ISTITUZIONI MASCHILISTE IN BASILICATA

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La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha portato all’attenzione della Commissione della Camera che si interessa delle pari opportunita’ un documento nel quale si fa il punto sulla presenza delle donne nelle istituzioni e sull’attuazione delle leggi previste. Una indagine significativa anche per quanto concerne la Regione Basilicata che è tra le ultime nella realizzazione della parità di genere. Ecco il documento e le tabelle allegate:

La Conferenza ,nell’intento di fornire utili elementi di valutazione ha raccolto, sulla base del programma dell’indagine conoscitiva promossa dalla Commissione I della Camera dei Deputati, alcuni dati relativi:
– all’attuale presenza delle donne nelle sedi istituzionali regionali e delle province autonome, con riferimento alla composizione dei Consigli e delle Giunte,
al numero di donne ad oggi presenti nei luoghi di decisione, e specificamente al numero di Dirigenti e Direttrici regionali, di Presidenti e componenti dei Consigli di Amministrazione di enti strumentali regionali e di società a partecipazione regionale, nonché al numero di Direttrici di enti, aziende regionali, comprese le Asl e Aso, e di società a partecipazione regionale.
Si è inoltre effettuata una analisi generale delle leggi regionali in materia di promozione della parità di genere.
Dalla lettura dei dati statistici raccolti, e riassunti nelle tabelle allegate, emerge chiaramente una presenza ancora limitata delle donne nelle sedi istituzionali e gestionali, che tendenzialmente diminuisce con l’aumentare dei poteri decisionali delle cariche o degli incarichi presi in considerazione.
Nei venti consigli regionali e due consigli provinciali la presenza di Consigliere si attesta mediamente intorno al diciannove per cento del numero totale dei componenti le Assemblee, con un solo Consiglio tutto declinato al maschile; sono però ben dieci gli Uffici di Presidenza senza la presenza di donne e solo tre le Presidenti di Assemblea.
A capo degli esecutivi si conferma la scarsa presenza femminile (solo due Presidenti donna) e nella composizione delle Giunte si registra un quadro alquanto disomogeneo: fra gli Assessori le donne sono presenti mediamente per il trentacinque per cento, ma con punte positive del settantacinque o del cinquanta per cento in tre enti e negative in valore assoluto (nessuna Assessora) in un ente o con una percentuale del solo quattordici per cento in tre enti.
Analoghe considerazioni possono essere tratte dalla lettura dei dati relativi alle sedi gestionali (pur tenendo conto che non tutti gli enti interpellati hanno fornito i dati richiesti).
Nella struttura burocratica di Regioni e Province Autonome le dirigenti costituiscono mediamente il trentanove per cento dei componenti il ruolo dirigenziale, percentuale che scende tuttavia al trentadue per cento quando si considerano i soli vertici della struttura (Segretari Generali e Direttori).
Nelle Aziende sanitarie mediamente solo il diciotto per cento dei Direttori generali sono donne, mentre fra i Direttori Amministrativi e i Direttori sanitari la percentuale sale al trentacinque e al trentadue per cento, peraltro per entrambi gli incarichi con estremi del cinquanta per cento e di nessuna presenza femminile.
Nelle società partecipate, al di là delle norme che per le società controllate impongono quote a tutela della presenza del genere meno rappresentato negli organi di amministrazione, la situazione rilevata evidenzia che la presenza femminile nei consigli di amministrazione si attesta mediamente al trentadue per cento, mentre solo il diciotto per cento dei Presidenti è donna. Analogamente le Direttrici in queste società sono solo il sedici per cento. Nei limitati casi segnalati di Amministratori delegati la percentuale scende al tredici per cento.
Situazione non migliore si ha negli enti strumentali: nei consigli di amministrazione la presenza femminile si attesta mediamente al diciannove per cento, ma con una maggiore disomogeneità fra Regioni/Province autonome (in un caso la percentuale è del quaranta per cento, in altri due il valore è zero). Analoga disomogeneità si riscontra per i Presidenti degli enti strumentali: nelle dieci Regioni che hanno rilevato positivamente il dato, cinque non hanno donne che ricoprono tale carica. Infine le Direttrici degli enti strumentali sono mediamente il ventiquattro per cento dei nominati, dato comunque superiore a quello riscontrato nelle Aziende sanitarie con riferimento ai Direttori Generali.
Se è noto che il dibattito, in corso da anni nelle sedi politiche e all’interno della pubblica amministrazione, in merito all’opportunità o meno di assicurare con quote di riserva la presenza femminile nelle sedi istituzionali e nei luoghi di decisione si sviluppa intorno ai principi, sovente ritenuti confliggenti, di non discriminazione e pari accesso ad uffici pubblici e cariche elettive (art.51 Cost.) da un lato, e di valorizzazione del solo merito, dall’altro, non si possono nell’ambito di tale dibattito sottovalutare i dati rilevati, che costituiscono un significativo indice del permanere di una situazione generale di penalizzazione delle donne, che prescinde dalle loro effettive capacità, preparazione professionale ed istruzione.
Rispetto ad un contesto in cui la parità di genere stenta ad affermarsi concretamente, alcune Regioni hanno dimostrato particolare attenzione a questi temi e si sono dotate di un quadro normativo di riferimento per gli interventi a favore della parità di genere fra uomo e donna e per contrastare la violenza nei confronti delle donne.
Dalla lettura delle schede allegate, in cui sono stati evidenziati in sintesi i contenuti delle citate leggi regionali, emerge la comune attenzione alle politiche ed azioni da mettere in atto, con riferimento a due principali obiettivi:
– rendere effettivo un maggior accesso delle donne alle cariche elettive, al mercato del lavoro ed agli incarichi con responsabilità gestionali;
– prevenire e contrastare la violenza sulle donne e supportare le vittime.
Rispetto al primo obiettivo va evidenziato che è ricorrente nelle leggi la previsione della necessità della collaborazione con le istituzioni statali, gli enti locali ed il privato sociale, per rendere effettivi gli interventi, unitamente ad un impegno continuativo per il finanziamento di progetti con risorse regionali.
Per quanto attiene al secondo obiettivo, le iniziative poste in essere e le criticità sono illustrate nel documento allegato, predisposto in occasione dell’audizione del Coordinatore della Commissione Politiche sociali presso la Commissione d’inchiesta del Senato sul femminicidio.



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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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