Il governo del centrodestra recita il de profundis alla Basilicata.

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Le vicende del trasporto pubblico locale,

GERARDO LISCO

della sanità e la sottoscrizione dell’accordo con la Total, solo per citarne alcune, sono la prova che per cambiare spartito non è sufficiente cambiare direttore e orchestrali. Manca lo spartito. Lo scorso anno il centrodestra a guida leghista ha vinto le elezioni regionali con slogan “prima i lucani”. Il centrodestra in Basilicata vince non perché intercetta la domanda di cambiamento proveniente dalla società lucana, ma per la ragione esattamente contraria. Dietro la becera e volgare propaganda della Lega e del suo leader, che di volta in volta sposta l’attenzione dell’opinione pubblica sul capro espiatorio di turno, si mimetizzano gli interessi di un sistema produttivo padano legato a quella mitteleuropa che solo a chiacchiere critica accusandola di essere egemonizzata dagli interessi tedeschi. La verità è che le critiche la Lega muove all’UE sono in realtà rivolte al sistema politico nazionale del quale fa parte anche il Mezzogiorno. Gli attacchi all’UE hanno la funzione di imporre ai Governi nazionali politiche redistributive a favore degli interessi del sistema economico padano. L’autonomia regionale rivendicata con forza da Veneto e Lombardia ha lo scopo di alzare la posta con i Governi nazionali per poter avere maggiori risorse finanziarie. Le politiche redistributive tra territori e classi sociali vengono frenate dagli interessi presenti sul territorio nazionale rappresentati in parlamento in particolar modo dalla Lega. I governi regionali di Veneto e Lombardia hanno come scopo quello di mantenere sui rispettivi territori le risorse rivenienti dal prelievo fiscale oggi trasferite allo Stato centrale. Il mantenimento di queste risorse finanziarie sui rispettivi territori consentirebbe ad entrambe le regioni una maggiore disponibilità di risorse utili alla ristrutturare del sistema produttivo per adeguarlo ed integrarlo nell’ambito del sistema economico mitteleuropeo. E’ noto come la crisi tedesca stia producendo effetti devastanti sul sistema produttivo padano legato in larga parte a quello tedesco. La Germania metterà mano alla ristrutturazione della propria economia e i sistemi economici ad esso legati dovranno fare la stessa cosa per poter ritornare a crescere. Da qui la necessità di Veneto e Lombardia e di tutto il sistema produttivo padano di negoziare luogo maggiori risorse e una maggiore attenzione da parte del Governo centrale. Essendo questo il contesto lo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi esistenti sul territorio lucano, più che finanziare un progetto di sviluppo e di crescita della Regione, ha lo scopo  di alimentare il mantenimento del sistema attuale. Ossia quello di alimentare le posizioni di rendita di quelle consorterie lucane che, con nonchalance, spostano il proprio consenso politico da uno schieramento politico ad un altro per mera convenienza. Il ceto politico leghista lucano e i ceti sociali suoi alleati sono assimilabili a quella borghesia comprador che in questo caso utilizza il  consenso politico e le risorse presenti sul territorio come merci di scambio per il mantenimento delle posizioni di rendite acquisite. Il centrodestra lucana condividendo le posizioni che la Lega esprime a livello nazionale sta creando le condizioni per la morte definitiva della Basilicata. L’accordo sottoscritto pochi giorni fa con la Total per lo sfruttamento dei giacimenti di “Tempa Rossa” sono da ascrivere alle solite politiche dell’offerta che rinviano al mercato e quindi agli investimenti privati la soluzione della crisi sociale, economica e demografica della Regione. Se l’autonomismo regionale sostenuto dalla Lega è utile alle regioni padane per la Basilicata è la morte. Il problema della Basilicata è la mancanza di una visione di regione ed è questa la ragione del declino della Basilicata che da qui a non molto la porterà all’estinzione in primo luogo come Ente autonomo.

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Sull' Autore

Gerardo Lisco

Capo Unità Org.Amm. presso Ferrovie Appulo Lucane Ha studiato Giurisprudenza presso Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e Sociologia presso l'Università di Salerno

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