IMPRENDITORIALITA’FEMMINILE: UN GENDER GAP ANCORA DA COLMARE

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Adelaide LOMBARDI -L’altro giorno mi è capitato di leggere per caso la storia di alcune imprenditrici partite dal nulla e che hanno costruito con talento, intelligenza ed abilità dei veri e propri imperi economici. In questo momento si ha bisogno di esempi in tal senso che raccontino che si può essere donne e professioniste in maniera complementare, ma anche nuova visto che si ravvisano nuovi bisogni e si creano nuovi ambiti lavorativi.
La forza lavoro mondiale è composta più da uomini che da donne e le lavoratrici, a parità di mansioni, guadagnano di meno dei lavoratori. In Italia le imprenditrici sono ancora troppo poche, solo il 20% e,solamente una attività italiana su cinque è guidata da una donna. Nelle startup la presenza delle donne é ancora più ridotta. Secondo un rapporto di Infocamere pubblicato dal Mise all’inizio del 2019 riguardante l’ultimo triennio del 2018, la leadership femminile stenta ad affermarsi nelle giovani imprese ancor più che nelle aziende mature. Le statistiche sembrano affermare infatti che le startup sono ancora ad appannaggio prevalentemente maschile. Su poco meno di 9758 startup solo il 13,3% risulta a prevalenza femminile.
Esistono molte modalità di finanziamento sia di startup e sia di imprese al femminile (si guardi ad esempio ad Invitalia), anche attraverso forme di agevolative come il microcredito. Ma fare impresa al femminile risulta ancora oggi cosa piuttosto difficile. Eppure numerosi studi e ricerche dimostrano come le donne siano più adatte ad individuare bisogni ed a cogliere opportunità..
Recenti studi, dimostrerebbero che le donne possono davvero essere forza motrice di cambiamento. Infatti con le loro caratteristiche di empatia, visione dell’altro, coraggio, pazienza, e capacità relazionali le donne entrano nel mondo del lavoro mettendosi in gioco e talvolta trasformando la forma del lavoro stesso trasferendo in esso la propria visione della vita ed il proprio sistema di valori.
A tal proposito, questi studi e ricerche sull’argomento, collegano una diversità di genere dell’azienda persino a performance economico finanziarie migliori. La società di consulenza manageriale McKinsey sottolinea, ad esempio, come il ritorno medio sugli investimenti nelle grandi aziende, sia maggiore proprio in quelle con più rappresentanza femminile nei boards e nei consigli esecutivi. La presenza femminile porterebbe ad un miglioramento dell’ambiente di lavoro in generale. Infatti , mentre la visione dell’uomo rimarrebbe più focalizzata e settoriale, quella della donna grazie anche alla sua intelligenza emotiva sarebbe molto più ampia. Alcuni studi e ricerche dimostrano come le donne siano più adatte ad individuare bisogni ed a cogliere opportunità..
Le donne imprenditrici , dunque, creano economicamente valore per se stesse e per gli altri ed affermano il proprio punto di vista, la propria capacità organizzativa e se stesse in ciò che fanno.
Gli esempi di giovani donne imprenditrici consigliano dunque di allenare sempre apprendimento, acquisizione e conoscenza creando una stretta interrelazione tra competenze tecniche , capacità organizzative e gestione dei rapporti interpersonali. Perché l’imprenditorialità femminile aumenti, occorre certo pensare a normative destinate ad agevolarla, ma anche acquisire fin da ragazze molte conoscenze e studi in materie scientifiche, in tecnologia, ingegneria e matematica che, a volte, rimangono ad appannaggio prevalentemente maschile. E’ chiaro che poi queste conoscenze vanno trasformate in competenze applicabili sul campo. Sempre su suggerimento di questi studi cosa ancora più importante diventa il fatto che le donne si dotino di sempre maggiori competenze digitali che sono diventate, ormai, competenze strategiche imprescindibili per essere competivi in qualunque settore. Occorre però, aimè, andare oltre i pregiudizi ed gli ostacoli di un mondo ancora troppo maschile, chiuso e diffidente. Siamo ancora lontani dal superare il cosiddetto “soffitto di cristallo” o “glass ceiling”, (espressione metaforica con la quale si intendono gli ostacoli alla carriera che dipendono da discriminazioni di tipo razziale, sessuale o politico religiose, apparentemente invisibili anche se in realtà insormontabili). ll settimanale The Economist ha creato il Glass-Ceiling Index, un vero e proprio indicatore del soffitto di cristallo in 29 paesi, aggiornato annualmente. Sebbene nessun Paese ha un indice pari a 100 ossia totalmente libero da discriminazioni l’ Italia ha un indice pari a 68, superiore alla media dei paesi Ocse. Non male certo rispetto al passato, ma nell’imprenditoria l’uguaglianza di genere rimane ancora un’utopia .Speriamo che in un futuro non troppo lontano essa possa davvero concretizzarsi.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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