La tromba d’aria nel basso metapontino, e l’eccezionale nubifragio che si è riprodotto all’interno, fin verso Matera, sono eventi straordinari ma che hanno perso il loro carattere di eccezionalità.
E dunque , al di là del giusto sentimento di vicinanza alla popolazione, del puntuale attivarsi dell’organizzazione emergenziale, dei sinceri impegni a fare di tutto per il ristoro dei danni, soprattutto in agricoltura,c’è da mettere i conto da ora in poi che questi eventi non avvengono una volta al secolo, ma con una ricorrenza tale da dover entrare nei bilanci della vita quotidiana. Lo sterminio di alberi che lo scorso autunno si è registrato sulle ALPI, ha messo in luce come le tempeste di vento ed acqua possono arrivare ad abbattere foreste intere.
Figurarsi se la forza d‘urto di acqua e vento scagliata contro i filari dei vitigni, o verso le serre di verdura, o verso gli agrumeti carichi di frutti, possa lasciare qualcosa in piedi. Il modo più corretto di rispondere a quello che è avvenuto è di interrogarsi su questo aspetto nuovo della nostra vita e della nostra economia: come organizzarsi per contenere i danni, come proteggere l’economia agricola di un territorio che, nonostante le continue cadute, rimane la colonna portante dell’economia endogena lucana.
Bardi ha fatto in pieno il suo dovere, correndo sul posto e dimostrando che la Regione c’è, ad onta di tutto quello che si dice in politica. la stessa cosa l’assessore Fanelli e un po’ tutta la istituzione regionale nelle sue varie articolazioni. Ma stavolta dovremmo cercare di uscire dal film già visto, della conta dei danni, delle richieste risarcitorie, del chiedi mille per ottenere dieci. Tutto questo è materia amministrativa che deve scorrere veloce nelle sedi giuste ,senza perdersi nei corridoi della malaburocrazia. La politica deve alzare lo sguardo sui temi della difesa del territorio e della trasformazione anche del modo di produrre, in maniera meno dipendente dal clima.
Ci sono fiori di esempi che vengono da varie parti d’europa, su come e dove indirizzare le risorse per una agricoltura che si rinnova, si rafforza, si struttura in modo più adeguato ai tempi, proprio tenendo conto dei cambiamenti climatici.. Interventi infrastrutturali, interventi strutturali, rafforzamento del territorio, innovazioni nel ciclo produttivo sono i punti da tenere presente in questa nuova stagione della Basilicata. si faccia un grande sforzo di riprogettazione nell’agricoltura come presidio del territorio e nella concertazione intorno a pochi obiettivi dell’attività dei molti enti che continuano a mangiarsi la coda senza una specificazione delle loro competenze, a cominciare dai consorzi di bonifica, a finire alla forestazione. Rocco Rosa
IL METAPONTINO PIU’ CHE SOLIDARIETA’ VUOLE RISPOSTE SUL SUO FUTURO
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