by (copertina Antonio Morena) Ivan Larotonda
Ebbene sì, la nostra terra non manca mai di riempirci i cuori delle più grandi soddisfazioni spirituali. Non a caso è stato nominato l’organo, anche, simbolo dello stato d’animo, per indicare il colmo di benessere raggiunto dopo anni, se non secoli, di sacrifici. Due sono le gioie infinite piovute sulla Basilicata: la prima riguarda il boom delle esportazioni + 145,7 % Basilicata, in testa a tutte le regioni, guida la ripresa! La seconda ha a che fare invece con le importazioni. Anche qui c’è stato il boom, e di qual fattura! All’ingresso senza dazi dell’olio tunisino in Italia! E, cosa ancor più splendida, con il voto di tutti gli eurodeputati PD, che ovviamente essendo progressisti da sempre, riescono a guardare così avanti, e meglio di chiunque altro, tanto da far invidia al telescopio Hubble. Hanno capito infatti che gli ulivi italiani, esattamente come la popolazione della penisola, sono tutti vecchi. Alcuni sfiorano addirittura il millennio! Che abominio per la nostra civilissima Unione Europea, che ha fatto della memoria del criceto la sua regola numero uno. Inoltre è dato per molto probabile, la nascita di una nuova brillante agenzia di rating. Che come primo dato ha già calcolato che il trend della crescita dell’olio italiano sarà sempre più al ribasso, con la motivazione che, gli ulivi italiani non vogliono più fare l’olio, esattamente come la popolazione autoctona che non vuol più lavorare. Ma sempre l’Unione Europea, per evitare che gli ulivi si affollino ai bar a bere l’aperitivo come i nostri scansafatiche italiani, ha pensato bene di mandare la xilella. Oh! beata xilella, che ci leva il fastidio di romperci la schiena per spandere reti per la raccolta.
Così ora, con più comodo, provvederemo a pannellare di fotovoltaico non solo il Salento, come già hanno fatto, ma l’intero sud Italia. Non è questa gioia infinita? Importiamo prodotti alimentari dal resto del mondo pagandoli con i soldi ricavati dal boom esportazioni della Basilicata, autovetture e petrolio. Diranno, sempre i soliti catastrofisti, ecologisti, tutta roba che fa rima con populisti, ancor più prossimi a estremisti, dunque fascisti! Quindi, proponendo alla crusca di abolire tutti gli –isti, si può solo dire che: Tutto intorno, il deserto geografico ed economico avanza? E chi se ne frega, abbiamo il 145,7% Piuttosto, andiamo a berci un aperitivo in più, dato che nei prossimi anni, con ancora meno boschi e piantagioni, farà ancora più caldo in Basilicata, ma in compenso avremo più jeep e olii tratti non dalle piante ma dalle pietre, per intenderci, quelli fiammeggianti.