sono diventati i se , i ma , i però, che diversi esponenti del centro sinistra lucano oppongono alla proposta del movimento civico Basilicata Casa Comune di proporre Angelo Chiorazzo a Presidente della Regione per favorire la costruzione di una coalizione che possa battere la destra attualmente al governo della regione e della città Capoluogo.
La proposta di Basilicata Casa Comune ha trovato il sostegno dell’assemblea regionale del Pd che, a larga maggioranza, si è espressa favorevolmente, dando mandato al Segretario regionale Giovanni Lettieri di portare la proposta al tavolo del centro sinistra. Nello stesso campo di centro sinistra, però, si levano alcune voci di dissenso.
Senza entrare nel merito della legittimità e della fondatezza di tali argomentazioni, che in alcuni casi sembrano figlie più della voglia di ostacolare che di costruire, trovo davvero strano che nel campo del centro sinistra lucano si impieghino tempo ed energie nella ricerca di argomenti per “ostacolare” l’ipotesi Chiorazzo, mentre nessun dirigente politico sottolinei con la dovuta forza il fatto che a destra stanno messi molto peggio, e soprattutto sta messa molto male la Basilicata.
Bardi governa la Regione e Mario Guarente è Sindaco della città capoluogo ma, da destra, a nessuno dei due è stato chiesto di dare la disponibilità al bis, anzi, i rappresentanti della destra lucana sembrano occupati nella ricerca di sostituti, ed alcuni si autopropongono. E’ evidente, anche per gli stessi vertici di centro destra, che la destra lucana messa alla prova di governo ha fallito: lo stato pietoso della sanità lucana è sotto gli occhi di tutti, la città capoluogo appare abbandonata a se stessa, non si riesce a porre un freno allo spopolamento, la situazione dei servizi ci vede in coda alla classifica del Paese e gli indici di povertà sono talmente elevati da raggiungere livelli tristemente da record. Rispetto a questo quadro la risposta non può essere solo quella di un centinaio di euro l’anno di sconto sulla bolletta della acqua e qualcosa in più su quella del gas, soldi che è giusto riconoscere ai lucani.
A fronte di un centrodestra che riconosce di aver fallito e prova a cambiare cavallo in corsa per provare a rimediare, sarebbe il caso concentrarsi sulle cose da fare per la Basilicata.
Ho apprezzato l’intervento della pentastellata Liuzzi che ha invitato gli esponenti del suo movimento a confrontarsi con Chiorazzo sulle cose da fare per la Basilicata prima di innalzare muri e porre veti figli del pregiudizio. Impiegare tanto tempo a obiettare sulla proposta di Basilica Casa Comune invece che dedicarsi a costruire un programma per la Basilicata che evidenzi le lacune e la mancanza di visione di questa destra, mi sembra un atto di autolesionismo politico. Cosi facendo si fornisce un alibi alla stampa che concede più spazio alle voci di dissenso interne al centro sinistra che alle contraddizioni e i problemi del centro destra .
Non conosco personalmente Chiorazzo, non appartengo a fazioni, e da due anni non ho tessere di partito, ma il suo mi sembra un profilo tale da meritare una attenta valutazione da parte dei dirigenti del centro sinistra lucano : un uomo di esperienza, molto attivo nel sociale, che gode della fiducia e della stima di Papa Francesco, che lo ha recente nominato insieme a Padre Enzo Fortunato e Marco Impagliazzo nel comitato organizzatore della prima giornata mondiale dei Bambini che si terrà il prossimo 25 e 26 maggio. Ferme restando le prerogative dei partiti, che devono fare le loro valutazioni, anzi che avrebbero dovuto farle gia da un bel pezzo, sarei cauto prima di dire un no, perché c’è bisogno di un profilo utile a poter aprire le porte di un centro sinistra arroccato nella salvaguardia di rendite di posizione, e formare una coalizione che vada al di la dei partiti e dei loro militanti, oggi evidentemente non sufficienti, lo dicono i numeri dei tesseramenti, per battere questa destra. Sono per il primato della politica, ma bisogna ammettere che la profonda crisi della politica, i protagonismi, la gestione di presunte rendite di posizione politica e la salvaguardia di alcuni interessi, rendono molto complicato per i partiti avviare percorsi di vera rigenerazione.
Bisogna avere l’intelligenza e l’umiltà di comprendere che la scesa in campo di Chiorazzo non va vissuta come una proposta da subire passivamente, un boccone amaro da ingoiare, una resa della politica, ma va letta piuttosto come una opportunità per la classe dirigente del centro sinistra di dimostrare di essere in grado di saper fare un passo di lato e saper accompagnare e guidare anche il sano protagonismo della società civile. Bisogna essere lucidi e assumere consapevolezza della difficolta e particolarità della fase che stiamo vivendo.