IL PORTO CANALE ALLA FOCE DEL NOCE ASPETTA CHE DUE REGIONI SI PARLINO

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VITTORIO BASENTINI

Tutti noi lucani conosciamo Maratea,la perla del Tirreno.

Molti turisti,però,non sanno che Maratea si trova in Basilicata e molti non conoscono la zona di Castrocucco di Maratea, ovvero la zona a sud del litorale lucano sul Tirreno, caratterizzata da un’ampia spiaggia ancora allo stato vergine con ghiaietto e sabbia fine colore grigio, la quale si inoltra verso sud fino alla foce del fiume Noce, linea di confine territoriale con la vicinissima spiaggia di Marina di Tortora, in Calabria della provincia di Cosenza.

Diciamo subito che la spiaggia di Castrocucco di Maratea, a differenza di altre spiagge del territorio di Maratea, è facilmente accessibile dalla strada; una spiaggia molto bella, ampia, aperta dove attualmente sono sorti degli attrezzatissimi stabilimenti balneari e dove trovasi una struttura di camping di discrete dimensioni direttamente sul mare.

La spiaggia di Castrocucco, inoltre, è servita, come detto, da una strada che si collega direttamente alla fondovalle del Noce ed alla strada tirrenica SS.18 ed è stata recentemente interessata dalla realizzazione della nuova rete idrica, costruita e gestita da Acquedotto Lucano S.p.a.

Maratea_Castrocucco_1_A

A ridosso della spiaggia vi è una grande distesa pianeggiante di campagna con frutteti e piante ben assortite fino ad arrivare a ridosso dell’abitato della frazione, con la presenza di un’ ottima struttura alberghiera a servizio del turismo, con hotel e ristorante.

Nella parte a nord della spiaggia di Castrocucco esiste una caratteristica zona di scogli ed una spiaggetta di estrema bellezza naturale dal nome “La secca”, anticamente chiamata anche “La spiaggia del Barone”,a ridosso di un’ antica costruzione di proprietà di una famiglia benestante del luogo, attualmente adibita a ristorante con annesso lido a servizio dei bagnanti.

Spiaggia La Secca di Castrocucco di Maratea

Senza dilungarci molto diamo alcuni cenni di storia recente di Maratea e diciamo subito che Maratea ha iniziato ad essere conosciuta grazie  alla lungimiranza di un imprenditore tessile del Nord, di Biella per la precisione, il Conte Rivetti che investì a Maratea, oltre che nella vicina Calabria in quel di Tortora e Praia a mare.

La storia ha avuto inizio nel 1951 quando il sud venne interessato da un forte intervento dello Stato: la Cassa del Mezzogiorno.

A Maratea, regione governata dalla DC dell’Onorevole Emilio Colombo, si presentò Stefano Rivetti, figlio di imprenditori biellesi. Usufruendo della consistente cifra di 6 miliardi di vecchie lire, costruì a Maratea la fabbrica Lini e Lane, nella zona a monte di Piazza del Gesù loc.S.Venere-Fiumicello.

L’innovazione portata dal Conte, il suo modo di fare mondano, catturò subito tutto il paese e l’elettorato, tanto da diventare a tutti gli effetti la figura del salvatore (si dice che il Cristo abbia la sua fisionomia): gli venne data carta libera su tutto, diventò “Presidente della A.A.S.T., commissario prefettizio dell’ospedale di zona, presidente della casa di riposo, presidente del consorzio per il nucleo di sviluppo industriale del golfo di Policastro, e gestore di ogni attività comunale tramite i suoi uomini piemontesi e alcuni locali eletti al comune nella lista della DC”.

Purtroppo però lo sviluppo economico non arrivò; i soldi della cassa del mezzogiorno vennero impiegati per comperare nuovi macchinari, ma che vennero spediti a Biella, mentre a Maratea vennero impiegati i vecchi macchinari dismessi.

La Lini e Lane chiuse dopo pochi anni. Nella vicina  Praia a Mare il Conte costruì una nuova azienda tessile, la Marlane, poi passata alla Marzotto,a confine con l’abitato di Marina di Tortora lungo la vecchia strada Statale, ora fallita, ma in auge per i danni mortali subiti dalle persone che vi lavoravano vittime dei veleni emessi.

La storia del Conte Stefano Rivetti è una storia interessante, uno “spaccato”, come scrivono quelli bravi, del dopoguerra, nella continua lotta tra Nord e Sud, in uno stato governato dai politici dell’epoca tra fallimenti, collusioni, in uno sperpero continuo di denaro e in deliri di onnipotenza.

La figura del Conte è una figura amata e discussa al tempo stesso: visto come benefattore in una zona della Basilicata impervia e fortemente depressa, vittima di una forte emigrazione, gli venne lasciata mano libera su tutto e non sempre fece bene.

A titolo di cronaca rappresentiamo che alla figura del Conte Rivetti è legata la statua del Redentore che guarda tutto il Golfo di Policastro.

Statua del Redentore con vista del Porto di Maratea

La statua del redentore, alta 21 metri, costruita in cemento e conglomerato di marmo,commissionata dal Conte Rivetti, venne realizzata da Bruno Innocenti nel 1965 sulla cima del monte che ospita il santuario di San Biagio e dove si trovano i resti della vecchia Maratea. È attualmente la seconda statua di Cristo più alta al mondo dopo quella di Rio. Ai suoi piedi, dentro a una grotta, vi è seppellito colui che l’ha commissionata, il Conte Stefano Rivetti di Val Cervo, morto a Maratea nel 1988.

Ritornando alle problematiche dei giorni nostri ricordiamo che la cittadina di Maratea dispone di un porto di limitate dimensioni situato in loc.Porto-S.Venere, ovvero nella parte mediana della costa marateota; tale porto risulta attrezzato di diversi servizi portuali e numerose sono le imbarcazioni da turismo che fanno scalo durante la stagione estiva e non solo.

il porto di Maratea

A partire dagli anni novanta si è parlato insistentemente della realizzazione di un porto integrativo a quello esistente, da realizzare a Castrocucco, per la precisione di un porto canale interessante la zona a ridosso della foce del Fiume Noce, non fosse altro per dare un maggiore impulso e sviluppo turistico del polo lucano di Maratea.

 

Tortora-Marina

A tal proposito venne ipotizzata un’idea progettuale, ma poi il tutto è andato in fumo per mancanza di finanziamenti. 

Si pensò,altresì, ad una soluzione progettuale congiunta, da interessare anche l’altra sponda, in territorio calabrese di Marina di Tortora, del Fiume Noce.

Sulla sponda calabrese, infatti, a Tortora Marina si parla della costruzione di un porto canale sin dagli anni ottanta, ovvero dai tempi del Ministro Misasi, uomo politico nativo della riviera dei cedri.

Infatti lo strumento urbanistico del Comune di Tortora prevedeva la costruzione del porto canale, ma a tutt’oggi il tutto è rimasto come idea progettuale.

A tal proposito anche sul versante calabrese venne ipotizzata un’idea progettuale, infatti si ricorda un enorme plastico che per decenni ha stazionato con tutta la sua mole nella sala consiliare del Municipio di Tortora, ma poi il tutto è andato in fumo per mancanza di finanziamenti dopo aver avviato le procedure espropriative con conseguente contenzioso giuridico.

A differenza della costa marateota c’è da dire che Tortora Marina, che è la parte sorta a valle di Tortora paese, ha avuto uno sviluppo edilizio a dir poco esplosivo, tanto che l’abitato di Tortora Marina si confonde con l’abitato di Praia a mare, distante non piu’ di 500 metri dal confine comunale.

Lo sviluppo edilizio tortorese, con la costruzione di fabbricati e villette di ogni tipo, ha avuto un’espansione dirompente in direzione Castrocucco, infatti è arrivato fino alla loc.Riviera nelle vicinanze della zona del fiume Noce, dove è stata ipotizzata la costruzione del porto canale e dove da diversi anni è stata costruita una larga strada –strada del Porto– collegante la zona Riviera con la SS. 18 Tirrenica.

Naturalmente oltre al discorso relativo alla costruzione del porto canale, emerge la necessità, lungo il tratto costiero interessante il lungomare di Castrocucco di Maratea e di Marina di Tortora, di proteggere la spiaggia, considerato che nel corso degli anni il mare, come si suol dire, ha eroso per effetto del suo moto ondoso.

Questo problema è particolarmente evidente per la spiaggia di Tortora dove bisognerebbe proteggere la battigia mediante la realizzazione di idonee barriere flangiflutti, ovvero strutture artificiali fisse o galleggianti ancorate al fondo marino (grosse pietre appoggiate l’una all’altra oppure corpi artificiali in cemento dalla forma complessa ma molto pesanti e ben appoggiati), tali da fronteggiare la forza del mare o intensità della marea; forza del mare che, dall’analisi di studi effettuati per tale zona da esperti di ingegneria marittima di università italiane, può essere assimilata sinteticamente ad una forza tangenziale, partente dall’estremità di “Punta degli Infreschi” di Marina di Camerota della costa cilentana fino ad interessare, in linea perfettamente tangente, la zona della spiaggia in prossimità della foce del Fiume Noce, interessando marginalmente la parte finale di spiaggia direzione sud di Castrocucco e particolarmente, invece, la parte iniziale di spiaggia lato Marina di Tortora.

Spiaggia di estensione limitata a Tortora Marina con vista di scogliera realizzata sulla spiaggia a protezione della strada lungomare direzione fiume Noce

In tale tratto di spiaggia bisogna considerare l’entità della profondità del mare e ciò crea non pochi problemi per la realizzazione delle barriere flangiflutti, la cui previsione di spesa risulta alquanto onerosa.

Tempesta di mare sul lungomare di Marina di Tortora in corrispondenza della scogliera realizzata sulla spiaggia direzione fiume Noce-Foto tratta dal sito internet su Tortora-.

capodoglio-spiaggiato-a-praia-mare-foto-adnkronos

Insomma lungo tale tratto di mare (lucano-calabrese) esistono seri problemi che vanno affrontati in maniera razionale, per trovare valide ed  idonee soluzioni.

Si rappresenta che l’idea progettuale del porto canale per Tortora Marina venne ripresa agli inizi del duemila, tant’è che nel 2006, come riportato dal sito della Interprogetti s.r.l.–Società di ingegneria marittima, civile ed ambientale-, con sede in Roma, la medesima Società redasse una soluzione progettuale (progetto preliminare) prevedendo una spesa presunta di circa €.37.200.000,00 sinteticamente di seguito riportata.

zona interessata dal progetto

L’idea preliminare di progettazione della Società Interprogetti s.r.l. di Roma propose un’area portuale intesa come polo nautico, turistico, cantieristico e peschereccio della città di Tortora, secondo gli intendimenti del Piano triennale dell’epoca (2006-2009) dell’Amministrazione Comunale; venne studiata, infatti, una configurazione portuale che attuava una netta separazione dello specchio acqueo del mare dalle acque del Fiume Noce e dalle problematiche fluviali.

in sintesi, dal punto di vista idraulico-strutturale, la proposta progettuale della Soc.Interprogetti di Roma studiò un andamento planimetrico del molo sopraflutto, a partire dalla sezione di foce del fiume, orientato verso sud,in modo da accompagnare l’apporto solido del fiume verso le spiagge sottoflutto ed evitare l’aggravamento dei fenomeni di erosione già in corso.

Tale soluzione progettuale evidenziò che la profilatura interna dello specchio acqueo portuale, da realizzare dopo aver effettuato operazioni di svuotatura e sbancamento della superficie non interessata da costruzioni ed ancora oggi terreno vegetale, doveva avere un andamento curvilineo e raccordato con l’obiettivo di consentire, sotto la spinta dei cicli di marea sopra riportati,una circolazione naturale, libera e veloce,tale da minimizzare i costi di un eventuale impianto di pompaggio di acque esterne.

Sezione trasversale scogliera argine fluviale redatta dalla Soc.Interprogetti –ROMA-

Corpi di fabbrica turistico-commerciali con schema tipologia abitativa da realizzare in adiacenza alla struttura del Porto canale-Tortora Marina-ed in adiacenza della strada Porto canale-Progetto Soc.Interprogetti-ROMA-

A tal proposito la Soc. Interprogetti propose la progettazione dei pontili interni a struttura galleggiante, aventi una struttura di ancoraggio telescopico su pali di idonea profondità, in modo da poter consentire la libera circolazione delle acque interne sotto la spinta dei cicli di marea.

Dopo questa disamina puramente di natura tecnica-strutturale, ipotizzando la concreta fattibilità dell’opera che richiederà sicuramente studi più approfonditi per la risoluzione delle problematiche marine dei luoghi, diciamo che la realizzazione del porto canale potrebbe comportare un maggiore sviluppo turistico ed economico della Basilicata, dare uno slancio concreto dell’attività turistico-ricettiva di Castrocucco di Maratea e smuovere l’asfittica economia del territorio limitata a pochi giorni all’anno.

E la Calabria?

Questo vale anche per la Calabria e per Tortora Marina, con una programmazione razionale.

Da dire anche che il Comune di Praia a Mare negli anni scorsi pare abbia avanzato una proposta di approdo per le tante attività di rimessaggio di barche presenti sul litorale da San Nicola Arcella a Castrocucco, da realizzare nei pressi dell’area della ex Marlane.

Concludendo auspichiamo che la Regione Basilicata e la Regione Calabria, unitamente alle due Province di Potenza e Cosenza ed ai due Comuni di Maratea e Tortora, possano unirsi in uno sforzo congiunto per trovare le giuste soluzioni per la realizzazione dell’opera che diventerà un’opera strategica per la costa tirrenica lucana e dell’alto cosentino e non solo; il tutto mirato ad un decollo economico definitivo della zona, sicuramente una delle più belle d’Italia.

Chissà……..

Vittorio Basentini

Bibliografia:

-sito internet-soc.Interprogetti-Roma-www.interprogetti.net-

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