Il Rione Santa Maria di Potenza: la sua storia e la sua trasformazione -1^ parte- -L’Istituto Principe di Piemonte e l’intervento di Piazza delle Regioni-

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vittorio basentini

 

Io sono cresciuto nel Rione Santa Maria, la mia famiglia ha abitato per quindici anni in Via Molise, nelle immediate vicinanze di Piazza delle Regioni, ed a mio avviso il Rione S.Maria resta per sempre il Rione più bello di Potenza.

Al di là dei tanti bei ricordi della mia infanzia trascorsa al Rione S.Maria, Rione peraltro dove abitavano anche i miei nonni sia paterni che materni, analizziamo il Rione nella sua interezza per poi soffermarci su alcuni punti.

1950-Foto del Rione S.Maria-Via Lazio e fontana di Via Campania

Naturalmente potrei analizzare il filmino in bianco e nero come si suol dire che mi viene in mente e ripercorrere tantissimi ricordi, anche delle persone conosciute e dei miei amici di infanzia, come pure le tante figure che lavoravano nel rione, come ad esempio dal salumiere Gigino Lacerra o più botteghe di salumeria come Zì Pascal o la Signora Lagrotta, dal macellaio Iuccio, dal barbiere Sanchirico, dalla latteria di Gerardino, dalla merceria Angelina, dal benzinaio Gerini, dal barista Femia, dalla pizzeria di Zia Concettina Basentini, poi bar Antoine, dal giornalaio Pasqualino unitamente all’altro giornalaio dell’edicola Totore Buono dove comperavo le figurine Panini, dal calzolaio Paolo, dal pasticciere Palermino, dall’eliografia Arcieri e dalla merceria Niagara, dall’Onorevole Marotta e tanti giovani politici che hanno negli anni seguenti amministrato la nostra Città e tanti altri che hanno contribuito alla crescita del Nostro Rione; per non parlare dei periodi quando giungeva a Potenza il “Giro d’Italia” (ricordo la vittoria in volata al Covo degli Arditi del ciclista Michele Dancelli della Molteni nel 1970) o il Circo Moira Orfei al Principe di Piemonte. Insomma tanti bei ricordi.

Fatta questa premessa parliamo strutturalmente del Rione S.Maria.

Il Rione Santa Maria si sviluppa a margine del tratto urbano dell’attuale Via Appia, che prende il nome di Via Ciccotti, e funge da collegamento tra il Rione Risorgimento ed il Centro Storico.

Il Rione S.Maria comprende l’area urbana dalla direttrice di Via Ciccotti fino al lato diametralmente opposto lungo Via Lombardia, a stretto confine con il Rione Verderuolo, delimitato dalla linea ferroviaria FAL.

L’area del Rione S,Maria si presenta ricca di importanti preesistenze quali la Chiesa di S.Maria, la Villa Comunale, che in passato era stata l’Orto Botanico, la Caserma Militare, l’Istituto Professionale “Busciolano”, oggi scuola media, l’Istituto delle Suore Canossiane, la Ferrovia e la Stazione di Potenza Superiore.

Nella parte nord troviamo i padiglioni dell’Ospedale Psischiatrico, corpo di fabbrica architettonicamente prestigioso, realizzato dagli architetti Piacentini e Quaroni; nella parte Ovest il Nuovo Polo Ospedaliero S.Carlo ed in adiacenza il Polo Campus Universitario, strutture entrambe assegnati attualmente all’area del quartiere Macchia Romana.

La rinascita della Città di Potenza, dopo la guerra degli anni 40-45,  è partita anche dall’espansione del Rione S.Maria, infatti, tra gli anni ’50 e ’60 fu completata la trasformazione dell’area S.Maria in zona residenziale con la realizzazione di diversi edifici, costruzioni di edilizia economica e popolare lungo Via Lazio, Via Molise, Via Campania,Via Sardegna, Via Liguria e Via Lombardia.

Sicuramente una importante valenza religiosa è caratterizzata dall’insediamento di più istituti religiosi a vocazione prettamente sociale, quali l’Opera Nazionale Mezzogiorno d’Italia dei Padri Discepoli, ovvero l’Istituto Principe di Piemonte, l’Istituto delle Suore Canossiane, le Ancelle della Divina Provvidenza del Don Uva, oltre la presenza secolare dell’Ordine dei Francescani della Chiesa parrocchiale di S.Maria.

Altra rilevante trasformazione interna al rione riguarda attualmente l’istituzione del Polo della Cultura, al quale si aggiungerà, a breve, la Bibliomedioteca, che è sorta al posto dell’originario padiglione del reparto infettivo dell’ex Ospedale San Carlo, struttura attualmente adibita ad uffici per l’Area Tecnica dell’Amministrazione Provinciale di Potenza.

“L’Istituto Principe di Piemonte”

L’impronta della conformazione di rione, nell’immediato dopoguerra, venne data con la costruzione di diversi edifici di edilizia economica e popolare lungo le direttrici principali della viabilità del rione, unitamente alla costruzione dei manufatti di completamento dell’Istituto Principe di Piemonte, inaugurati nel 1951 in occasione di una visita in loco dell’On.Emilio Colombo, autorevole esponente, potentino di nascita, del Governo democristiano di quell’epoca.

POTENZA 1952-Corpo di fabbrica laterale adibito a struttura liceale-Istituto Principe di Piemonte-

L’Istituto Principe di Piemonte è nato per opera di Padre Giovanni Minozzi il quale, unitamente al Barnabita Padre Semeria,  a seguito della prima guerra mondiale, dedicò la propria vita occupandosi dei bambini orfani di guerra e dei figli degli invalidi di guerra.

I due sacerdoti, infatti, fondarono l’Opera Nazionale del Mezzogiorno d’Italia, opera che venne riconosciuta come Ente morale con regio decreto del 13.01.1921, ossia prima dell’avvento del fascismo.

Foto di Padre Minozzi con i suoi giovani

Dopo la costruzione del primo istituto per orfani di guerra ad Amatrice, paese natale di Padre Minozzi all’epoca in Abruzzo, ora in provincia di Rieti nel Lazio, nacquero gli istituti a Potenza e Gioia del Colle in provincia di Bari.

Da dire che Padre Minozzi, nel corso dei suoi studi nel Seminario dell’Apollinare a Roma, conobbe due importanti sacerdoti lucani: Don Vincenzo D’Elia e Don Giuseppe De Luca, entrambi profondi conoscitori della Città di Potenza.

Dopo la prima guerra in Libia e dopo la prima guerra mondiale, nelle quali morirono complessivamente circa 9000 lucani, il sacerdote Padre Minozzi fece una visita a Potenza e sconvolto dalle condizioni in cui trovò la popolazione disse che “i bambini potentini avevano la vita come l’alba”.

Prospetto principale dell’Istituto Principe di Piemonte a Potenza

Il nome di Padre Minozzi è pertanto legato alla costruzione a Potenza dell’orfanatrofio, poi denominato Istituto Principe di Piemonte, negli anni 1921-23.

Tale costruzione venne realizzata per volere di Padre Minozzi, ma anche con la complicità di Donna Grazietta, moglie del Prefetto Reale di Potenza, la quale, in quel periodo, passando volutamente, senza farsi riconoscere nei pressi delle catapecchie delle scuole industriali del Rione S.Maria all’epoca frequentate dagli orfani di guerra, riscontrò la fattibilità dell’idea di costruzione espressa da Padre Minozzi, avvalorando il tutto verso il marito Prefetto.

Il tutto, inoltre, trovò la piena ufficialità in occasione della visita a Potenza il 30 agosto 1925 del Re Vittorio Emanuele II, unitamente alla moglie Elena Petrovich ed al figlio, il Principe ereditario Umberto di Savoia, i quali, a seguito dell’inaugurazione dei lavori di ristrutturazione della Caserma Lucana al rione S.Maria, fecero visita all’Istituto potentino, da cui il nome dell’istituto, alla presenza del Prefetto Reale e della sua consorte. 

Il Principe ereditario d’Italia Umberto di Savoia

Negli anni della ricostruzione, dopo la seconda guerra mondiale e precisamente nel maggio del 1951, a seguito del completamento di corpi di fabbrica adiacenti, il nuovo istituto, dove peraltro venne istituita –anno scolastico 1950-51- la prima classe del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Potenza, venne inaugurato dall’On.Emilio Colombo alla presenza di Autorità locali e della Curia Vescovile di Potenza.

Da dire, inoltre, che il campo sportivo dell’Istituto Principe di Piemonte ha avuto una grande valenza sportiva a livello cittadino, infatti è stato il primo vero campo sportivo del calcio potentino degli anni venti.

Ancora oggi, con i nuovi lavori di posa di erba sintetica per il terreno di gioco ed i diversi lavori di ristrutturazione generale, il campo sportivo del Principe di Piemonte costituisce un valore importante del calcio giovanile della città.  

“Campo sportivo Principe di Piemonte” a Potenza

Intervento in Piazza delle Regioni

La Piazza delle Regioni all’epoca dell’Ospedale S.Carlo ubicato al Rione S.Maria altro non era che la zona adibita a parcheggio a servizio dell’ospedale stesso, oltre che essere la zona a parcheggio per i cittadini partecipanti alle funzioni religiose della Chiesa del Principe di Piemonte.

Potenza 1955- Piazza delle Regioni-

Inoltre, in occasione di manifestazioni all’interno del teatro dell’Istituto Principe di Piemonte o partite di calcio da disputarsi nel campo sportivo del medesimo Principe di Piemonte, costituiva decisamente un comodo spazio a parcheggio per le automobili, senza intralciare la circolazione stradale della zona pertinenziale.

Con la variazione del doppio senso di marcia a senso unico lungo via Lazio e con la trasformazione dei locali ospedalieri ad uffici della struttura tecnica dell’Amministrazione Provinciale di Potenza, lo spazio di Piazza delle Regioni è stato caratterizzato solo dal frenetico passaggio di molti autoveicoli e dalla sosta di molti altri.

 Potenza 1961-Istituto Principe di Piemonte e parcheggio in Piazza delle Regioni

Oggi in realtà la Piazza delle Regioni  rappresenta un grande svincolo dove si passa in fretta, la zona intorno è poco abitata e non ci sono negozi o attrezzature che possono favorire incontri, mentre ci sono molti motivi per non fermarsi, basta pensare ai gas residui dei carburanti delle automobili circolanti.

Nonostante tutto circa una decina di anni fa si attuò una soluzione progettuale molto discutibile, ovvero di realizzare all’interno della piazza, due isole, una delle quali attrezzata per la sosta, per i giochi e per mostre all’aperto.

All’interno di questa nuova area, circondata da muri bassi ricoperti di verde con funzione di filtro per i rumori del traffico e dei gas tossici, vennero individuate zone per manifestazioni all’aperto con sedute, alberi, uno spazio polivalente e due fontane laterali e  simmetriche.

L’isola si collegava alle zone perimetrali della piazza, aree di sosta e di passaggio pedonale, attraverso camminamenti pavimentati a raso con masselli autobloccanti in cls color porfido; ma tale soluzione comportò diversi problemi causa la circolazione stradale, ragion per cui le piastrelle in calcestruzzo in seguito vennero sostituite con normale pavimentazione in conglomerato bituminoso.

L’intervento venne completato con l’adeguamento dei marciapiedi attrezzati con sedute e tettoie davanti la chiesa e la ex scuola, oltre alla revisione dell’impianto di illuminazione.

Bene, facciamo alcune considerazioni.

A nostro parere l’intervento realizzato in Piazza delle Regioni non è servito e non serve proprio a nulla.

Piazza delle Regioni con l’intervento edilizio realizzato nel 2006

Infatti l’intervento, pensato per la sosta, per i giochi, per mostre e per manifestazioni all’aperto, non è stato mai utilizzato; insomma si è trattato per davvero di uno spreco di soldi pubblici, i quali potevano essere utilizzati diversamente e per cose più utili e funzionali.

Senza dire che con tale intervento è stato negato lo spazio per il parcheggio ai cittadini residenti in zona ed in Piazza delle Regioni, oltre che per i cittadini partecipanti alle funzioni religiose della Chiesa del Principe di Piemonte.

Concludiamo dicendo che “Il Cemento del Potere” ancora una volta ha vinto.

Interventi inutili di questo tipo non devono essere più realizzati nella nostra Città, anzi emerge la necessità pensare ad una diversa utilizzazione o destinazione di tale manufatto, oppure, diversamente, procedere con la demolizione che, obiettivamente, rimane l’operazione più legittima.

Siete d’accordo? Crediamo proprio di sì.

Si vuole, insomma, una Città migliore, più bella e funzionale sotto l’aspetto della qualità della vita.

Vittorio Basentini

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