IL PIANO STRATEGICO REGIONALE. IL SOLITO COMPITINO O UNA VERA PIATTAFORMA DI CRESCITA?

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Neve permettendo in settimana arriva al Consiglio regionale il piano strategico regionale, il documento programmatico di questa seconda Legislatura targata Bardi. La speranza è  che , forte della conoscenza della realtà regionale acquisita in questi cinque anni, il presidente possa svolgere il suo compito al meglio, tracciando il percorso di crescita che intende dare alla Basilicata, mai come ora interessata da finanziamenti ingenti e che rappresentano al tempo stesso l’ultima occasione per non perdere il treno dello sviluppo. E’ questo un momento anche per collegarsi direttamente con la gente, facendo capire loro con riferimenti ed esempi concreti, come sarà la Basilicata alla fine di questo nuovo percorso. Una delle funzioni del piano strategico è infatti quello di tracciare la rotta delle politiche di settore e farle convergere tutte assieme alla definizione degli obiettivi che ci si ripropone. Ci si aspetta dunque un racconto della Basilicata in divenire e non la generica proposizione di impegni in ciascun settore, come è successo per il precedente piano, che ha ricalcato l’illustrazione di un bilancio preventivo più che la definizione di una programmazione pluriennale. Si, perché scopo principale del piano strategico regionale è proprio quello di tradurre in scelte e priorità di investimenti il disegno programmatico di sviluppo che si intende dare alla regione, esattamente al pari di una progettazione esecutiva di un’opera. Il che significa dire, con parole e con cifre,  su che cosa si intende puntare per portare a casa il pane di una legislatura, in termini di occupazione, di miglioramento della qualità di vita, di rivitalizzazione di comunità che si stanno spegnendo. Dire che si farà tutto è un modo per dire che si vuole continuare a navigare a vista, perché la coperta è corta e il buon senso di un padre di famiglia deve per forza suggerire delle priorità.  E dunque la prima risposta che ci si attende di sentire è quali sono le rivendicazioni del Governo Bardi nei confronti di Roma, giacchè il” tutto va bene, Madama la Marchesa”! si è visto dove ci ha portato. Ci aspettiamo di sentire parole decise sulla questione idrica, sul come coinvolgere la Regione nelle decisioni operative romane, su come e con quali quote entrare nella società Ente Acque del Sud Spa,  su quali finanziamenti contare per portare le dighe alla massima capacità di invaso. Come sulle infrastrutture, non si può tacere che la Ferrovia Matera –Ferrandina, se anche raggiunge un risultato storico nel portare i binari nazionali all’unico capoluogo di provincia che ne era privo, se non prosegue la sua corsa verso l’alta velocità pugliese rimane un ramo morto e drammaticamente privo di effetti benefici. E che , proprio per questo, il raddoppio della statale 7 si impone come scelta prioritaria per espandere i benefici di Matera, meta turistica di eccellenza, al territorio interno , legandola ad una offerta turistica più vasta e coordinata tra le due province. Così come la gestione dei flussi migratori, l’incorporazione nel tessuto produttivo regolare della mano d’opera straniera europea ed extraeuropea, è una scelta che non si può continuare ad ignorare. Si vuole continuare a regalare mano d’opera alla criminalità o si vuole favorire un percorso di avviamento ai mestieri di cui questa comunità chiede la sopravvivenza che è anche un modo per fermare la desertificazione dei territori e dei servizi.? E a proposito di servizi, si vuole prendere di petto la diminuzione dell’enorme peso costituito dall’emigrazione sanitaria passiva, arrivata a 80 milioni l’anno, con un programma operativo speciale che porti amministratori , medici, tecnici, infermieri a confrontarsi su che cosa bisogna fare per migliorare l’attrattività dei nostri ospedali , a partire da un nuovo rapporto con i medici di famiglia che debbono sentirsi coinvolti e partecipi della vita degli ospedali? E poi l’industria. C’è la possibilità che il piano strategico regionale tenga conto delle esperienze fatte con le molte misure  erogate a giovani, a professionisti, a imprese? . Con quali risultati, con quale valore aggiunto, con quale occupazione giovanile? E se qualcosa non ha funzionato, c’è la capacità di riconoscerlo e di dirlo apertis verbis? E via dicendo, su altri importanti temi, come quello della politica turistica che non ha ancora messo a punto la sua carta identitaria, o il rapporto con le compagnie petrolifere che in una fase di progressiva ultimazione dei cicli estrattivi, richiede un chiarimento serio sul percorso da seguire. O l’alta formazione, sempre declamata e mai portata avanti in sinergia con le parti imprenditoriali e sindacali. O il welfare e la necessità di intervenire nel pianeta libero delle RSA, lasciate ad un rapporto privatistico che vede gli utenti indifesi.  Il tutto per dire che se vogliamo che questa ripartenza segni una data precisa nel cambio di qualità del Governo ergionale, c’è bisogno di aprire un confronto su tutto , come si fa nei momenti di crisi vera, di raccogliere le proposte più valide, di rinunciare a difendere bandiere ideologiche, di imporre scelte e priorità di finanziamento, di tenere i comportamenti più appropriati, possibilmente in una condivisione di percorso che non significa commistione tra governo e opposizione, ma indicazione congiunta della strada migliore per la comunità lucana. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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