Non è sufficiente una generica delibera comunale per raddoppiare i parcheggi a pagamento di una piccola città. Occorrono analisi precise dei flussi di traffico e dell’utilizzo delle strutture.
Stai cercando un parcheggio: il tempo necessario per entrare in un negozio e acquistare un oggetto. In tutto ci vorranno non più di 5 minuti. Un vero peccato pagare il parchimetro che, invece, richiede un minimo di 50 centesimi per una sosta di almeno 20 minuti. Ma nella zona sono presenti solo strisce blu: nessuno spazio gratuito delimitato dalle strisce bianche. Che fare? Rassegnarsi e pagare oppure rischiare la multa? È legittima la scelta sposata dal Comune di massimizzare i profitti facendo cassa con tutti gli stalli adibiti a parcheggio a pagamento? La materia è disciplinata dal Codice della strada, spesso e volentieri interpretato dai giudici che hanno più volte bacchettato i sindaci troppo bramosi di soldi. Ma procediamo con ordine e vediamo che fare se ci sono troppi parcheggi a pagamento.
Il codice della strada [1] attribuisce ai Comuni il potere di stabilire, previa delibera della giunta, aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della sosta, anche senza custodia del veicolo. Questi spazi, però – ribadiscono i giudici – non possono ricoprire l’intero territorio comunale, ma devono essere intervallati a spazi di parcheggio gratuito. In termini più semplici, il Comune deve sempre attrezzare le vie della città con zone di parcheggio gratuito, alternandole a quelle a pagamento. In un solo caso è possibile disporre solo strisce blu, senza strisce bianche nelle adiacenze: nelle zone urbane del centro storico o le altre situazioni giustificate da particolari esigenze di traffico ove è possibile la prevalenza delle sole strisce blu, ma sempre a condizione che tali aree siano individuate con apposita delibera comunale. Tale delibera comunale deve essere adeguatamente motivata. Dunque, non è sufficiente una generica delibera comunale per raddoppiare i parcheggi a pagamento di una piccola città. Occorrono analisi precise dei flussi di traffico e dell’utilizzo delle strutture. È quanto chiarito da una recente sentenza del Tar Liguria
Secondo poi un’interessante sentenza del giudice di Pace di Como [2], il sindaco non può mai definire tutto il territorio urbano come avente «rilevanza urbanistica» e, per ciò, disporre solo parcheggi a pagamento. Va bene l’emergenza traffico, ma non dappertutto. Pertanto è illegittima la delibera dell’ente locale che dichiara tutta la città «zona a particolare rilevanza urbanistica» senza distinguere fra centro e periferia e non riserva aree adeguate destinate a parcheggio libero nelle aree vicino alle strisce blu.
Secondo i giudici è illegittima la delibera del Comune che aumenta troppo il numero delle aree di sosta urbana a pagamento senza una adeguata motivazione tecnica. Il Sindaco aveva infatti deliberato un aumento dei parcheggi a pagamento senza però prima valutare la ricerca sui flussi di traffico. In tal caso, essendo la delibera comunale non adeguatamente motivata, si può parlare di sviamento rispetto alle previsioni della legge. In buona sostanza non è possibile aumentare le strisce blu senza una valida motivazione supportata da documentazione giustificativa. FONTE “LA LEGGE PER TUTTI”