By Maria Cristi Sansone
Perché in Italia un terremoto fa notizia e soprattutto vittime e distruzione?
Non dovrebbe essere una notizia e non ci dovrebbero essere ancora così tante vittime e case distrutte, dovremmo aver imparato dalle esperienze passate, ma i geologi, in questo paese sono professionisti in via di estinzione, perché sempre poco coinvolti dalla pubblica amministrazione nella prevenzione dei rischi naturali, sisma, dissesto idrogeologico, erosione delle coste, consumo del suolo, ecc., per mettere in sicurezza infrastrutture presenti, perché non adatte a un territorio giovane e dinamico, geologicamente parlando.
Ci si ricorda che ci sono i geologi solo dopo le tragedie ed eventualmente se l’ultimo evento era per caso prevedibile!
Perché invece che vedere il geologo come il professionista che mette i veti, perché conosce il territorio, non diventa la figura centrale per la prevenzione dei disastri naturali?
Come? Mettendo in sicurezza il territorio, investendo nella tutela del patrimonio artistico, architettonico, edile e delle infrastrutture prima delle tragedie!
Ora ci sarà come è ovvio che sia, perché vittime e distruzione non ci possono lasciare indifferenti, un gran parlare di terremoto, fragilità del territorio, ma questo è noto, poi tutto tornerà alla normalità, nel senso che passata l’onda emotiva, passata l’emergenza per l’ultima calamità naturale, e soldi da spendere per sostenere chi è stato colpito da questo ultimo evento, non si penserà a un piano di investimenti per metter in sicurezza il patrimonio edilizio esistente. Il punto è questo! Un terremoto in un deserto suscita scalpore e notizia? No! Quindi invece di operare in emergenza, pianificare le azioni e gli investimenti ci costerebbe meno in termini soprattutto di vittime! Non è accettabile che un terremoto generi scene di distruzione agghiacciante, solo perchè le case non sono adeguate alle norme.
È vero non è un momento felice per l’economia italiana, ma se fossero messe in campo azioni preventive non piangeremmo le vittime.
È prevedibile un sisma? La risposta è ovviamente no!
Possiamo prevedere che ci sarà un sisma in Italia? Sì! Diverso è dire dove e quando, perchè in Italia un sisma non manca mai! Quindi in Italia il sisma è prevedibile perché in qualche punto della nazione sicuramente c’è attività sismica! Perché?
Perché sono presenti due catene montuose Alpi e Appennino, la Terra è dinamica e il terremoto è un fenomeno naturale e ci troviamo in un contesto geodinamico particolare, la convergenza tra Placca Africana e Placca Euroasiatica che determinano il contesto geologico della nostra penisola, caratterizzato da vulcani in attività isole Eolie ed Etna, o quiescenti come il Vesusio e Campi Flegrei.
Il problema è la percezione degli eventi naturali che diventano tragedie, perché non si sanno leggere o si ignorano i segnali del territorio.
Basta guardare i numeri dei terremoti in un anno per capire che non si può ignorare il fenomeno dei terremoti e che aspettare, magari pregando che non avvenga un disastro è un po’ ingenuo, con le conoscenze e i mezzi attualmente a disposizione per evitare vittime e distruzione, solo investendo, recuperando e mettendo in sicurezza le opere esistenti.
Se si va a guardare solo il numero di eventi sismici riportato dalla Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, si legge che a gennaio del 2016 ha localizzato 1066 terremoti, in linea con gli ultimi mesi del 2015. La media è stata di poco più di 34 eventi localizzati in un giorno come già accaduto sia a novembre che a dicembre del 2015.
Quindi con un numero così elevato di scosse come si può pensare che non ci sia un evento che colpisce per esempio un antico monumento? Pensiamo ai vari simboli artistici che caratterizzano il nostro paese, penso al Colosseo, Torre di Pisa, Basilica di San Pietro, La Reggia di Caserta, i castelli federiciani e tutti gli innumerovoli altri monumenti che non cito, ma che tutti sappiamo essere numerosi. Quanto ricco è il patrimonio culturale dell’Italia? E ci pensiamo a intervenire prima che sia troppo tardi?
E nella nostra regione?
Sorvegliato speciale è la zona del Pollino. L’area del Pollino è stata interessata negli ultimi anni da una attività sismica frequente seguita da intervallati da periodi di relativa calma. Dal 2010 ad oggi sono avvenuti più di 6100 terremoti, la maggior parte dei quali di magnitudo M < 3.0; 46 eventi hanno avuto magnitudo tra 3.0 e 4.0, due eventi di magnitudo tra 4.0 e 5.0 ed uno di magnitudo ML pari a 5.0 (Mw 5.2), avvenuto il 26 ottobre 2012. Studi paleosismologici, che analizzano i terremoti molto antichi, hanno trovato prove significative dell’esistenza di importanti faglie che possono essere considerate attive come la faglia del Pollino e la faglia di Castrovillari.
Non è più possibile ignorare che il nostro territorio è dinamico e dobbiamo adeguare le infrastrutture ad esso, basti indugi e si pianifichi opere di manutenzione e adeguamento idonee alle norme vigenti per non leggere di numerosi morti e paesi distrutti, non è più accettabile, dopo Il terremoto del Friuli 1976, terremoto dell’Irpinia 1980, Terremoto di San Giuliano di Puglia 2002, terremoto dell’Aquila 2009, per citarne alcuni esemplificativi dove si è messa sempre in moto la macchina dei soccorsi e non quella della prevenzione!
Il 23 agosto nel distretto di Potenza un sisma localizzato a 10 km di profondità e di magnitudo 2.1 è stato registrato dai sismografi e senza percezione da parte della popolazione a dimostrazione che la Terra non è stabile come noi vorremmo e che non ha fatto notizia, perché non ha provocato distruzione.

1 commento
Brava! Condivido pienamente..