SEVERINO LAPOLLA: “D’ INVERNO”

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SEVERINO LAPOLLA – D’ INVERNO

Il trillo del telefono

una pausa ; quella voce!

“sono io “ e d’improvviso

in una esplosione si polverizzano

le deboli difese dell’anima costruite dal tempo;

strato di quiete e di oblio , crosta di effimere sicurezze.

“vengo “ – “ma chi era?”

.Pioggia

Nel buio di quell’androne

solo il bianco dei suoi denti, un filo di perle.

E poi il suo volto che scoprivo alla luce di un fiammifero.

E gli occhi che leggevo come il più bello dei libri.

Pioggia.

Sotto il portico Alla luce intermittente

di un lampione sbattuto dal vento, lo rivedo.

Due solchi ali lati della bocca ma gli occhi…… ….

sempre insostenibili, che a guardarli ci si perde dentro

Un muto grido di aiuto in fondo a quello sguardo

e d’incanto si dissolve il ricordo di quante volte

mi ha devastato l’anima.

D’improvviso, dal profondo scaturisce un suono

che echeggia nella mente.

Ascolto le mie parole : “l’amerò sempre “

SEVERINO LAPOLLA
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