LA CARTA COPERTA DELL’IDROGENO A SAN NICOLA

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Il Sindaco di Melfi, Maglione, apre ufficialmente la questione degli investimenti nel fotovoltaico nell’area industriale di Melfi, una questione di cui si parlava a livello di indiscrezione, dopo l’acquisizione da parte di un imprenditore delle energie alternative, di qualcosa come cento ettari in zona industriale. Se ne parlava perché trasformare cento ettari a fotovoltaico significa per alcuni praticamente esaurire la superficie destinata ad attività manifatturiera, ciò che rischia di pregiudicare nuove allocazioni. Stando però al bando emanato dal Ministero della transizione ecologica, questo procedimento di realizzazione dell’idrogeno è totalmente green, nel senso che non utilizza il gas ma l’energia solare e quindi si tratterebbe più che altro di impianti sperimentali. Non a caso il Ministero mette a disposizione solo 500 milioni per l’intero Paese. Il tema che si pone, riguardo al progetto è dunque quanta energia da fotovoltaico si trasforma in idrogeno, e che succede del surplus di produzione in un parco fotoltaico da cento ettari. E poichè l’idrogeno o si consuma in loco da parte delle aziende , oppure si immette nella rete gas, per produrre metano arricchito, c’è dunque il pericolo che l’area di melfi , se non c’è l’intesa con le grandi aziende per l’utilizzazione dell’idrogeno, diventi solo territorio di produzione di idrogeno per altre destinazioni. E poichè  la ratio del bando emanato da Cingolani è quella di finanziare progetti in aree industriali dismesse , per renderle appetibili dal punto di vista allocativo, soprattutto da parte di quelle aziende che  consumano combustibili fossili. Se, per esempio, del progetto non fa parte Stellantis, allora c’è il rischio di fare un impiantino di produzione dell’idrogeno  e mettere tutto il resto di energia da fotovoltaico in rete. Cioè un nastrino intorno al solito pacco della speculazione . E dunque siccome l’autorizzazione deve darla l’Apibas e non il consorzio in liquidazione,che non ha titolo per suggerire alcunché, e siccome gli investimenti in area industriale godono di un regime speciale che evita all’imprenditore di pagare gli oneri concessori, c’è da concludere che teoricamente dietro il biscottino di un piccolo impianto di produzione di idrogeno, si nasconde un grande affare per qualche imprenditore che sa muoversi bene a Roma e un nuovo “pacco” per i lucani che da questo investimento non ci ricavano una mazza né in termini di occupazione né in termini di aumento di ricchezza pubblica. E Dunque , chiunque sia a vigilare sappia che il gioco deve valere la candela. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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