IL PD HA PAURA DI CONSULTARE LA BASE

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Il solo fatto che il Pd non chiede alla sua base dove collocarsi nello scenario politico di questa legislatura, se fare da tappezzeria o da orchestra sotot il palco, è segno che anche nel partito il nuovo non c’è e che prima della base vengono i vertici, con i loro giochetti, le loro ambizioni, le loro mire personali. Tutte cose dalle quali la vera politica che rispetta ed omaggia la democrazia è assente. Cerchiamo di capire a che punto stiamo e che cosa un elettore si deve aspettare.
Matteo Renzi è attestato sulla linea dell’opposizione. E purtroppo non sembra per esigenze tattiche, di uno che vuole mettere il peso in una eventuale trattativa con i cinquestelle, ma per una diversa valutazione politica, di chi pensa che il pd ( anche cambiando nome come dice il senatore Margiotta) possa rimettere barra a centro e identificarsi come punto di riferimento nuovo per tutta la galassia dei moderati che si è frantumata nelle sigle fino a scomparire ma che è presente nel Paese aspettando appunto un condottiero. Non sa Renzi che se anche fosse questo il disegno, c’è un “Ma” grande quanto una casa: e cioè che una operazione del genere non può essere fatta mettendo il suo volto, perché , pur valendo come persona, è riuscito a rendersi antipatico a mezzo mondo, trasmettendo poca fiducia, molta furbizia e poca pacatezza. Lo dice uno che ha apprezzato le sue politiche che hanno rimesso il Paese nella posizione verticale , facendogli riprendere la navigazione. Una operazione di quel tipo avrebbe bisogno di persone come Gentiloni o come Calenda  , al massimo come Franceschini, e lui ,Renzi, dovrebbe mettersi da parte.
C’è una forte minoranza che invece ha una linea diversa e che ,pur di impedire a Salvini di rovinare la reputazione dell’italia andando al governo, è disposta a consentire a Di Maio di governare, con un governo minoritario che potrebbe contare su un appoggio annunciato del pd nel varo del governo e un appoggio non scontato del pd sulle singole questioni o leggi. Cioè navigare tra gli scogli e guadagnarsi volta per volta il si di una maggioranza. Una cosa del genere farebbe piacere anche a Berlusconi che, pur di togliersi dalle scatole il suo competitor interno sarebbe disposto anche ad appoggiare il Diavolo o a correre comunque in soccorso del Governo ove questi lo richiedesse. Il Pd se chiede un giudizio alla base del partito, questa è molto molto probabile che risponda di sì a questa seconda opzione, vuoi perché alcune cose sono già nel patrimonio del pd ( il reddito di cittadinanza già c’è in molte regioni del sud, così come il sostegno alle famiglie già esiste, così come l’attenzione al Sud è già nei programmi dei due partiti.), vuoi perché oltre la metà dei voti presi al sud dai cinque stelle proviene da sinistra. Politicamente questa soluzione non avrebbe , come pure si va dicendo, l’effetto di annullare il Pd, ma anzi di esaltarne la funzione di rappresentanza di quei ceti che si aspettano risposte dal governo penta stellato e che potrebbero rivotarlo in massa i cinquestelle se non fossero messe in condizione di governare.
Così stando le cose la domanda è una sola. Posto che c’è bisogno di un partito unito, si faccia una cosa o l’altra, si vada da una parte o dall’altra, possiamo far scegliere alla base del partito e fare una consultazione con i fiocchi? E se Martina prima aveva parlato di consultazione e poi se l’è rimangiata, è evidente che non ha ancora l’autonomia per fare quello che un segretario dovrebbe fare nell’interesse del partito e del paese. La questione è questa: per salvare l’unità bisogna far decidere alla base del partito. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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