Il portavoce De Bonis rassegna le sue CONCLUSIONI

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L’espulsione del Senatore De Bonis che a qualcuno è sembrata voluta e cercata dallo stesso per motivi non meglio precisati, sembrerebbe avvenuta in maniera pretestuosa e assolutamente discrezionale da parte dei probiviri del Movimento.

E’ quanto denuncia, in un comunicato, lo stesso De Bonis.

Secondo l’interpretazione che egli da al provvedimento notificatogli il 31 dicembre 2017, lo stesso, sarebbe stato dettato soprattutto dalle recenti posizioni critiche e contrarie che egli ha assunto all’indomani di provvedimenti legislativi del Governo. Soprattutto sull’aumento dei valori di idrocarburi consentiti nei fanghi utilizzati in agricoltura, considerati tossici e altamente nocivi per l’ambiente e le persone, il cambio di posizione del Leader Di Maio sulla TAP e la Xylella.

Molti sono stati gli attestati di stima registrati sui Social sui quali si leggono inviti a resistere dalla tentazione di dimettersi, come in un primo momento lo stesso aveva ipotizzato evitando così di trascinare la Basilicata in una nuova consultazione parlamentare di collegio, come prevede la legge in caso di dimissioni di un parlamentare eletto in un collegio uninominale.

Per questo il Parlamentare Lucano scrive a Beppe Grill, forte, a suo dire, soprattutto del consenso personale ottenuto, specie tra gli agricoltori, gli allevatori, i consumatori e più in generale dai cittadini lucani che, secondo quanto scrive in un suo post, hanno scelto consapevolmente di sostenere lui per quello che egli rappresenta sia come imprenditore agricolo, in qualità di presidente dell’Associazione Grano Salus, di cui è presidente e fondatore. “Sono stato eletto al Senato con il sostegno unanime degli agricoltori, degli allevatori, dei consumatori e dei cittadini lucani, rispetto ai quali va la mia gratitudine”.

Di seguito la nota del Senatore De Bonis.

“Tre giorni fa mi hanno comunicato l’espulsione dal Movimento. Un colpo al cuore inaspettato che mi aveva portato a valutare l’idea delle dimissioni anche da senatore. La sorprendente valanga di attestati di stima da parte dei miei elettori ha rappresentato un campione significativo della volontà popolare, ALLA QUALE IO SONO TENUTO A RISPONDERE. A questi si è aggiunta, anche, una parte cospicua della base del Movimento che, sulla pagina ufficiale del capo politico Luigi Di Maio, ha preso una netta posizione manifestando perplessità e dissapore rispetto alle espulsioni. Per dovere di trasparenza, e in conformità alle regole del MoVimento, ho inoltrato, per l’ennesima volta, i certificati relativi ai miei procedimenti prescritti nel 2015, in quanto il caso dell’intervenuta prescrizione è rimessa alla discrezionalità dei probiviri e non comporta l’espulsione automatica”.

Nel post sulla sua pagina ufficiale, il Senatore De Bonis, afferma, inoltre, di non aver mai nascosto nulla delle vicende personali. E questa volta lo scrive direttamente al Garante del Movimento, Beppe Grillo, cui invia la documentazione richiesta all’atto della candidatura ritenuta in un primo momento soddisfacente dallo staff e dai referenti, ma non conforme al codice etico secondo i probiviri che, successivamente, hanno decretato il provvedimento di espulsione nei suoi e nei confronti di De Falco.

Il Senatore De Bonis precisa di essere sempre stato osservante delle disposizioni del Movimento, di aver ottemperato agli obblighi di versamento delle somme richieste dall’Associazione Politica che fa riferimento alla Casaleggio Associati, Rousseau, sia al Fondo Microcredito alle imprese. Di aver votato sempre secondo l’indirizzo politico del Movimento. Tranne, evidentemente, in occasione della votazione del decreto Genova in cui è stato inserito il codice con cui si aumentano i valori di idrocarburi nei fanghi destinati all’agricoltura.

Probabilmente il capo politico del MoVimento, Luigi Di Maio, non ha mandato giù l’affronto che il Senatore De Bonis ha riservato al diktat del Movimento in occasione della votazione del decreto Genova voluto dal Ministro Toninelli e sostenuto in Commissione, principalmente, dal deputato Lucano. Gianluca Rospi. In quell’occasione il Portavoce De Bonis ha smascherato, di fatto, con il voto contrario al decreto, l’atteggiamento propagandistico tenuto in campagna elettorale dal Movimento sui temi ambientali rispetto a quanto deliberato su Xylella, le disattese promesse di blocco dei lavori della TAP ecc. Tutti temi ritenuti dallo stesso De Bonis “propaganda elettorale per il MoVimento 5 Stelle, ma motivo di coerenza per lui”, da sempre impegnato a difesa del territorio e degli agricoltori.
“La salute dei cittadini e la tutela della natura per me vengono prima delle logiche elettorali – scrive Saverio De Bonis – Motivo per cui ho manifestato il mio dissenso con forza ogni qualvolta mi si è presentata l’occasione. Non mi ha fermato neanche l’e-mail dei probiviri recapitatami, guarda caso, in data 28 novembre 2018, dopo la mia astensione al voto finale del decreto Genova (art. 41). Neanche il principio di precauzione invocato dalla missiva mi ha fatto piegare il capo. Del resto il Contratto di Governo sottoscritto con gli alleati Leghisti non prevede l’innalzamento dei limiti di idrocarburi minerali, diossina ed altri agenti cancerogeni nei fanghi utilizzati in agricoltura. La salute degli Italiani prima di tutto. Io ritengo di aver dimostrato a fatti e non a chiacchiere – conclude il senatore Lucano – di essere un coerente Portavoce per gli attivisti e per il gruppo parlamentare del MoVimento. Per tanto chiedo di annullare il provvedimento dei Probiviri o, in subordine, nel caso di mancato accoglimento, si chiede la permanenza nel Gruppo Parlamentare Movimento 5 stelle.”

Nessuna dimissione da Senatore, dunque, né passi indietro rispetto alla libertà di scegliere di volta in volta i provvedimenti da sostenere, su cui astenersi o votare contro.

Una libertà che difficilmente potrà essere concessa in deroga alle regole di ingaggio sottoscritte, rispetto alle quali, gli eletti in parlamento, sarebbero liberi di fare esclusivamente quello che la piattaforma Rousseau e la Casaleggio Associati ritiene giusto fare in nome di una esclusiva idea di democrazia ad imbuto.

Giuseppe Digilio

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