Il successo che l’introduzione del Frecciarossa sulla tratta Taranto-Potenza-Roma ha riscosso in termini di utenza ha portato ad un nuovo modo di pensare che ha coinvolto le istituzioni regionali, i tecnici di Trenitalia e i cittadini. E cioè che ci possono essere soluzioni tecniche che non implicano grandi interventi infrastrutturali, ma solo dispendio di cellule grigie insieme a disponibilità a verificare le idee.
Quelle individuate dai tecnici del Dipartimento regionale lucano alla Infrastruttura e portate avanti dai rappresentanti politici in sede di confronto romano, ha dato il la ad altre iniziative dello stesso tipo da parte dei Governatori di Puglia e di Campania. Ora proprio rispetto alle esigenze di territori rimasti esclusi da questa novità del servizio ferroviario veloce , ci sarebbe da mettere insieme i due dipartimenti regionali alla mobilità, quello della Campania e quello della Basilicata per trovare una soluzione comune ai cittadini dell’alta val d’agri, del lagonegrese e, da parte campana, del vallo di Diano, un popoloso territorio che vale quanto i due capoluoghi lucani. Si tratta di raddoppiare la coppia di treni Taranto – Roma- Milano per inserire in orario diverso stazioni diverse. Nel caso specifico, quella di Sicignano, capace di porsi come hub per le popolazioni di quei territori che sarebbero in grado in venti minuti , mezz’ora al massimo di prendere il Frecciarossa. Si tratterebbe , per mantenere gli orari, di eliminare, in questa seconda coppia di treni, una stazione nel materano ( Metaponto o Ferrandina) e aggiungere quella di Sicignano. Da notare che questo scalo è facilmente raggiungibile anche dal Murese, (Balvano, Baragiano, Ruoti, Bella, Muro) e dal Melandro ( Vietri, Savoia, S.Angelo le fratte). Insomma soluzioni del genere potrebbero risolvere, come già stanno facendo, il problema dell’atavico isolamento di territori interni , con un iniziale contributo economico delle Istituzionie e nel quadro di quella compartecipazione finanziaria che è ormai sperimentata per il trasporto locale.
La stessa cosa, abbiamo appreso nei giorni scorsi, si sta facendo sulla tratta tirrenica, cercando di far partire da Sapri un Frecciarossa, sull’esempio di quello che è successo in Basilicata. Se tutto questo può funzionare ( e sembra che ci sia già la disponibilità della regione ad investire in questo allargamento del servizio) la strategia successiva è di lavorare su un progetto di graduale riqualificazione della tratta, con il miglioramento delle caratteristiche tecniche, con l’introduzione di sistemi di sicurezza, con il miglioramento della logistica. Chi mai avrebbe pensato qualche anno fa che avremmo fatto questi discorsi? ROCCO ROSA
1 commento
Ma vogliamo ricordarci del fatto che se non ci fosse stato tale Berlinguer il frecciarossa che ora sono pronti tutti ad intestarsi non avrebbe mai fischiato nella stazione potentina? Se solo si investisse davvero in menti aperte e sveglie invece di puntare sui soliti noti…