C’era una volta l’Ingegnere con la I maiuscola. C’era una volta l’Ingegnere che, con decoro e dignità professionale, metteva in atto il suo lavoro C’era una volta l’Ingegnere che parlava di correttezza nei confronti della committenza che con estrema preparazione tecnica metteva a disposizione il proprio sapere per il bene comune. C’era una volta l’Ingegnere che basava i rapporti con lealtà e correttezza, svolgendo in modo diligente il proprio compito e contenendolo nei limiti dell’incarico commissionatogli. Ma soprattutto, c’era una volta l’Ingegnere che nel proprio lavoro non subiva la volontà del Committente eludendo l’applicazione corretta di norme legislative e regolamentari ed in contrasto con norme tecniche o norme etiche professionali. La corruzione la fa da padrona, con la gestione illecita di appalti. Basti pensare agli appalti di Expo, Terzo valico dei Giovi, tre tratte dell’alta velocità tra Milano e Padova, le Metro 4 e 5 di Milano e l’immancabile Salerno-Reggio Calabria. Persino alla corte dei conti hanno attribuito, in maniera impropria, una misurazione della corruzione in Italia. L’attribuzione di appalti con affidamento a trattativa privata e le gare cosiddette “anomale”, quelle in cui vince chi effettua il massimo ribasso. Quindi, come si può ben capire, risparmiando vengono meno qualità tecnica, qualità di esecuzione lavori e gestione dell’appalto. E’ sbagliato, dunque, il parametro con cui si definisce e affida un appalto. Si deve necessariamente dar credito al valore tecnico dell’offerta, definendo un tetto massimo di ribasso dove, oltre il quale, la gara può definirsi anomala. Ultimo tassello è quello dell’interpretazione della norma. C’è molta incertezza, il che provoca problemi successivi all’attuazione che a loro volta rallentano il processo di costruzione delle nuove opere e fanno lievitare incredibilmente i costi. La corruzione è divenuta sistemica, si addentra in un sistema ben collaudato di subordinazione , vincolo e dipendenza negli appalti pubblici. Dove finiscono tutti quei parametri di bellezza, di funzionalità di utilizzo, di risparmi a livello di gestione? Cambiare un sistema, diventato consuetudinario, è davvero difficile. Ma come ogni cambiamento drastico deve avvenire dal basso.
