IL TEATRO “STABILE”: – CRONACA DI UN ANNO, 1904

0
 STORIE DEL ‘900

LUCIO TUFANO

Evitando di trattare temi ormai desueti della civiltà contadina e lasciando ancora una tale facoltà ai cultori del Levismo ed ai Materani per il loro traguardo di capitale europea del 2019, si ripropone qui un pezzo di storia diversa. Non quella della “battaglia del grano” duro, di quelle lontane epopee frumentarie e delle ragioni per cui fu denominata “capitale dei contadini”, la nota città dei “Sassi”. Ma Potenza, la “città dei timbri” ha una storia ben diversa, quella di città ministeriale, di città degli Uffici e degli ufficiali di scrittura, di città gogoliana dai tempi degli intendenti borbonici a quelli dei prefetti, e dove il bosco, le carbonaie, gli allevamenti della borghesia agraria ed i mulattieri costituirono la sua vicenda economica, di città militare e diocesi di vescovi, posta nel tormentato appennino d’inverni lunghi e glaciali. Ecco una diversa civiltà, la civiltà urbana. Non il prodotto di un patrimonio sapienziale fatto di proverbi, topografia di zolle meno aride, di fertile pianura, di case ricavate nel tufo, di calendari e scadenze agrarie, di molini e pastifici, bensì di potere urbano e politico, di provincia del Reame e di respiro europeo, asso portante tra Napoli ed alta borghesia, di stagioni e di epopee storiche, dalla Unità e dal Risorgimento al Fascismo, alla vasta storia del suo Liceo, alla “bella epoche” e al suo Teatro Stabile.
 
PROGETTO DEL TEATRO STABILE
 
Nel 1857, si trova un atto 13 settembre par notar Luigi Grippo, in cui si legge: «La costruzione del teatro era in questo capoluogo generalmente desiderata, desiderio per altro che non si è mai potuto attuare per essere il comune privo affatto di mezzi. Ora per evitare ulteriori ritardi, dall’ottimo Sig. Intendente della Provincia si è voluto ricorrere ad altro espediente; si è voluto cioè fare appello alla filantropia dei singoli proprietari …».
            Si formarono così trecentocinquantotto azioni da ducati venticinque ognuna, per l’ammontare di ducati tredicimilaquattrocentocinquanta. Il Comune si obbliga di rimborsarne quarantotto ogni anno, dal 1859 in poi. Fra i maggiori azionisti furono i Sigg.: Ginistrelli, Abruzzese, Amati-Jorio, Amati, Addone, Alianelli, Ambrosini, Branca, Berni, Bellinfante, Bartolotti, Biscotti, Castellucci, Ciccotti, Cantore, Carbonara, Dente, Doti, Ferrara, Fittipaldi, Giuliani, Guerreggiante, Jannelli, Luciano, Navarra, Pantaleo, Rico

i giornali seguono la costruzione del Teatro, lodando le maestranze 1867

tti, Scafarelli, Stabile, Viggiani.
          Nel 1865 il Prefetto Emilio Veglio sollecitò una riunione del Consiglio Comunale che in sua presenza deliberò di completare l’edificio del teatro le cui fondamenta, già iniziate erano state distrutte dal terremoto del 17 dicembre 1857 …
«Pel teatro si procedette a nuovo appalto, e se ne affidò la direzione all’ingegnere Emanuele Bruno, da cui prese nome il nuovo disegno, modificato di mano in mano ed abbellito di prospettiva severa e monumentale per opera dell’Alvini e del Pisanti, architetti valenti e rinomati.
Nel 1866 si deliberò il dipinto del sipario.
I lavori furono eseguiti da artisti rinomati, di Napoli e di Milano. Il pittore Luigi De Luise dipinse il plafond, apoteosi di Pitagora, ed il comodino, scuola di Metaponto. La scenografia fu affidata a Corazza e Masi di Milano, le decorazioni furono eseguite da Luigi Cangiano, il macchinario è dovuto a Papa e Spezzaferri.
            Il periodo di tempo occorso per la costruzione fu assai lungo per tutta una serie di ragioni tra cui fondamentali le spese enormi, considerando il grave indebitamento dell’Amministrazione Comunale, e le continue modificazioni che vi si apportavano. Nel 1872, il Comune, debitore di lire 11.900 verso gli antichi azionisti, aveva deliberato la totale estinzione del debito.
            Il suo costo superò il mezzo milione di lire. Esso infine fu costruito intorno al 1880. Maestoso e bellissimo, occupava il lato occidentale della Piazza della Regia Prefettura.
 
TEATRO, VITA, COMMERCIO
 
Nel gennaio del 1904 il cinematografo “Edison” e “Lumière” riscuote un gran successo presso il pubblico potentino. Infatti grazie agli impresari Enrico e Luigi De Gaetani vengono applauditi: Le Ombremani, L’arrivo di un treno, Disgrazia di un ciclista, I Sovrani a Torino e a Parigi, Il panorama sulla linea ferroviaria da Beaulun a Monaco, Sogno e realtà.
Ad aprile un corso di recite della drammatica compagnia di Armida Chiarini ed Umberto Furian con altri attori come Galimberti, Maria Petrella, la Ruggiani, la Castiglione, Rivelli, Mateldi, Mele ed altri, con “come le foglie”, Sperduti nel buio, la Dame aux cameliias. La città si accinge con cautela a godere dei primi raggi di sole. Riprende le sue attività sociali, amministrative ed economiche.
In piazza Sedile la tipografia “Garramone e Marchesiello” nota per la precisione e l’eleganza, l’impareggiabile proto e bravi operai, tutti occupati per la tiratura del diffuso giornale “Il Lucano”. I magazzini di Michele Marino, degni di una grande città, espongono articoli svariatissimi di gusto signorile e modernissimo. Un emporio di primo ordine che Marino ha creato nel capoluogo: calzature, biancherie, guanti, maglierie, calze, giocattoli, servizi da tavola, cristallerie, posaterie, utensili d’alluminio, necessaries, oggetti-regalo …, “nulla manca in questi magazzini, cui le cure assidue ed il savoir faire del titolare danno crescente impulso”.
A maggio la Società Generale di Illuminazione elettrica, con la valorosa opera del bravo elettricista Aristide Cioffi, realizza impianti di luce elettrica, completi con tutti gli accessori ed i ritrovati moderni, con lampade e lampadine di artisti candelabri fanno risaltare il bianco perlaceo delle pareti, la nitidezza delle tovaglierie, sfavillare le dorature e scintillare le cristallerie nel più lussuoso degli alberghi, e nei grandi negozi. “Fiori disposti con grazia rendono più gaie le splendide sale del Circolo Lucano”.
A giugno si commemora la venuta di Giuseppe Zanardelli. Il Teatro Stabile, nella sua severità di addobbo è adorno di piante e fiori profusi a festoni, a rami, a ghirlande intrecciate con grazia attorno agli stemmi di Brescia e Potenza.
“Il giovane artista Peruggi ha modellato il busto del presidente del Consiglio che si è degnato di venire in Basilicata”. Intanto il pittore Andrea Petroni, di Venosa, riproduce paesaggi caratteristici.
Nello stesso anno si svolgono le lezioni amministrative nel capoluogo, la borghesia è al potere:
  • Biscotti avv. Alessandro                voti     514
  • Marchesiello avv. Michele             voti     512
  • De Stefano ing. Alberto                 voti     493
  • Gavioli dott. Orazio                         voti     493
  • Tedeschi avv. Ernesto                     voti     482
  • De Rosa avv. Giulio                        voti     469
  • Pignatari avv. Raffaello                voti     462
  • Tufanisco avv. Antonio                  voti     460
  • Crisci dott. Eduardo                        voti     458
  • Verrastro Vincenzo, negoziante   voti     451
  • In agosto si tiene un ricevimento in onore dei signori ufficiali del Reggimento di stanza nella città, al Circolo Lucano. “Una vera onda di brillanti ufficiali, di gentili ed eleganti dame, di cavalieri soci del Circolo, affollano le belle sale che rifulgono di luce, ad onta del caldo soffocante. Ma sia il pensiero gentile che riunisce tutti, sia per sAle arieggiate e con i finestroni spalancati, sia per un provvido ventilatore elettrico, posto nel salone, si è stati bene e si è ballato con crescente entusiasmo fino a notte. Presenti le signore più in vista con elegantissimi vestiti: Montemurro, Calcaterra, Bidone, Bonoldi, Paciello, De Nuccio, Pica, Amorosino, Motti, Diamante, De Giovanni, Bruna, Mancini ed altre …Al Teatro Stabile la primaria compagnia comica di Antonio Brunorini “le scene del nostro Stabile non vedevano da un pezzo una compagnia di primo ordine” seguiva dopo un certo tempo alla compagnia di varietà De Cesare – che con Santarellina, O fatt’ è Rosa e la Cieca di Sorrento – riscosse molti applausi. I promossi al 1° Liceo: Leggeri Luigi, Mario Monta, Eduardo Mancinelli; del 2° Liceo: Erberto Ferretti, Ernesto Ricciuti, Michele Santoro; del terzo: Ugo De Pilato ed Alfredo Lichinghi.Le seterie, i tessuti, le stoffe per signore e per uomini, lanerie e scampoli da Paolo Bruni, con modi cortesissimi.I magazzini Antonio e Nicola Marino, di Satriani, Acerenza, Leoncavallo, Crisci, Fornario, Viggiani, Iacoletti, alle gioiellerie dei fratelli cav. Emanuele e Gerardo Bruno, al negozio Maddaloni.In piazza Prefettura Vincenzo Ricciuti.L’emporio di Vincenzo Caggiano – Au petite Paris – oltre l’esclusiva vendita dei cappelli della rinomata casa «Borsalino». Questo negozio aveva un vero deposito di articoli da viaggio. Mode e confezioni da uomo e da donna, mobili, articoli da viaggio, maglieria, chincaglierie ed oggetti per regalo e di uso domestico, profumeria, biancheria, guanti …, un insieme di cose graziosissime, di buon gusto, di eleganza. Nelle vetrine, negli ampi locali inondati di luce elettrica, tutto è disposto con molta sapienza e con v’ha dubbio questi magazzini di Caggiano sono tra i migliori della nostra città.Don Michele Curci espone bellissimi orologi a sveglia, a pendolo, regolatori, remontoirs, insieme con gli organetti, le chitarre, i mandolini, le fisarmoniche; tutto delle marche più reputate. Nel magazzino si scorgono i magnifici pianoforti di rinomate fabbriche italiane e tedesche.I grandi magazzini di Salvatore Vicario, negoziante-sarto, sono oggetto dell’ammirazione del pubblico. Inaugurati da poco, ampliati nei locali e nella disposizione delle botteghe, ricchi di novità francesi ed inglesi. La magnifica prospettiva del negozio, le belle vetrine per le mostre, sono degne delle stoffe finissime nazionali ed estere, e degli eleganti articoli di lingeria, cravatte, cachemires, fantasie di moda.Don Paolo Diamante è soddisfattissimo, sotto l’arco della porta e se la fuma, godendo lo struscio. Nella completa mostra della sua drogheria, i biscotti inglesi, gli amaretti, il caffè di qualità sopraffina, lo zucchero pilè, semolato ed a quadretti, la cioccolata delle migliori fabbriche italiane ed estere; fraternamente aromatizzati si lasciano ammirare coi vini di lusso, coi liquori e gli elisir.Al Liceo classico “Q. Orazio Flacco” i nuovi regolamenti mettono in agitazione gli studenti, sassate ai vetri ed atti vandalici, astensione dalle lezioni, interviene il Provveditore agli studi. 
  • È appunto questa l’atmosfera di una città capitale della Basilicata, in un solo anno della sua storia; queste le prime apprensioni di vita civile, create e vissute da una dignitosa borghesia e da un popolo sobrio e rispettoso dei valori morali e di progresso.
  • Il 21 del mese, i ferrovieri addetti ai treni che nascono a Potenza, si astengono dal servizio, l’ordine era stato diramato dal deposito di Salerno.
  • Vincenzo Garramone, il simpatico Zanichelli di Potenza, espone nella vetrine della sua libreria e cartoleria, le più recenti pubblicazioni scientifiche e letterarie delle migliori case editrici. Fra gli apparecchi fotografici di incontestabile bontà, gli accessori per fotografia, le serie di cartoline illustrate artistiche, le papeteries ed altri svariati ninnoli ed articoli di cancelleria, sono esposte opere: Nitti F. S., La ricchezza dell’Italia, Jerace, Gli sports, Petrone Igino, Problemi del mondo rurale, Emerson, saggi, Brownel, Il cuore del Giappone, Morello (Rastignac), Solerti, Gli albori del melodramma, Ribot, Le malattie della memoria.
  • La ditta Janora ha diretto relazioni con le primarie fabbriche italiane ed inglesi di seterie, velluti, lanerie, telerie; sono una tradizione spiccata di famiglia: la scrupolosità e la correttezza verso i clienti.
  • Gli uffici ed il negozio della Compagnia Fabbricante Singer sono ammiratissimi, come sempre. Oltre le macchine da cucire di sistemi diversi, gli scrittori artistici, fermano l’attenzione alcuni nuovi lavori in ricamo, di effetto veramente sorprendente, con le conserve e con le candele.
  • I magazzini di Domenico Manzo sono forniti degli assortimenti più completi in seteria, laneria, scialli, stoffe operate, per calle e Wagram, tessuti di lino e cotone.
  • Al Caffè Pergola, ed al Caffè d’Italia, stazionavano i pregustatori delle pastiere. Il ristorante Lombardo, ha ormai toccato le vette del comfort, di ogni squisita eleganza, inaugurava nel bellissimo salottino, nuovi artistici lampadari a luce elettrica, di effetto presenti le signorine: Prandi, Giusti, Cozzo, Coleti, De’ Sivo, Palladino, Biscotti, Scafarelli, Ferretti, Altobelli, De Matteis, Noli, Majoli, Addone, Grippo, Pieriboni, Ventura, Andretta, Corbi, Muzioli, Martini, Maurini, De Pilato, Angiolillo, Sarli, Tedeschi, Padula, Vaccaro, Caivano, Rende, Trepepi, D’Elia, Postiglione, Del Becchi, Giuliani, Bonfiglioli, di cui Salvatore Vicario ha saputo fornire il suo atelier, dove il gusto squisito è accoppiato alla bontà del taglio.
  • Le farmacie Dente e Tedeschi, con tutte le specialità farmaceutiche, acque minerali, profumerie igieniche.
  • A luglio arrivò «Nufrio», i monelli lo seguivano ammirati, l’abile accalappiacani faceva razzia di cani vaganti, si eliminava lo spettacolo delle cinomachie nelle vie e nelle piazze, che non si potevano traversare senza pericolo dei propri polpacci.
  • In mattinata frotte allegre di ragazze belle e sorridenti, con le mani piene di fiori, passeggiano per via Pretoria. Sono le studentesse della Scuola Normale.
    Talenti lucani ringrazia l’amministratore di Potenza d’Epoca  per  le belle immagini raccolte .Con la loro utilizzazione pensiamo di portare avanti il comune disegno di valorizzare la storia di questa città, sperando che i cittadini contribuiscano a rafforzare quel pregevole album virtuale su facebook
Condividi

Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


Lascia un Commento