IN VIAGGIO CON VALERIA SAGGESE”: DALLA DANZA ALLA LUNA, CON IL CUORE IN LUCANIA

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

DI LEONARDO PISANI

L’Espresso, ha scritto così di lei: “Giornalista musicale e vulcanica mitraglia di promozione culturale”, nel 2020, ha firmato la regia e i testi dello spettacolo teatrale “Sospesi, il grido silenzioso degli artisti”. Valeria Saggese è giornalista, autrice e conduttrice Radio e TV.  Collabora con Radio RCS75 dal 2017, scrivendo e conducendo programmi di musica e cultura. Conduce ogni mercoledì “in Viaggio con Valeria” in diretta su Rcs75 in radio visione al canale 697 del digitale terrestre. Valeria Saggese è una giornalista poliedrica e curiosa, una donna dall’ironia pungente, amante dell’arte e delle stelle e lavora come ufficio stampa e ha esperienze come direttrice artistica. Ex danzatrice,  laureata in scienze della mediazione linguistica, parla diverse lingue e ha una forte dipendenza dall’aeroporto. Si sente Cittadina del mondo ed è appassionata di vinili,  amante del rock britannico, della musica classica e del jazz.  È co-autrice del libro La Primavera fuori e ha tradotto diversi libri per la Verdechiaro Edizioni. E’ stata il tramite con l’astronauta Apollo 14 Edgar Mitchell, conosciuto a Washington DC nel 2009, per la pubblicazione del suo libro in Italia. Nel 2019 ha presentato un convegno negli USA sulle realtà extrasensoriali. (Tra i relatori, il fisico Russel Turg, pioniere della tecnologia laser e studioso della remote viewing).

Come sta procedendo il tuo “in Viaggio con Valeria” in diretta su Rcs75 in radio visione al canale 697 del digitale terrestre?

“Il mio programma va in onda da 4 anni. È una creatura che vedo crescere, c’è una parte di me. Può essere seguito in FM e da quest’anno anche in TV, in radiovisione. Avevo nel cassetto la voglia di unire due mie grandi passioni, la musica e il viaggio inteso come scoperta del mondo attraverso storieLa musica è quella gold 60-70-80 che spazia dal rock al soul, al blues passando per i classiconi italiani. A bordo del mio aereo sono saliti tanti musicisti dai nomi altisonanti come Richard Bona, Danny Cummings, Omar, Peppe Servillo, Tullio De Piscopo e tanti altri, così come diversi artisti internazionali e importanti autori e giornalisti. In questo anno così strano, questo programma è stato un’ancora di salvezza per me e per tante persone che mi hanno seguita da ogni parte del mondo grazie allo streaming e alle piattaforme digitali. I loro messaggi quotidiani sono stati energia vitale e la radio e la musica ci hanno insegnato ancora una volta che possono abbattere ponti e barriere”.

 Veleria, è stato un anno terribile di pandemia e catastrofico specialmente per l’arte e lo spettacolo, soprattutto per i piccoli ma grandi artisti… Provieni dalla danza, sei autrice teatrale e ti occupi di cultura. Come hai vissuto e come stai vivendo questo periodo di Covid.

“Come ti dicevo prima, la radio mi ha salvata, nel 2020 non mi sono fermata mai. L’ho sentito prima di tutto come dovere di giornalista che parla a tante persone. Ho cercato di dare speranza e voce ai professionisti del settore culturale che sono stati abbandonati e che si trovano ancora sospesi. Da quell’emergenza ho scritto e diretto uno spettacolo nato da un progetto condiviso con due artisti meravigliosi, Peppe Volturale e Lello D’Anna, a cui se ne sono aggiunti altri. L’ho sentita come un’esigenza fisiologica. Un grido silenzioso, una protesta attraverso le diverse forme d’arte che all’unisono suonavano, danzavano e dipingevano la rinascita e la vita soffocata da chi crede che l’arte sia solo intrattenimento e non un’arma di risveglio per i popoli e di benessere psicofisico. L’anno scorso ho avuto la fortuna di salire sul palco diverse volte nei momenti in cui si è potuto, anche per presentare festival e concerti, da luglio fino a ottobre. Non mi lamento. Questi ultimi mesi sono stati duri però, lo ammetto. Ho subito un intervento e in questo tempo la solitudine si è fatta sentire, la convalescenza è stata più lunga e pesante anche perché non ho potuto abbracciare persone care. Nel frattempo continuavo a sentire il terrore nelle parole della gente. Ora sto rivedendo la luce”.

L’Espresso ti ha definita “Giornalista musicale e vulcanica mitraglia di promozione culturale” e tu ti definisci amante dell’arte e delle stelle.. Ma lavori anche in un centro astronomico o alla Nasa?’.,.. scherzo

“Ahahah… magari! Tutto ciò che è misterioso mi affascina.  E 12 anni fa ho avuto la fortuna di conoscere Washington l’astronauta Edgar Mitchell, il sesto uomo a camminare sulla Luna con Apollo 14. Da allora ho tradotto alcuni libri sull’argomento e due anni fa ho presentato un convegno negli USA con rappresentanti importanti come il fisico Russel Turg, pioniere della tecnologia laser che nella sua carriera è stato sponsorizzato dalla CIA, NASA per quanto riguarda gli studi extrasensoriali come la remote viewing. Anni fa, invitata dalla giornalista Harris, sono stata l’unica italiana alla conferenza stampa al National press club di Washington DC mentre conferivano personaggi chiave, tra cui piloti AIR Force, astronauti ed ex Intelligence che parlavano di ufo, esopolitica e microchip sottocutenei. La CNN fece le riprese ma il servizio non riportò quasi nulla. In America c’è sempre stata una copertura molto netta a tal proposito, solo in quest’ultimo periodo il Pentagono sta declassificando documenti sugli avvistamenti acclarati come sconosciuti e le notizie stanno iniziando a uscire. In Gran Bretagna furono resi noti già nel 2008.  All’epoca mi additarono come pazza ma in realtà ci sono cose molto più logiche e facilmente spiegabili con la fisica quantistica, ad esempio. Basta cambiare solo il tipo di ragionamento cui siamo stati addestrati. Ci vuole intuizione e apertura mentale. Ogni volta che  penso a Galileo Galilei o a Giordano Bruno…alle loro grandi visioni per quel tempo, eppure furono condannati come eretici … L’universo è infinito e sappiamo così poco… peccato che oggi invece di prendere spunto da loro e andare oltre, alcuni regrediscono nel “terrapiattismo”, altri hanno la presunzione di credere che siamo gli unici esseri intelligenti nell’universo oppure che la tecnologia più avanzata ce l’abbiamo noi. Un bagno di umiltà ogni tanto farebbe bene… Oppure è solo paura di accettare cose finora sconosciute … Comunque sono certa che nel futuro prossimo ne sapremo di più tutti.

Internazionale ma anche fiera delle tue origini lucane, di Baragiano mi sembra..Come è il tuo rapporto con la Basilicata.

“Ogni volta non so mai dire esattamente di dove sono. Ci sono tanti luoghi del mondo che per me sono casa. Forse dipende anche dai nostri avi. Sappiamo bene la Lucania è stata crocevia di popoli. In Basilicata ritrovo la mia parte arcaica, magica, fatta di pozioni e storia, dove il passato è eternamente presente. Sono salernitana e senza il mare morirei, sono cresciuta poi tra Roma, Londra e la Spagna ma i miei nonni materni erano lucani e nel mio sangue c’è tanto di questa terra. Ho trascorso tante estati indimenticabili a Baragiano con loro da bambina. Fino a qualche anno fa avevo ancora una casa lì. Una masseria. Quando potevo ci tornavo. Sono profondamente legata a quel luogo così antico. Mia zia, anni fa, trovò dei reperti archeologici nelle sue terre. Successivamente hanno scoperto una necropoli di un popolo antico, di “principi e principesse”. Reperti greci decorati con storie di Eracle, Dionisio e Teseo. Una meraviglia. Amo le gialle colline, il canto delle cicale in piena estate, i peperoni cruschi, ripenso ai nostri alberi di fichi, alle vigne, a questo “popolo nobile volutamente declassato” con l’unità d’Italia che finalmente si sta riscattando. Vedo i capelli rossi e gli occhi azzurri dei miei zii, del mio bisnonno. Dei Normanni. Comprendo così la ragione del mio attaccamento ai paesi del Nord Europa, anche se i miei tratti somatici sono l’espressione del Mediterraneo e del MediOriente che amo altrettanto. Mi mancano l’odore della fornacella, le serate sotto al pergolato, il vino, i fusilli, le voci dei miei nonni. Le persone più importanti della mia vita. Il mio punto di riferimento. Le mie radici”.

Mi sembra che hai uno zio che forse è l’ultimo testimone vivente della tragedia ferroviaria di Balvano del 1944. Ce ne parli?

“Si è vero. Zio Ugo Gentile. Fratello di mia nonna paterna. Oggi ha 97 anni e vive ancora qui a Salerno. All’epoca dei fatti la notte tra il 2 e il 3 marzo 1944 lavorava come capostazione aggiunto alla stazione di Baragiano. Nella galleria delle Armi, alla stazione di Balvano, sulla tratta a binario unico Battipaglia-Potenza, avvenne il più grande disastro ferroviario della storia italiana. Morirono per asfissia più di 600 viaggiatori del treno 8017. Zio Ugo ne contò 626. Immagini e numeri che ricorda ancora nitidamente. Le fonti ufficiali ne contarono molti di meno e c’è stata molta confusione nella narrazione. Lui ha cercato di ricostruire l’accaduto e le cause dell’incidente sul manoscritto dal titolo “Io c’ero” per riordinare e completare la verità su quella tragedia che purtroppo resta una brutta pagina di storia del nostro paese che dobbiamo riprendere in mano nel rispetto di tante persone dimenticate”.

 

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