Matera nel Mondo: qualcosa resterà!

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GIOVANNI LABANCA

Avremmo potuto, per renderci anche il lavoro più scontato e semplice, mettere , alla fine , un bel punto di domanda. Abbiamo preferito fare il contrario, perchè siamo sicuri, e convinti, che la lezione europea di quella che sarà Matera fra un anno, lascerà tanto alla città. Non parliamo di soldi ed affari, guai sarebbe, se i conti alla fine fossero in rosso. Ci riferiamo alla parte organizzativa della manifestazione che è già nei cuori
di tutti. Scontato che le botteghe e gli alberghi, quelle tipiche specialmente, avranno benefici enormi ( la gente deve pur mangiare, almeno una volta al giorno e non può dormire per strada) il nostro pensiero vola dritto agli anni passati, duranti i quali, la classe dirigente materana e lucana, in generale, era abituata a guardare altrove , per non vedere i problemi perchè poi erano da risolverli. Stavolta, gli occhi puntati con cannocchiali potenti erano e sono quelli di tutto il mondo, perchè Matera Capitale ha oltrepassato oceani mari e monti ed è sulla bocca di tutti e sta nascendo una specie di richiamo ; “tutti a Matera”, per vedere la meraviglie di una città nata dai Sassi, per godere delle ancestrali contrade , delle rupestre ed impossibili abitazioni. Televisione e radio tambureggiano con dei richiami fatti abbastanza bene e che vanno dritti al cuore con il bambino e la signora che tiene pulito il suo spazio a fare da indicatori e richiamo.
Fin qui ben fatto.

Noi guardiamo al dopo, perchè conoscendo bene la mentalità dei nostri corregionali, ci viene subito da pensare al ” chi s’è visto s’è visto”, secondo i codici non leonardeschi della atavica mentalità del menefreghismo generale. In questa occasione, invece e con enorme sorpresa, abbiamo visto del nuovo, di una voglia di far rendere al massimo una occasione che rassomiglia al treno che passa una sola volta ( il treno da Ferrandina avrà quasi la stessa valenza . I contrasti, volenti o nolenti, li hanno dovuti mettere da parte tutti, perchè di autorità tutti i manager hanno dovuto rispondere alle leggi dello Stato, pena l’azzeramento di tutti. Diciamo che, con tanti sacrifici personali, l’amalgama è stata trovata e quasi tutti i protagonisti hanno dovuto arrendersi alla ragione e rimandare i litigi a dopo. Ecco, questo noi vogliamo. Tanto ci vuole a far abbracciare Potenza e Matera, tanto ci vuole a combattere uniti per avere un discreto aeroporto lucano, tanto ci vuole a  rendere esempio dalla gloriosa Ditta Vena del famoso Lucano, che prospera da più di un secolo e crea occupazione? Va bene, ma è privata. E che vuol dire. Il pubblico non può copiare, una volta tanto, il buon esempio del privato coraggioso? Non si può mettere da parte la solita mania delle lotte intestine? Dobbiamo sforzarci per togliere quella brutta patina che copre le bellezze della nostra terra? Quella patina della discrezionalità politica, del clientelismo anche del  malaffare  e tentare vie nuove, per un progresso  reale e non effimero? I botti, fra un anno, saranno sparati tutti nel cielo sereno di stelle della Madonna della Bruna, ma deve rimanere, oltre alle opere, nella consuetudine della vita quotidiana per una vita migliore, per sempre. Possiamo lasciare il punto esclamativo nel titolo o ci rimetteremo, nel prossimo, quello interrogativo?

Ai Lucani la risposta, dopo tanti esami di coscienza.

Giovanni Labanca

redazione milanesede  la grande lucnaia

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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