IL LAGO DI MONTICCHIO SI TINGE DI ROSSO

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A spiegarlo lo scienziato novantenne Rocco Summa. Insieme i suoi modellini dei moti TerRa-Luna

 

 

di Franco Cacciatore

 

Un incontro davvero fuori della norma, quello con Rocco Summa alla soglia dei 90 anni. Per noi scienziato, ma la definizione potrebbe essere impropria perché il suo interesse non è per una sola scienza, ma tante.

La sua, una conferenza in un luogo di incomparabile bellezza, nel monastero dell’Abbazia di S. Michele, che si specchia sul lago piccolo di Monticchio. In verità poi sarà un colloquio fra noi.

Prima di dirci dello strano fenomeno proprio di quel lago che si tinge di rosso, lui ci annovera fra i “Galileiani del Vulture”, non un’associazione ma persone in linea con i principi e gli studi di Galilei. Ma partiamo dalla conoscenza di Summa, perito minerario ed elettrotecnico che attualmente vive nella zona con la famiglia. La sua attività nel passato, per alcuni anni a Napoli quale insegnante in scuole tecniche e poi per circa mezzo secolo direttore dell’azienda delle acque minerali Monticchio. Ed è lì che compie la  prima “rivoluzione” con un attento studio ed intervento della fonte, aumenta il flusso da 5 a ben 18 litri al minuto. É da dire che suo nonno, ugualmente Rocco Summa, era stato da pioniere alla direzione della Monticchio, quando i Lanari approdati dalle Marche avviavano la commercializzazione delle acque minerali. Ed ugualmente allora avvennero eventi particolari, come l’inno musicale alle acque su testo di Eduardo Scarpetta, raccontato in nostro predente servizio.

Ed ora il fenomeno del lago che cambia colore, per la precisione del piccolo, l’altro è approvvigionato da questo e la sua colorazione molto tenue e di breve durata. In tempi passati Summa in Lombardia aveva rintracciato altri laghi che assumono varie colorazioni. La causa attribuibile alla vegetazione. Questo era stato escluso per il lago di Monticchio che assumeva la colorazione rossa dopo 24 ore dall’abbassarsi della temperatura. Alla fine Summa, coadiuvato da appassionati come lui, dopo numerose prove di scandaglio, prelievi e esami di laboratorio giungeva a soluzione, allorquando in una provetta l’acqua prelevata a distanza di un giorno assumeva la colorazione rossa. Si comprendeva che il fenomeno era attribuibile alla roccia vulcanica ricca di ossido di zinco che sovrasta il lago e giunge al suo fondale, la cui combinazione con l’ossigeno ad una data temperatura, produce una reazione chimica da conferire, dopo un lasso di tempo, una diversa colorazione di quella naturale.

Summa espone il fenomeno con particolare trasporto, unendo tutta una serie di altri studi che per la sua età hanno dell’eccezionale. Avvalendosi di modellini in movimento da lui costruiti, fra l’altro,  gli specchinella realtà non invertono le immagini e in particolare a mezzo di suoi miniplanetari i moti Terra-Luna. Qui Summa impartisce la sua lezione addirittura contraddicendo la scienza. Mettendo in movimento il modellino del planetario ci illustra come il satellite, che è sincrono per aver smesso di ruotare, genera con il suo moto di rivoluzione il giorno lunare, mostrando alla Terra sempre la stessa faccia e non l’intera superficie.

Concetti a dir poco controcorrente che alla pari di quella galileiana della Terra che gira intorno al sole e su quella scia mostrano quanto Summa continui a spendere la sua vita per la scienza.

 

Foto:  : Il raffronto fra i laghi riflettei Monticchio con la colorazione naturale e quella rossa – Rocco Summa illustra il ‘lanetario Terra -Luna – Il modellino del planetario – L’abbazia di Monticchio 

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