LA BELLEZZA CI SALVERA’

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TERESA LETTIERI

 

Mi è capitato una sola volta nella vita di cenare dinanzi ad un uomo nudo (e non so se esserne rammaricata o meno, dell’unica occasione ovviamente). Portamento atletico, forme definite, scultoreo nelle linee perfette di un corpo senza eguali. Lo stupore di trovarlo ad attendermi con una naturalezza che appartiene a pochi non ha tracimato, in alcun momento della serata, in imbarazzo. Sarà stata la bellezza disarmante, che non lascia spazio ad alcun commento, che toglie il fiato senza privarti dell’armonia di una presenza tutt’altro che sconcertante, ma ancora oggi ignoro, volutamente, cosa abbia reso tutto indimenticabile. Chiunque sarebbe rimasto folgorato entrando nella Galleria dell’Accademia di Firenze, oltre dieci anni fa, per un evento organizzato da un brand automobilistico, alla vista del David di Michelangelo. Dissacrante per qualsiasi palato volesse dedicarsi al cibo ricercato di quella sera, ipnotizzante più di una malia d’amore, seducente per qualsiasi osservatore. La bellezza assoluta. Ci ho ripensando dopo aver visionato l’esibizione “Fabric is art” dell’artista Felice Limosani che ha “cucito” sulla celebre statua 10 pattern del lanificio Luigi Ricceri, animando delle proiezioni sulla scultura accarezzata da un estro sobrio e leggero privo di virtuosismi artistici (F.L); dopo aver riflettuto sulle parole della Aspesi nel suo editoriale “ La bellezza ci salveràSta nascendo una ribellione al brutto. Che chiede di uscire dalle necropoli dove non entra la luce della realtà”.  L’incipit della giornalista dalla trasmissione di Roberto Bolle e il suo 21,5% di share (moltissimi giovani tra il 15 ed i 24 anni) e Meraviglie – La penisola dei tesori con un Alberto Angela strepitoso e un 23,8% di telespettatori. Danza e meraviglie d’Italia, argomenti che in genere catturano la fascia di età più matura, rimpinguata significativamente in questa occasione da un cospicua porzione di coloro i quali sono intrattenuti da programmi  più leggeri, se si può osare senza nulla togliere alle varie isole, grandi e piccoli fratelli conditi da pomeriggi di cronaca davvero raccapriccianti. All’indomani del Capodanno Rai, intriso di polemiche per lo spettacolo piuttosto vintage organizzato dalla televisione di stato, lo show del ballerino  e i racconti del noto divulgatore di bellezza-storia-scienza-arte hanno riqualificato le scelte della programmazione Rai, accolte con un entusiasmo che i social hanno registrato  favorevolmente indicando, a mio giudizio, quali percorsi andrebbero seguiti dal palinsesto. In fondo, se per la danza, perdipiù classica, si tratta dei primi esordi sebbene affidati ad un personaggio come il “David” Bolle, la famiglia Angela non è nuova ai successi di pubblico e per temi impegnativi come quelli di storia, di scienza che l ‘italiano medio, a dirla tutta, non frequenta con passione. Quindi, non sarà l’occasionalità con la quale la bellezza viene offerta ai telespettatori che la rende appetibile e probabilmente si sta ricavando un varco nella necropoli. Se così fosse, se questo senso di ribellione cominciasse a prendere possesso del territorio visitato dagli umani si potrebbero attendere delle svolte significative, senza aspettare che la bellezza sia così immensa come quella delle sculture e dei templi di Agrigento o di Matera da non potersene rendere conto, senza che spicchi tra l’orrore spesso diffuso del  nostro quotidiano, senza che venga associata a ciò che è riconosciuto universalmente come tale. Ed allora anche le bellezze costruite quotidianamente con il fare, con il dire che non sia solo polemica e conflitto ma confronto e costruzione, con l’impegno verso obiettivi che non siano solo di ritorno personale laddove praticabili, sebbene di piccola entità quasi impercettibili ai più, possono condurre al riconoscimento di tanti altri piccoli contributi di cui abbiamo evidente bisogno. C’è bisogno di bellezza da vivere, da generare, da insegnare. C’è bisogno di bellezza che non stordisca con effimere apparizioni, che non sia oppio dell’anima ma terapia di un Paese che non sa più riconoscerla, nonostante ne sia circondato.  Nel frattempo spero che il David mi inviti di nuovo a cena!

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Teresa Lettieri

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