IL “MODELLO MATERA” PUNTO DI PARTENZA PER I PROGRAMMI FUTURI DI EUROPA VERDE BASILICATA

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Lidia Lavecchia

LIDIA LAVECCHIA

“Non c’è pace senza giustizia sociale. L’illusione di poter vivere in un mondo nel quale solidarietà, equità e giustizia potessero fare a meno di benessere collettivo e sostenibilità, lascia il posto alla delusione dei risultati. Prima di parlare di scelte su alleanze e posizionamenti, occorre lavorare sulla più ampia condivisione dei programmi, sottoponendoli preventivamente ai cittadini affinché, i posizionamenti politici delle singole forze, siano da subito chiari ed inequivocabili”. Così il coordinatore Regionale di Europa Verde, Giuseppe Digilio.

“Coglieremo le future sfide elettorali partendo da modelli di condivisione programmatica che in altri territori hanno rappresentato un modello vincente di discontinuità con il passato. Il ‘Modello Matera’ per noi rappresenta un punto di partenza per aprire a alleanze più ampie, aperto alla partecipazione della componente civica, forze democratiche e progressiste che non siano in disaccordo con le nostre linee tematiche. Lo faremo con chi ci sta, nell’interesse dei cittadini e del territorio, recuperando sul piano della fiducia il rapporto con gli elettori e con quanti siano stati delusi dal modus operandi di chi negli anni si è reso protagonista dell’indecente spettacolo che ha distorto l’immagine della politica stessa”.

“Il messaggio per noi è chiaro ed inequivocabile, lo abbiamo sottolineato anche durante i lavori alla conferenza programmatica tenutasi a Roma nei giorni scorsi, dove la Basilicata ha giocato un ruolo importante nella definizione di alcune linee strategiche. Europa Verde si candida per essere portatrice di valori che riportino al centro dell’interesse politico l’uomo e il futuro del pianeta e non (più) le ambizioni dei singoli esponenti o di quelle delle singole forze politiche” – Aggiunge Donato Lettieri componente dell’Esecutivo Nazionale, secondo cui, la sostenibilità è un punto di non mediazione e riguarda le future generazioni a cui necessariamente bisogna riservare spazi, coinvolgendoli da subito nei processi decisionali”.

Per Europa Verde è necessario intervenire su mobilità, infrastrutture sostenibili ed elettromagnetismo, rigenerazione e sostenibilità urbana, riqualificazione delle periferie, messa in sicurezza del territorio, sicurezza alimentare e agro-ecologica, tutela della biodiversità, aree protette e diritti degli animali, giustizia e legalità, ricerca e innovazione, fiscalità, economia e innovazione digitale, immigrazione, inclusione, diritti civili e umani, disabilità, difesa della salute, sport, beni comuni e welfare, politiche energetiche, economia circolare, bio-distretti, rifiuti lotta alle ecomafie. Sono questi i temi in discussione che il partito ecologista lucano vorrà porre sul tavolo della discussione tra le forze politiche che comporranno la futura alleanza di governo prima che candidature e posizionamenti. Recuperando un loro vecchio slogan, si può essere tanto realisti da volere l’impossibile.

 

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