IL VERO CAMBIAMENTO CHE LA GENTE SI ASPETTA

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Ho immaginato questo giornale elettronico come uno spazio propositivo e non come un organo di informazione.: uno strumento di partecipazione alla vita pubblica attraverso riflessioni,analisi, suggerimenti, nello spirito proprio di quello che dovrebbe essere la funzione dei social, luogo di partecipazione democratica alla vita sociale. Le critiche sono benvenute perché segnano la validità dello strumento, che è letto , apprezzato e anche contraddetto. L’argomento di ieri , di un tentativo di buttare a mare la burocrazia indigena regionale, è stato liquidato da qualcuno come un sacrosanto diritto a cambiare tutto, cosa che in cinquant’anni di regione non è mai accaduto, prima perché non c’erano leggi di ispirazione regionale che consentivano l’assunzione di quote di dirigenti esterni ( Bassanini), secondo perchè  ogni Governatore che arrivava , ad eccezione dell’ultimo, ha fatto sempre le battaglie con i soldati che aveva. Nell’ultima legislatura, tanto per essere chiari, ci sono stati assessori che con la scusa di portarsi dirigenti da fuori hanno praticamente creato un vertice nei dipartimenti, battezzato come il club dei fedelissimi, che avocava a sé tutto quello che poteva avere una discrezionalità sia nell’erogazione di aiuti , sia nell’impostazione dei bandi che sovente- e la stampa ne ha parlato- erano vestiti su misura. In quel caso , i dirigenti esterni, sono venuti esclusivamente in ragione del carattere fiduciario, non perché erano professionalità indispensabili ma perché erano persone utili. La stessa cosa rischia di accadere adesso , con il ricorso ( nella sanità come nella Regione, a persone il cui unico requisito sembra essere l’estraneità al contesto regionale, quasi che fossimo una terra di incapaci o peggio una terra da sanificare. E dunque ho osservato che non è sostituendo l’organico regionale con persone che vengono da fuori che si risolve il problema, ma aggredendo l’amministrazione nei problemi del suo malfunzionamento e ripristinando un corretto rapporto tra la politica e burocrazia. Ho fatto anche esempi calzanti a sostegno di questa tesi. Che il presidente Bardi voglia farsi un gabinetto dotato di professionalità eccelse  in grado di indirizzare, controllare e giudicare il rendimento dei dirigenti regionali non solo è giusto ma è doveroso e sacrosanto. la divisione di poteri demanda al presidente della Regione il compito di fare un atto di indirizzo per ciascun Direttore generale nel quale specifica gli obiettivi che vuole raggiungere, li elenca, li mette in fila di priorità e assegna dei punteggi per la valutazione del risultato : tot per la semplificazione dei processi, tot per il raggiungimento della spesa, tot per il grado di coinvolgimento del personale eccetera eccetera. Lo stesso gabinetto tiene al suo fianco il nucleo di valutazione che  concorrere a stabilire le  cose da fare e a decidere come valutare il soddisfacimento dei risultati. Il resto è lasciato all’autonomia dei direttori generali che a cascata debbono fare atti di organizzazione interna e ordini di servizio per indirizzare l’azione amministrativa verso le aspettative della politica. Quindi che il presidente Bardi si contorni delle giuste professionalità manageriali o delle consulenza necessarie è nell’ordine delle cose. Che voglia farsi una Regione nella Regione , una sorta di cerchio magico,è nella patologia istituzionale. Il cambiamento per me è rifare l’Amministrazione, mettendo ordine in una situazione patologica  fatta di personale ingaggiato in mille modi senza concorsi, grazie a leggi permissive che lo hanno consentito. Tutte le Regioni hanno fatto o stanno facendo i concorsi, salvo una. Non vi dico quale. Rocco Rosa   

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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