Con tutto il rispetto per i consiglieri che continuano a gettare sul tavolo la carta dei debiti lasciati dalla precedente amministrazione regionale, vorrei far capire che questi argomenti vanno bene quando si è ai primi mesi dell’avventura politica, non quando è passata metà legislatura. Tutte le amministrazioni di qualunque livello è da decenni che partono da meno qualcosa e purtroppo quando se ne vanno lasciano quel meno qualcosa con qualche aggiunta. Una smentita a fine legislatura sarebbe bene accetta, pur sapendo che questa amministrazione opera in un orizzonte finanziario meno oscuro , con il rinnovo della convenzione con Eni e con l’entrata delle royalties della Total. Questo non per giustificare il passato che se è vero che ha lasciato qualche conto aperto è pur vero che ha fatto più di qualcosa , a cominciare dal risanamento del Comune di Potenza per finire al riordino delle forestazione che ha interessato migliaia di famiglie. Quindi una amministrazione va giudicata complessivamente, per capacità di far funzionare la struttura e per capacità di governare le situazioni, e se quella precedente è caduta non è certo per incapacità gestionale ma per altri motivi ben noti che attengono ad un esercizio del potere che era diventato clientelare e discriminante, con lotte intestine di una pesantezza tale da far assomigliare il tutto ad una guerra tra clan. E’ finito un sistema ed è stato giudicato per gli errori commessi. Ora questa storia che continua ad alimentarsi intorno ai debiti, non può mascherare l’interrogativo che i cittadini si pongono sulla capacità di operare, che non sia quella di fare i conti da ragioniere. E finora i soli successi portati a casa, dal punto di vista della buona capacità di amministrare, sono la chiusura di quello spendificio che si chiamava consorzio Asi, per il quale per trent’anni si è giocati a rimandare di anno in anno la ristrutturazione dei debiti, e la decisa attuazione della nuova gara per i trasporti, la cui gestione precedente ha risentito molto delle influenze politiche, delle pressioni dei padroncini e delle questioni legate ad un modo di operare che è stato oggetto di indagini giudiziarie, e le provvidenze per il ristoro dalla pandemia che è stato complessivamente giudicato un intervento positivo. Ma , siccome siamo a metà legislatura, la comunità regionale chiede legittimamente di vedere all’opera un governo capace di guardare lontano, ai grandi obiettivi e di lavorare per essi, fermo restando che di questa strategia fa parte necessariamente una sana tenuta dei conti . E il riferimento va ai passi indietro che sta facendo il settore della sanità, con l’emigrazione in crescita, le liste d’attesa che si sono allungate, la mancanza di un minimo di iniziativa sulla sanità territoriale, la carenza dei medici. Così come ai ritardi che segna il rilancio della macchina amministrativa, bucata nelle quattro ruote e assolutamente incapace di muoversi, con gli uffici vuoti, i concorsi che non si fanno, i dirigenti che si sono ridotti a 4 gatti. C’è un lavoraccio da fare e non sono certamente da invidiare questi nuovi governanti. Ma la politica è bella perchè è una competizione a chi fa meglio, e nella staffetta tra una legislatura ed un’altra, non conta il ritardo con cui ti hanno passato il bastoncino, ma la tua capacità di correre e di recuperare la distanza. Rocco Rosa
IL GOVERNO BARDI E IL RITORNELLO DEI DEBITI
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