Se il centrosinistra vuole mantenere una chance di vincere le regionali deve dare segni evidenti di cambiamento nei programmi, nei metodi e nelle persone. Ogni operazione di maquillage verrebbe vista come il far rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta. Già questo girarsi di spalle, rispetto alla vicenda giudiziaria, ha significato non voler guardare negli occhi la verità: che i fatti contestati più che portare in evidenza singoli reati, hanno svelato come la meritocrazia non sia entrata nei gangli vitali delle amministrazioni, sia riguardo alle scelte dell’alta dirigenza, sia riguardo alla capacità manageriale messa in atto. Lì dove la continuità è stata preferita alla svolta si è avuta una gestione di puro mantenimento del potere, assicurato da manager che ne hanno visto di acqua passare sotto i ponti e che dell’invadenza dei politici hanno fatto strumento di accrescimento di potere. Dove, invece, per emergenze varie, si è arrivati a scegliere persone nuove e capaci, si sono viste buone cose, a cominciare dal Commissario del Consorzio Asi di potenza che in sei mesi ha messo in piedi un piano di risanamento importante, a finire al dr.Montagano, una persona con i fiocchi da tutti i punti di vista. Questo significa che il primo punto di un progetto deve riguardare la separazione tra politica e amministrazione e le modalità di selezione dei manager pubblici, che debbono essere trasparenti, con i curricula messi a confronto e con risultati alle spalle che possano avvalorare certe carriere. Un’azienda privata non sceglie il manager amico, ma quello che più ha avuto risultati sul campo. Qui invece ogni partito pretende di sistemare un suo uomo e i risultati sono quelli che sono. Il secondo messaggio da inviare riguarda la corsia d’urgenza da assicurare ai concorsi in luogo di assunzioni temporanee o interinali. Non ci debbono essere scorciatoie ma il portone aperto per la competizione meritocratica, garantita da norme e regolamenti che rendano impossibile ogni favoritismo. E gli interinali che dovessero essere presi per problemi contingenti debbono passare una selezione di titoli in maniera da capire se si è preso il migliore. Poi c’è il tema delle gare che va portato a termine con un forte potenziamento della centrale di acquisto e stazione unica appaltante, una scelta innovativa cui il governatore Pittella ha saputo mettere mano, arenandosi però di fronte all’impossibilità di potenziare l’organico. Qui bisogna andare avanti in fretta e trovare garanzie che favoriscano la trasparenza degli appalti, la sana competizione e la scelta oggettiva delle commissioni giudicatrici. Queste, come hanno giustamente osservato molti lettori, sono precondizioni che sembrano ovvie ma che sono rivoluzionarie e che tutte le forze e tutti gli esponenti che si candidano alle elezioni regionali dovrebbero declinare puntualmente e non ignorarle nella speranza che “morto il Re, viva il nuovo Re”, cioè che cambiano gli uomini al comando ma la fregatura di un sistema clientelare rimane tutta intera per il popolo. Il centrosinistra , se vuole dimostrare di essere ancora una componente in grado di dire e di dare qualcosa alla comunità regionale, deve dare l’esempio su queste cose, producendo atti urgenti e importanti. Chi pensa di poter girare intorno al tema, illudendosi che un’ammucchiata ben assortita possa consentire di superare l’asticella elettorale, dimostra solo di aver fatto il suo tempo .Rocco Rosa
IL GATTOPARDISMO DELLA POLITICA REGIONALE
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