
LUCIO TUFANO
Un esempio di come il capo del P.N.F. fosse organizzatore e stratega di militanza politica, un modo per capire come l’autorità e il primato della politica scaturisse innanzitutto dalla responsabilità di partito come fulcro di ordine e polso della politica in tutta la provincia, lo rinveniamo nella figura del segretario federale Francesco Saverio Siniscalchi . “Egli è uno di quegli uomini vivi e battaglieri che pare portino nel sangue il destino di far parlare di sé, anche quando la loro dirittura morale e la profonda serietà, con cui considerano la vita, li rendono sdegnosi e insofferenti di qualsiasi forma reclamistica.”. Lorenzo Di Poppa in “Basilicata nel Mondo” ritrae la figura di questo giovane federale individuando in lui la simbiosi tra parola e azione, “termini difficilmente conciliabili e che pure sono come i poli a cui costantemente tende la sua fresca forza animatrice”. È il solo giovane che io conosca – diceva il senatore Fortunato – che possegga il dono di comporre il periodo parlando! Di Poppa tesse un elogio del federale Siniscalchi nel 1927, distinguendone e celebrandone la facoltà oratoria, sostenendo come egli avesse bisogno che l’idea infiammi veramente il suo pensiero. “La scelta non poteva essere più felice, perché nelle attuali condizioni del fascismo potentino, era problematico trovare un giovane più entusiasta e nello stesso tempo più equilibrato e accorto”. La lealtà, la sua integrità morale e la “fiera onestà” sono le virtù della gens potentina che, pur mirando alla perfezione astratta, non distoglie lo sguardo dalla realtà, e – per l’autore dell’articolo – sa prevenire e sventare le più complesse trame e i più sottili tranelli. È utile qui riportare qualche passo tratto dalla relazione del 1928 (tipografia del Giornale di Basilicata) in cui il Siniscalchi, nell’assumere la carica, con una dettagliata valutazione dei problemi della provincia e nell’ analisi della situazione politica, scrive: “Ora i fascisti lucani marciano. Credo poco alle adunate, ma quella del 30 ottobre (celebrazioni della Marcia su Roma) mi pare un segno di possente religiosità. Ventimila Camicie nere, in gran parte contadini inquadrati, venuti dai punti più dirupati, tra il Pollino ed il Vulture, attraverso disagi atroci, specie per le condizioni scellerate della viabilità. Ancora una volta segnalo all’ammirazione del Direttorio il Fascio di Terranova di Pollino che ha viaggiato quasi senza interruzione, spesso a piedi, per quattro giorni pur di venire a gridare nella piazza del capoluogo il grido di fede al Regime e al Duce, come una promessa sacra al futuro. Potenza non può aver dimenticato quella fiumana di fedeli, d’ogni età, d’ogni condizione sociale, maschi e donne, che pareva cercasse alla sua ansia sbocchi verso le vie della Storia non ancora nata”. Difatti fu tale la moltitudine convenuta che non mancò il verificarsi di incidenti con sei morti e venti feriti. Il Governo e il P.N.F. assegnarono alle famiglie un risarcimento complessivo di Lire centomila. I Fasci e la Milizia si prodigarono con generosità e la federazione provvide a mantenere le famiglie in città per tutta la durata del ricovero dei feriti nell’Ospedale San Carlo e nella Clinica Gianturco. La Federazione provinciale fece anche erigere una stele di marmo sulla via di Rifreddo, nel punto dove i camerati di Corleto Perticara perirono per il ribaltamento del 18 B L che li trasportava a Potenza. “Nella cerimonia di commemorazione – scrive il federale – si è avuta conferma del nuovo spirito che pervade la provincia: le famiglie dei caduti e dei feriti si sono mostrate veramente grandi nel loro dolore, dichiarando con commovente semplicità che era loro di conforto il pensiero di aver potuto offrire una prova di sacrificio al Fascismo e al Duce”. Nel corso della relazione socioeconomica e di riorganizzazione amministrativo -politica il federale Saverio Siniscalchi, nella parte che riguarda la ricostruzione materiale, parla di Potenza che avrà il suo centro di irradiazione culturale.”Il Circolo del Littorio non sarà né un accademia sonnifera, né un club adatto al baccarat: ma un nucleo attivo di vita, un elemento di propulsione di idee, di germi di vita, di iniziativa: una tribuna di pensiero e di lavoro che diffonderà per tutta la regione la messe della civiltà fascista. Allo scopo di agevolare il commercio, il Federale parla, fra l’altro, della “fervida, fraterna collaborazione di Mario Molfese, Capo dell’Aeronautica Civile, secondo il quale anche Potenza avrà un campo di aviazione, facile scalo per i naviganti dell’aria, stimolo a noi a superare i limiti e le angustie di una chiusa vita provinciale”. La relazione tratta dell’ agricoltura, della valorizzazione delle ricchezze della Provincia, dei trasporti, dei contratti, dei lavoratori, della organizzazione del Dopolavoro provinciale, degli enti autarchici, dei compiti dell’Ufficio Tecnico ed infine dell’Opera Nazionale “Balilla”. Da questo culto della autorità incarnata nella carica e nella persona, da questo modo di elogiare i capi e i gerarchi 9 , la provincia, la sua piccola borghesia ed il sottoproletariato sono completamente soggiogati per idolatria e soggezione, alimentate dal conformismo di tutti e dall’opportunismo dei più.
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