Il parco fluviale del Basento è sicuramente, dal punto di vistdal punto di vista della riqualificazione urbana che sia stato fatta a Potenza: Iniziata alla fine del secolo scorso ha auto la sua più energica attuazione con l’Amministrazione Santarsiero che non solo ha continuato l’iniziale intervento , portandolo fin quasi al bivio dei “tre mari”, ma lo ha arricchito di un pregevole ponte in materiale leggero che consente ai pedoni di passare da una sponda all’altra .
Il tutto con un occhio attento alla riqualificazione del patrimonio arboreo. Nelle intenzioni dell’allora Sindaco, c’era il completamento dell’anello fluviale in maniera da realizzare un circuito cittadino pedonale e ciclabile, immerso in un verde rigoglioso e l’illuminazione dello stesso, in maniera da consentire che in estate la fruizione potesse allargarsi alle ore serali . In prospettiva doveva poi esserci un collegamento ciclabile che passando sotto il nodo complesso del Galitello, nei pressi dei resti archeologici di una antica fattoria venuta alla luce durante i lavori del suddetto nodo, si arrampicasse sino alla tratta ferroviaria dismessa della Calabro Lucana, in procinto di essere trasformata a tratta ciclabile fino al lago di Pignola. 
Al cui proposito, adesso che si sono placate le polemiche su eventuali soldi sottratti a Matera per il bike sharing non realizzato, questo giornale condivide assolutamente l’ipotesi di lavoro avanzata dall’assessore regionale Galella , e cioè di fare appunto del piazzale delle Fal, il luogo per lo scambio tra autovettura e bicicletta, utilizzando parte del vasto spazio recintato e custodito che le Fal hanno realizzato con soldi pubblici, gli stessi che dovevano servire alla metropolitana leggera e che in parte sono state utilizzati per risistenare il patrimnonio edilizio delle fal, deposito compreso.
La messa a disposizione di una parte del parcheggio consentirebbe appunto di far conlfuire gli amanti della bicicletta ( e quindi anche del sistema di bike sharing) in un unico posto, dal quale far partire sia il tragitto verso Pignola ( e adesso anche il Comune di Abriola si sta rendendo conto della importanza di quella ciclovia, rispetto allla quale in vent’anni aveva sempre offerto un diniego assoluto) oppure il tragitto verso il lungofiume nel tratto cittadino , fino al meraviglioso ponte romano costruito tra il 280 ed il 300 d.C. per la volontà dell’Imperatore Diocleziano, lungo 35 metri e con le sue tre arcate ancora intatte. Completare l’opera ,così come inizialmente pensata, sarebbe un fatto incredibilmente importante per la città, perché valorizzerebbe il tragitto dei due ponti, da quello romano a quello ultramoderno di Musmeci, candidato a patrimonio dell’Umanità. La gente vorrebbe capire se qualcosa si muove in questo senso, ma l’amministrazuione Guarente lavora così silenziosamene che il sospetto è che stia dormendo di grosso. Rocco Rosa
IL PARCO FLUVIALE DEL BASENTO, LA GRANDE INCOMPIUTA DEL CAPOLUOGO
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