IMPRESE GIOVANILI : “SEMINA DIFFICILE MA PROMETTENTE”

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di Nicola Bux*

 

Da poche settimane è operativo il Decreto n.274 del 9.11.2017 sul Regolamento per la presentazione delle domande finalizzate all’ottenimento degli incentivi per la creazione di nuove imprese giovanili nelle 8 regioni del Mezzogiorno, denominato “ Resto al Sud.

Trattasi di un ennesimo intervento legislativo finalizzato alla creazione di imprese, con l’obiettivo di arginare non solo il deficit occupazionale, ma soprattutto il forte esodo di giovani alla ricerca di un futuro lavorativo in altri territori nazionali ed esteri.

Come è noto, una delle più marcate criticità del Sud è la presenza diffusa di giovani con ottimi profili formativi, ben scolarizzati, ma con esperienze limitate a stage aziendali, dottorati di ricerca, tirocini all’estero e, al più, con esperienze in lavori stagionali, saltuari o precari; una base questa  che non favorisce certo la definitiva affermazione del proprio percorso professionale. 

In Basilicata, la storia delle dinamiche economiche settoriali,  l’assenza di grandi e medie imprese capaci di proliferare un tessuto imprenditoriale più dinamico e articolato, la forte dipendenza manageriale da altre realtà regionali ed imprenditoriali,  la presenza di un terziario caratterizzato soprattutto dai servizi delle pubbliche amministrazioni e dal commercio, non hanno certamente dato vitalità in questi decenni ad una diffusa nuova classe imprenditoriale.

Tuttavia, fin dagli anni 80 con la legge De Vito, sono state proprie le numerose e continue leggi di incentivazione nazionali e regionali per giovani e donne ad avere dato slancio alla creazione di nuove imprese nel mezzogiorno, e nella nostra regione,  soprattutto in agricoltura, nell’artigianato manifatturiero e nei servizi alle imprese.

C’è da augurarsi, quindi, che questa tendenza cresca ulteriormente, sia pure all’insegna della vecchia scommessa e del solito dibattito:  se imprenditori si nasce o si diventa con un semplice provvedimento legislativo; una domanda a cui non sarà mai data una risposta unica e definitiva, in quanto le dinamiche della piccola e micro impresa sono del tutto diverse dai processi delle medie imprese dove è il ricambio generazionale ad incidere marcatamente.

Certamente anche il provvedimento “ Resto al Sud” potrà essere utile ai nostri territori, essendo incasellato nel concetto più vasto e sperimentato della “job creation”, cioè la “creazione del lavoro” attraverso la “creazione d’impresa”, col contestuale rovesciamento culturale dal “posto di lavoro dipendente” alla valorizzazione e realizzazione della “propria autonoma professionalità”.

Le incentivazioni a fondo perduto e a mutuo agevolato previste dal Decreto saranno colte fino all’esaurimento delle dotazioni finanziarie del Bilancio dello Stato, ma interesseranno contestualmente le regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, con la conseguenza che i diversi territori dovranno anche gareggiare fra loro per accaparrarsi prima ed in misura maggiore le risorse stanziate.

Ciò determinerà evidentemente una diversa capacità di ideare nuove attività ed organizzare buoni progetti di impresa, i quali  come è noto sono strettamente legati all’habitat  generale di riferimento, ovvero influenzati dalla diversa ed eterogenea presenza di contesti produttivi, aree attrezzate, dotazioni strutturali e tecnologiche, centri di assistenza e consulenza, banche ed istituzioni pubbliche eccellenti.   

In Basilicata occorrerà impegnarsi a più livelli, anche istituzionali ed associativi, per predisporre e presentare “idee imprenditoriali” vincenti, in quanto non è tanto difficile “nascere” imprenditore ma quanto “fare e rimanere”  imprenditore, ossia saper gestire la complessità della competitività con una strumentazione fatta di conoscenze, tecniche e metodi, molto sofisticati.

A tal proposito, per rendersi conto che nelle proposte imprenditoriali occorre una visione di  “qualità”, basta leggere la griglia dei punteggi di merito che “Invitalia” , Organismo Pubblico chiamato a giudicare le proposte, ha elaborato e schematizzato in uno specifico allegato del decreto ministeriale:

  • adeguatezza e coerenza delle competenze possedute dal potenziale imprenditore o dai soci dell’impressa, rispetto alla idea e al progetto presentato;
  • capacità di presidiare gli aspetti tecnico, produttivi ed organizzativi, nel senso che lo spirito manageriale deve poter emergere subito già con le conoscenze ed esperienze teoriche o di base;
  • potenzialità del mercato di riferimento sul quale proiettare il progetto stesso di impressa e le conseguenti strategie di marketing che permetteranno il lancio e lo sviluppo di nuovi prodotti o sevizi;
  • sostenibilità tecnico-economico della iniziativa imprenditoriale con riferimento ad equilibrati e coerenti programmi di spesa.

In stretta coerenza con tali presupposti di base, i giovani lucani sono chiamati non solo a focalizzare l’ idea imprenditoriale ma soprattutto ad organizzare già nella domanda le risorse umane, culturali, tecnologiche e finanziarie di cui dispongono, da soli o attraverso un “gruppo”, ossia una “ costituenda società” che contribuisca ad integrare al meglio tali risorse di base, ma anche utile a superare eventuali criticità e scompensi di singoli profili.

A differenza del passato, il provvedimento di incentivazione dovrebbe caratterizzarsi per gli aspetti di minima burocratizzazione, con procedure e tempi ben definiti. Sarà possibile anche disporre di strutture pubbliche convenzionate, come Camere di Commercio e Università, per una assistenza di “primo sportello sulle questioni fondamentali inerenti le procedure e le informazioni sul “business plan”.

Il successo dipenderà molto dai giovani stessi, i quali dovranno affrontare un simile percorso con le armi della autodeterminazione,  in particolare:

  • concentrarsi immediatamente sulle proprie risorse, conoscenze e informazioni, già nella fase di focalizzazione dell’idea e di redazione del progetto d’impresa;
  • enfatizzare al meglio le motivazioni e i tempi per un impegno ed adattamento continuo, dalla fase di definizione del progetto a quella dell’avvio;
  • relazionarsi in maniera propositiva e dinamica con tutti gli attori dello sviluppo, anche in termini di autoapprendimento e di motivazione permanente, per la migliore sedimentazione degli obiettivi da raggiungere;
  • osservare e studiare sempre le variabili di contesto che lo circondano in tutte le fasi del percorso e riuscire a correggere ogni criticità sopravvenuta.

iL DR.NICOLA BUX, GIA’ DIRETTORE GENERALE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI POTENZA, INSISTE DA TEMPO SULA ESIGENZA DI FAR CRESCERE IN BASILICATA UNA CULTURA IMPRENDITORIALE. cOMPITO DELLE iSTITUZIONI IN QUESTO MOMENTO E’ CAPIRE COME INQUADRARE MEGLIO IL BERSAGLIO DI UNA IMPRENDITORIALITA’ CHE NASCE IN UN HABITAT NON FECONDATO E CHE PERCIO’ HA BISOGNO DI ACQUISIRE ESPERIENZE, CONOSCENZA E PROGETTI .

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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