IL MUTISMO DELLA POLITICA

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ANNA MARIA SCARNATO

Se è constatabile che tanto  il campo di azione che le esigenze della società civile siano mutati negli anni ,e con maggiore velocità in questi ultimi, è anche vero che il mondo politico spesso è rimasto indietro rivelando forti carenze e disagi di cui  il popolo ha pagato il conto. E coloro che fanno politica non sempre sono stati o sono competenti  e appaiono in grado di assumere scelte che esulino da vantaggi elettorali e ideare progettualità  efficaci al territorio e  per   la comunità che per il governo comunale, regionale o nazionale  li hanno scelti.  E’ in questi casi che la fiducia nei partiti di provenienza e nella politica in genere spesso viene meno tanto da spingere la società civile verso movimenti sociali che poi si  trasformano in  partiti politici. E’proprio così che sono nati i  Movimenti No global, dei diritti civili, per l’ambiente, delle donne, di genere, la Rete  (Orlando), la Lega lombarda di Bossi, poi di Salvini, Forza Italia etc., e più di recente il Movimento 5 stelle. La gente  scontenta e per reazione è disposta a dare un consenso mobile che rivela un distacco dai partiti che sempre più operano distanti dalla società di cui una volta erano stati parte . E’ l’incapacità di leggere i bisogni veri, di trovare soluzioni oggettive e immediate, è l’opportunismo rivolto a cogliere i frutti elettorali e a prendere il largo, poi, è tutto ciò a originare un cambiamento civile elettorale che,  forse , se la politica  comprende e ritorna vicina al popolo, potrebbe essere recuperato.  Ma tutt’oggi segnali chiari all’orizzonte non se ne vedono tanti. Non si vuole comprendere che è ora di finirla con la personalizzazione della politica e delle relative attività collegate , di essere al centro delle scene con presenze che diremmo senza paura fortemente inutili, formali e superficiali, con l’investimento in attività di sondaggi a regolare il loro far niente , a  interfacciarsi  con esperti d’immagine e con intervistatori in programmi televisivi che diventano i loro testimoni di programmi politico-amministrativi che spesso nessuno comprende.  Tutti uguali e ripetitivi , vuoti di contenuti proficui agli interessi reali e ai valori della società. Quando acquisteranno la coscienza collettiva  spogliandola di una veste ristretta all’ego  per far riprendere a pensare di scendere da un treno fatto di elettorato mobile , rifugio momentaneo solo per un pezzo di strada, se si continua  a ravvisare l’inutilità di permanervi per  riscoprire il cambiamento di rotta della politica dei partiti e a non più rimpiangere gli Uomini di una volta che guidavano il Paese? E il popolo ritornerà all’identità partitica, ad un rapporto con le istituzioni non mediato solo da reti informali,  da associazionismo che spesso distanzia ancor più il popolo nelle sue fasce più bisognose e deboli dal governo; ritornerà a sentirsi ascoltato, ad abbandonare la percezione di sentirsi “sospeso”,  allegoricamente pari, e per rimanere nel contesto di emergenza attuale, ad un caffè sospeso, ad un pacco dono sospeso, ad un bene alimentare sospeso. Si attende solo che chi ha scelto di fare politica prenda coraggio e decida di far accadere qualcosa di diverso capace di cambiare lo stato delle cose, l’immobilismo” audiovisivo” di talune politiche . Niente può ormai cambiare la persuasione quasi generale  che, molti dei politici, per il solo fatto di  rivestire un ruolo pubblico , sentono di essere arrivati all’unico interesse vero , rimanendo indifferenti ad ascoltare il popolo, quello che vuole partecipare a  modificare alcune scelte che riguarda la loro condizione da quella socio-economica a quella sanitaria; a convincere chi governa che sarebbe utile se si facesse in un modo e non nell’altro; a guardare il territorio che forse nemmeno conoscono nelle loro risorse  o deficienze, fatta eccezione per le piazze che ricordano per i comizi elettorali. Ecco, forse il 2021 uscirà qualcuno capace di recuperare il senso di una appartenenza al territorio e di rimotivare le persone ad una partecipazione politica che significa impegno verso tutti , affinchè il “bene comune” non rimanga uno slogan bello ma vuoto.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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