Il Gamberismo sguazza dove l’acqua è inquinata.

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Nel centrodestra, a poche ore dall’ufficializzazione della candidatura a presidente del Generale in pensione Bardi, arriva l’altolà del Capitano Salvini che conferma le previsioni che avevamo fatto alla vigilia delle elezioni abruzzesi.

Una retromarcia sullo stile accise, immunità, trivelle, tav, tap etc. della solita Lega che incassa il risultato e rilancia sul punto.

Proprio quando da più voci, da quelle sicuramente più di parte, la Basilicata sembrava pronta al cambio di governo con un uomo che Forza Italia ha definito moderato, il Capitano ci ripensa e sfodera l’asso nella manica.

Bardi non lo convince. Anche se un nome di peso alternativo che non fosse il solito senatore Pepe, impegnato in senato, ancora Salvini non l’ha. Ciononostante il Capitano sembrerebbe interessato più alla candidatura di un sindaco, specie se di un comune interessato dalle estrazioni petrolifere, che di un ex generale in pensione inviso ai maggiorenti di alcuni partiti della coalizione, ma molto apprezzato dall’elettorato. Almeno a giudicare dagli ultimi sondaggi.

Il centrodestra per tentare di vincere le prossime elezioni regionali, stantI così le cose, non può che assecondare i desiderata dei lighisti che, dal loro canto, avrebbero già pronte una quarantina di candidati, venti donne e venti uomini, provenienti da quasi tutto l’arco costituzionale che avrebbero sposato le idee e i programmi leghisti, pronti a sfilarsi all’ultimo momento per correre in solitaria con un proprio candidato governatore se non fossero accolte in toto le richieste di Salvini.

Le scelte non possono più essere rinviate perché, tra l’ipotesi di perdere l’occasione di incassare un risultato così atteso, anche se a guida leghista, e quella di consegnare la regione nuovamente al centrosinistra mettendo definitivamente fine alla sopravvivenza dell’area di centrodestra in Basilicata, i moderati di centrodestra, questa volta, dovranno accettare obtorto collo di seguire le indicazioni del Capitano Salvini.

Del resto parliamo di un cambio strategico che farebbe bene anche all’immagine di un raggruppamento che, finalmente, potrebbe dimostrare agli elettori di essere presenti sul territorio con una classe dirigente abituata a governare.

Una prospettiva che non sembra disturbare il centrosinistra che, nel frattempo, continua sulla strada dell’auto distruzione, alla ricerca di un candidato che possa tenere insieme tutti, da LEU a +Europa, Verdi, Socialisti, PD, Luci, SI, MDP e opinionisti vari. Probabilmente un candidato della società civile oppure, se dovesse essere accolto l’appello alla responsabilità da parte dei vertici nazionali del Partito Democratico, non può che essere il segretario regionale del Partito, Mario Polese a garanzia di una futura candidatura nazionale di Marcello Pittella.

Insomma, sia dal centrodestra sia dal centrosinistra, si sta scommettendo sul lungo periodo. Una scommessa tra giocatori d’azzardo, fatta sulla testa dei lucani, la cui prospettiva di crescita resta sempre molto bassa, schiacciata tra povertà e spopolamento in cui il controllo del territorio e la scommessa personale di pochi uomini sembrano essere, al momento, la cosa che più interessa la politica locale.

Fuori da queste logiche, il Movimento Cinque Stelle, sicuro che in Basilicata le condizioni per vincere sono più concrete di quante ve ne fossero state in Abruzzo; non fosse altro per il vecchio adagio per cui tra i due litiganti il terzo gode. Basta solo, a questo punto, capire chi è il terzo in lizza per poterlo fare.

Giuseppe Digilio

 

 

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