Il POTENZA PERDE A BARI, MA SOLO AI PUNTI

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La partita di oggi, disputata tra Bari e Potenza, è stata innanzitutto una giornata di festa delle due tifoserie.
In particolare modo per la carovana dei tifosi potentini che in una giornata soleggiata, dopo 43 anni sono tornati a Bari per godersi prima una bella domenica e poi una bella giornata di sport al San Nicola di Bari.
Uno stadio immenso, da 60000 posti, ma solo 15000 agibili.

Il settore riservato agli ospiti

Vedere tanti settori vuoti non è stato un bel colpo d’occhio, ciò non ha evitato di apprezzare l’architettura dello stadio a tre anelli e composta da 26 settori a spicchi ( detti petali) separati, per consentire la distanza di sicurezza tra i settori e creare una circolazione d’aria necessaria per mantenere in buone condizioni il manto erboso.
Una imponente copertura composta da pilastri curvi in ferro a sostegno della struttura in acciaio per poggiare il Plexiglas trasparente a protezione di tutti i posti a sedere.
Avveniristico è il sistema d’illuminazione con i corpi illuminanti distribuiti lungo tutto l’anello superiore che permette al San Nicola di essere l’unico stadio al mondo privo di ombre negli incontri serali.
Dalle note buone riservate dalla forma e grandezza dello stadio e dal solito tifo potentino con cori e bandiere che i tifosi hanno sventolato per tutta la partita, passiamo alle alterne emozioni che ci hanno riservato le due squadre in campo.

La prima famiglia di tifosi potentini ad occupare il settore ospiti

È stata una partita a double face: il primo tempo l’ha dominato il Bari e il secondo tempo è stato di marca rossoblu’.
Il più attivo attaccante barese è stato Simeri che ha calciato in tre occasioni verso la porta difesa da Breza, i primi due tiri sono sono andati oltre lo specchio della porta, il terzo al 20′, ha preso di testa un pallone ben calibrato da Bianco che sfrutta un uscita indecisa di Breza e manda il pallone in porta.
Si ripete al 26′ Terrani che dalla sinistra marcato da Coccia si sposta verso il centro e fa partire un diagonale che infilza Breza in tuffo fuori tempo.

Si teme una debacle, ma il Potenza è in giornata, caccia gli artigli e reagisce.
Al 35′ accorcia Emerson con un gran gol da 30 metri che sorprende l’immobile Frattali.
Nel secondo tempo il Potenza conduce il gioco per tutti i 45 minuti, concedendo al Bari solo un contropiede respinto con i piedi da Breza.
Per il resto la partita si è giocata a senso unico all’assalto della porta di Frattali, il quale si rende protagonista in una sola occasione: su colpo di testa di Ricci che blocca in due tempi.
Al 92′ accade l’episodio che avrebbe potuto cambiare il risultato: la palla deviata dal braccio di Costa che altrimenti sarebbe finita sui piedi di un attaccante del Potenza, solo davanti al portiere, l’arbitro non ha ravvisato il rigore e dopo due minuti ha decretato la fine dell’incontro.

Il Potenza esce dal San Nicola a testa alta ma con l’amaro in bocca, tra gli applausi dei suoi tifosi confermando la meritata posizione di classifica.

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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