IL POTENZA E LA CATEGORIA DEI LAGNOSI

0

Lagnosi, da non confondere con il sostantivo la gnosi, termine di tutt’altro significato che nell’antichità era una forma di conoscenza delle cose divine.

Sono una specie dell’umanità  che hanno cittadinanza e libertà di circolazione in tutti gli angoli del globo.

Sono persone cui non ne va bene una, vivono nell’eterna insoddisfazione, non riescono mai a vedere negli eventi della vita quotidiana il bicchiere mezzo pieno, da non confondere con i pessimisti.

I lagnosi sono anche molto numerosi e sono ben rappresentati in tutti gli ambienti.

Nei luoghi di lavoro sono infiltrati dappertutto possono svolgere mansioni modeste o incarichi di responsabilità ma vedono dappertutto cose che non vanno a partire dal trattamento che l’azienda o lo Stato riserva loro, all’ambiente di lavoro, terreno fertile, dove non mancano i motivi per giustificare le loro insoddisfazioni ,la lagna é quotidiana e il collega che vive gomito a gomito é costretto. a non dire la sua per  non contraddirlo o indispettirlo o stimolare la sua suscettibilità, ritenendosi ligi servitori, si sentono sempre in credito con la loro azienda.

Non fanno paragoni con chi sta peggio di loro, e ce ne sono tanti, tra disoccupati, precari o lavoratori disagiati, no, per loro è  importante ciò che cercano e che non trovano o non ricevono.  Egocentrici insomma.

I lagnosi abbondano anche nel mondo del calcio e tra le tifoserie.

A Potenza, per il periodo che stiamo attraversando, non ci sono tanti argomenti di cui lagnarsi anzi gli anni bui del Potenza dove c’era tanto di cui lamentarsi e contestare, i lagnoni si erano tutti rintanati nelle loro a case a vedersi le partite su Sky, del Potenza non volevano sentire parlare perché “ nu gnera propr’ nient’ “.

Si sono affacciati sul palcoscenico, e anche numerosi, in occasione dei successi della squadra che dall’anno scorso si susseguono a ripetizione.

Tanto per stare all’attualità approfittano di ogni momento per farsi sentire.

Un argomento forte per i lagnosi è  stato il dopo Ragno e la faccenda dei biglietti dei giorni scorsi.

Da premettere che i lagnosi  sono innamorati delle loro idee, molte impregnati di pregiudizi, e dopo la nomina dello sconosciuto Raffaele alla guida del Potenza, Caiata ha fornito ai lagnosi argomenti sufficienti per campare una quindicina di giorni.

Sono subito entrati in azione, e il fatto di non avere scelto un allenatore dal  cognome conosciuto e importanre è stata una decisione non gradita e oggetto di disquisizioni tecniche atte a dimostrare l’insensatezza della decisione, naturalmente è  nel modo di pensare del lagnoso non mettersi mai nei panni di chi ha preso la decisione, non hanno tempo, sono solo presi a dimostrare la loro tesi.

Provare solo per un attimo a riflettere che chi ha deciso quella strana decisione é una persona, o una società, che non agisce a caso, ma mette sul piatto della bilancia una serie di elementi tecnici, di valutazioni e di prospettive future che il lagnoso non considera minimamente per non mettere a rischio la propria sopravvivenza.

Il problema della distribuzione dei biglietti, che di fatto dei disagi li ha procuratiti, l’hanno ingigantito più del solito, lamentandosi della poca professionalità degli addetti o della mancanza di sportelli accreditati o di un servizio efficiente online, ignorando che i disagi sono giunti all’improvviso e uno dietro l’altro.

È  noto che il Gop abbia decretato la chiusura delle rivendite autorizzate dopo l’episodio della prevendita abusiva, va da sé che le decisioni prese dopo dalla società sono state condizionate dalla regole imposte dalla Questura ed è  per questo motivo che soprattutto martedì, in un momento di emergenza,si è formata una fila durata molte ore.

Anche in questo caso sempre per dare un senso alle loro lamentele hanno sempre la soluzione in tasca, perché  quella presa dai responsabili non è stata idonea.

Sono i nemici della tolleranza, della comprensione e anche degli errori degli altri, mentre si scoprono indulgenti per gli errori propri quando raramente se ne ravvedono.

Sono a volte anche i di memoria corta e non vanno indietro di un paio d’anni per capire come si stava prima.

I risultati sono arrivati, quest’anno, in serie C, é un anno di assestamento e la società ha bisogno di tutti i tifosi, lagnosi compresi, a patto che tutti si rendano conto di dare una spinta propositiva, ponendo innanzitutto fiducia in chi deve prendere le decisioni e investire importanti somme di danaro.

Quando vedono la partita dei Potenza si esibiscono in uno show  continuo e ripetitivo, le mie orecchie sono domenicalmente sollecitate dai continui lamenti di un tizio che siede sul gradino dietro di me: non gli sta bene nulla, deve dire la sua sulle prestazioni di ciascun giocatore, sulla tattica, sulle azioni sfumate o sui gol subiti, il tutto rigorosamente a voce alta e con arrabbiatura che mettono a dura prova le coronarie, insomma ripete a voce alta la cronaca della partitavista con i suoi occhiali deformati.

Naturalmente non è  il solo, sono tanti tifosi sfortunati che soffrono  non tanto per la partita, quanto il dover sopportare gli immancabili lagnosi.

I lagnosi non bisogna manco confonderli con i critici, i quali fanno una critica ragionata che ha una logica  e un modo personale di giudicare una partita o un evento; il lagnoso si nutre delle sue lagne fini a se stesse e, paradossalmente, quando le cose filano lisce,  rimangano insoddisfatti per la mancanza di suggerimenti che avrebbero voluto dare per accrescere la propria autostima.

Condividi

Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way
dell’ esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata.
Per vent’anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi.
Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata.
Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho
lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi
e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90,
attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Ho scritto articoli diffusi dai quotidiani la nuova e il quotidiano, inerenti la storia della
ricezione dei segnali televisivi in Basilicata dal 1954 ad oggi e la storia
della sede Rai di Basilicata nata nel 1959.
Collaboro col periodico di attualità e cultura, ” il messo” con sede redazionale ad Albano di Lucania e diretto da Gianni Molinari
Scrivo sul periodico ” Armonia” edito dall’associazione Rai Senior, un bimestrale nazionale destinato a tutti i dipendenti della Rai.


Lascia un Commento