IL MACROATTRATTORE DI SENISE. MA IN MANO A CHI L’AVEVAMO MESSO?

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Salve,

“ho letto il vostro articolo…chiaramente non corrisponde alla realtà dei fatti, in quanto SOLARES ( e non SOLARIS come scrivete voi), è stata affamata dalle istituzioni. Che, tra l’altro hanno fatto (il comune) a dicembre una ridicola denuncia di furto poichè con un tir (quindi, come dire, alla luce del solleone), stavano prendendo materiali tecnici di proprietà del comune e di cui sono quindi responsabili (ovvero, in caso fosse successa qualsiasi cosa, ne avrebbero dovuto rispondere) per revisionarli. La denuncia è stata ritirata dopo tantissimo tempo e via dicendo…poi è arrivata la rescissione del contratto…ovvio, la solares era rimasta sola e senza finanziamenti e, senza finanziamenti, LA CULTURA non va avanti, come gli ospedali non vanno avanti. Quindi, come succede in tutta italia, non c’è certo da stupirsi se la Grancia o la Magna Grecia abbiano sempre bisogno di nuovi finanziamenti, come anche il teatrino dove lavoro in Toscana ha ogni anno bisogno di nuovi finanziamenti per andare avanti ( e infatti è sostenuto da ministero, regione toscana e comune). Lì questo concetto non vi è proprio chiaro e pensate che le strutture si reggano con le entrate dei biglietti. E, comunque, fatta fuori la solares (che ha investito e perso parecchi soldi suoi) perché non aveva tagliato l’erbetta e verniciato le panchine…..guarda che magia, sono usciti 180000 euro di finanziamento dalla regione e 80000 di promozione dall’apt. Istituzioni che avevano negato il finanziamento, necessario per andare avanti, che pure era stato dato ad altri attrattori. Quindi, di cosa ha colpa la solares? Di aver fatto un progetto molto grande (come richiesto da bando) e di essere poi stata abbandonata? Di non  aver pagato solo alcuni piccoli saldi? Li pagherà, è certo. Comunque, mi fermo qui. Vi chiedo solo di correggere l’articolo, perché, e verificate pure, gli spettatori paganti in due anni sono stati 20000 (non 8000 come scrivete voi) e non è corretto scrivere dei dati numerici ERRATI”

Chi scrive è una certa Ilaria dell’associazione Blimp. Nel groviglio di una  lettera incomprensibile( ma il solleone è già arrivato?)  siamo riusciti a ricavare due cose: uno che i biglietti venduti in due anni  sono ventimila ) e due che la società è stata mandata via per inadempienza contrattuale , in una sorta di braccio di ferro con il Comune che avrebbe persino denunciato la società per sottrazione di materiale di scena, proprietà del Comune e nella disponibilità della società che doveva gestire l’evento per tre anni. La sostanza è questa: la società non ha portato a termine una condizione contrattuale e il Comune ha rescisso il contratto, non potendo fare diversamente perchè avrebbe alterato l’esito di una gara.  Lo spettacolo dunque, al terzo anno contrattuale, non poteva fruire di finanziamenti o contributi da parte degli enti pubblici e c’è da sperare che lo si riesca a mettere in piedi dal prossimo anno. Rimane in piedi tutto il discorso fatto su certi macroattrattori che sono “macro” in fase progettuale e di impiego di risorse pubbliche e poco “attrattori” invece in fase di ritorno economico, al punto che bisogna ogni anno mettere mano alla tasca. Qui si innesta il dialogo che sui social abbiamo tenuto con l’amico Manfredelli, per la Grancia e la sua Storia bandita che ogni anno , per tenersi, deve ricorrere alla contribuzione pubblica. Lui dice che la cultura è comunque un investimento necessario e questo è vero: ma non si spendono miliardi di lire per scavare una montagna e creare un anfiteatro in mezzo al bosco, come non si spendono milioni di euro per un anfiteatro in riva al lago che può funzionare al massimo nella stagione estiva.  E’ giusto finanziare gli eventi culturali in tutte le maniere, ma non facendo opere strutturali che rendono enormemente evidente la sproporzione tra la spesa e la resa. Quindi il senso dell’intervento su queste pagine è che anche in queste cose  vanno pensate per funzionare tutto l’anno e avere un utilizzo diversificato e protratto nel tempo. E siccome in Basilicata i crani sono pochi è meglio non esagerare nella realizzazione delgi spazi culturali o nelle strutture attrattive. Tutto qui. Poi , quanto alla mia interlocutrice che dice “ lì questo concetto ( di finanziare la cultura, ndr) non vi è proprio chiaro”, posso solo dirle che è meglio che stia lì , e non qui , perchè con la cultura in mano a lei qualche perplessità l’avrei.  Al Sindaco di Senise, dico comunque che gli affari del Comune sono per definizione “affari comuni”,  che la comunità deve conoscere per poter controllare come vengono spesi i soldi dei cittadini.  Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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