IL RAMPOLLISMO IN SALSA LUCANA

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Armando Tita

Mi sono molto divertito a leggere l’articolo del 19 marzo scorso su Talenti Lucani: “LA POLITICA  DEL TENGO FAMIGLIA”.  Un’analisi lucida e spietata sul “rampollismo” lucano.  Il “rampollismo”, marchio “dop” della Basilicata non demorde e non ha mai demorso .  Un “rampolllismo” lucano che  ha da sempre ostacolato e interrotto  la “strada” del riformismo lucano.  Sono queste le ragioni che mi costringono a separare le due specificità: “Da una parte il Riformismo  e dall’altra il Rampollismo”.  Il Riformismo timidamente coltivato nella nostra Società regionale  è  stato bruscamente sospeso dall’ultimo Report della Banca d’Italia  che ci ha segnalato (era ora!) la sofferenza  dell’economia lucana alle prese con incertezze e inflazione  sottolineando  solo  marginalmente  il dato terrificante  della perdita di ottantamila  lucani negli ultimi anni, in prevalenza giovani ,che riduce la povera Basilicata a circa 531 mila abitanti.  Lasciamo ai demografi  le amare previsioni  per i prossimi anni.  Il riformismo lucano  si è sempre cibato parzialmente  di un PIL drogato con il segno +.  Purtroppo,  il PIL  lucano “drogato”  da oltre trent’anni  da  “Petrolio e Fiat Sata/FCA/Stellantis” non è più garantito dal brutale andamento negativo dell’Industria,  dalla contrazione delle esportazioni, dalle crudeli chiusure di fabbriche dell’indotto di San Nicola e dalle selvagge delocalizzazioni. (transeat sulle patogene CIG Stellantis)  La Banca d’ Italia ci ha informato ulteriormente che gli indicatori relativi al settore dei Servizi delineano un rallentamento delle attività su cui ha influito la debolezza della spesa delle famiglie e la decelerazione della domanda turistica.  Dati negativi che non depongono bene per un eventuale e auspicato riformismo “strutturale”   Riformismo strutturale, più volte proposto e  imposto dai vari Piani Strategici Regionali  paracadutati dall’alto senza un briciolo di condivisione con il territorio. Piani, supportati e sopportati in Consiglio Regionale da dibattiti stanchi e annoiati che non  suscitano alcun  entusiasmo nei “politicanti” impegnati a perseverare sui  e nei  loro  comportamenti  ambigui e poco proficui. Lo dobbiamo ricordare ai “politicanti” lucani che vivere in contraddizione con la propria ragione come sosteneva  Tolstoj è la morale più intollerabile e più insopportabile. Il “politicante” lucano  vive per intero questa contraddizione da tempo immemore. Non si è mai adeguato  all’etica e all’equità, il suo comportamento irragionevole ha “adattato” la società lucana e le varie situazioni politiche…a sé.  Constatiamo con tanta amarezza una “fretta” fuorviante di tanti consiglieri regionali  a cominciare dalle ultime performance del Presidente Bardi… che mal si adattano al dibattito consiliare. Con queste premesse e con questi presupposti sarà molto complicato portare a compimento un adeguato e parziale riformismo. Nell’epoca della grande comunicazione e della grande innovazione non è pensabile ricalcare la china a “dorso di mulo”.  In questo mancato riformismo strutturale i Sindaci lasciati soli nelle decisioni importanti  non conoscono e non hanno mai adottato un serio riformismo e  una dovuta e adeguata  Analisi costi/benefici.  Senza saperlo e senza consapevolezza  hanno fatto proprio il libro di Alessandro Baricco: “Barbari” Edizioni Feltrinelli -2022, “Padrone a casa mia”.  Viviamo, tutti insieme, in una società ondeggiante e liquida, priva di valori e di  veri punti di riferimento. Una  società che non ha mai intaccato  le rendite di posizione e il bieco corporativismo di sempre, ignobilmente presenti nella nostra regione. Una natura antica, prepotente e incapace di misurarsi con l’innovazione di metodo e di processo. Sono queste  rendite di posizione e questo  bieco corporativismo, mai domi,  a creare il fenomeno lucano del “Rampollismo”.  Tanti sono i casi di “rampollismo” in Basilicata, quasi alla stessa stregua del caso emblematico del  figlio di un ex Ministro della Repubblica , incorporato e aggregato come “Assessore esterno”  in un comune siciliano.  Timido, mite, impreparato e incompetente, quel ragazzo che non parlava mai, fu soprannominato da un suo collega di giunta,  il Muto Agevolato.  Di “Muti agevolati”, di Rampolli, di Figli d’arte, di Midllescents  in Basilicata siamo pieni e sono piene pure  tutte le “postazioni di potere” che contano.   La sindrome dei middlescents  in Basilicata scorazza dappertutto . Il bravo Funari qualche anno fa si chiedeva… quale giornalista e quale dirigente Rai  fossero accompagnati da uno “Stato di Famiglia” con padre “muratore” e madre “casalinga”.  Ad onor del vero dobbiamo ammettere che il “Rampollismo RAI” ha prodotto due eccellenze e due fuoriclasse come Alberto e Piero  ANGELA.  Rousseau sosteneva che l’uomo è buono per natura e che la sua corruzione comincia con la differenziazione  della società  e con il perseguimento dell’interesse personale. Ci chiediamo sono tutti bravi questi “rampolli” lucani  ammessi  nei posti al sole del “babbo” con le stesse mansioni? Un pullulare di discendenze spaventose che condiziona enormemente il  gracile e fragile sistema politico ed economico lucano.Abbiamo assistito per secoli a ricambi generazionali nella politica e nell’economia lucana come a fatti di natura obbligata e quindi del tutto scontati.  Da Padre in figlio/a, da Zio a nipote, da Fratello maggiore a Fratello minore, da Fratello a Sorella, con la buona pace di tutti.  La maggioranza silenziosa dei lucani ha  accettato quasi come un fato, quasi come un destino,  l’avvicendarsi  di questo immane traffico familistico.  La peculiarità del traffico familistico è molto accentuata nelle “Partecipate regionali” dove abbondano  i figli degli “amici del giaguaro” e  i figli dei miei “ex colleghi”.  Noi, uomini di buona volontà, al contrario, penalizzando i nostri figli, abbiamo seguito e professato pedissequamente  il “credo” giornalistico di Montanelli : “ Difendi la tua indipendenza  che è  la tua grande forza e ad essa sacrifica, se necessario, l’AMBIZIONE”.  Noi, il Montanelli, l’abbiamo seguito fino in fondo  sacrificando ambizioni e carriera…prima da cittadini “fuori tribù” e poi da funzionari pubblici, senza Padrini e senza Padroni.

*Sociologo e saggista

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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