LA CASSAZIONE ACCOGLIE IL RICORSO DI PITTELLA

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Il giorno più lungo di Marcello Pittella si è concluso intorno alle 22, quando la Cassazione ha accolto il ricorso presentato dai legali del Governatore della Basilicata, annullando l’ordinanza del Riesame e imponendo allo stesso Tribunale  di rivedere il tutto.  Detto in soldoni le misure cautelari erano eccessive e quindi vanno rivalutate. Niente che possa riguardare il merito delle contestazioni, per le quali dovrà rispondere in un tribunale, ma molto che riguarda il clima affatto imparziale nel quale la vicenda è stata gestita (…. oltre ogni ragionevole dubbio, si potrebbe aggiungere). Per chi non è garantista a giorni alterni, questa decisione della Cassazione, la cui motivazione sarà interessante analizzare per capire a che cosa ci si dovrà attenere in sede di rivisitazione delle misure cautelari eccepite , è importante non solo perché restituisce l’agire politico ad un Governatore consentendo all’ interessato di rivolgersi, se lo ritiene, al popolo sovrano per un giudizio sul suo operato, ma è importante perché serve ad inquadrare al microscopio una ipotetica riserva mentale di qualche magistrato nella propria azione di giustizia, più portata verso la cancellazione politica di una persona che verso l’obbiettivo accertamento dei fatti. Tenere qualcuno ai domiciliari perché ha dichiarato di volersi ripresentare nel ruolo di presidente e scriverlo per giunta in una richiesta di rinvio a giudizio, è segno di una  sorta di caccia all’uomo da parte di  chi, non intendendo aspettare il giudizio di merito su quello che quella persona ha fatto, sceglie la strada corta di una giustizia sommaria, che lo elimina preventivamente dalla competizione elettorale, molto in sintonia con i tempi che stiamo correndo, ma distante anni luce dalla somministrazione di una giustizia imparziale ed equilibrata.  Per quanto riguarda il merito, io non vado al di là di una obiettiva attesa del giudizio. Se il magistrato ha aperto una tomba nella quale proliferavano vermi e serpenti, bene ha fatto e merito gli va dato. Ma è una tomba che stava lì da tanti e tanti anni e che nessuno ha avuto il coraggio di portare alla luce, pur conoscendone l’esistenza.. E che nessuno neanche adesso, ha voglia di rimuovere davvero, come dimostra l’assoluta mancanza di un dibattito su come rendere trasparenti e meritocratiche le assunzioni, su come rendere limpidi e inattaccabili i concorsi. La cosa che combatto, da cittadino, è che si è voluto colpire l’ultimo che teneva in mano la candela, e renderlo colpevole non solo di quello che ha fatto lui ma di una mancanza di pulizia che è durata anni ed anni e che ha avuto tantissimi colpevoli. Si voleva forse uno che pagasse per tutti, ma che, allo stesso tempo,  consentisse a tutti gli altri di continuare, incolpevoli e immacolati, a fare le cose di prima: una finta giustizia!. Detto questo, trovo nella decisione dei giudici supremi, un messaggio forte alle toghe a non politicizzare l’azione giudiziaria, a garanzia di tutti e a protezione del sistema. Quanto alle conseguenze di questa sentenza, io , fossi in Pittella, mi chiamerei fuori dalla corsa verso il rinnovo, non perchè è pendente ancora una decisione sulle misure cautelari, ma perchè comunque il senso della iniziativa di  difendere i propri diritti di uomo e di cittadino ha avuto comunque una risposta autorevole e mi adopererei per bonificare un partito e un sistema di potere che, continuando così,  hanno i giorni contati. Visto che tutti hanno detto “con Pittella nò” e “senza Pittella nemmeno” , allora si metta a capotavola a dare le carte per un nuovo gioco e chi non ci sta se ne vada pure. C’è bisogno di rinnovamento, di moralità, di persone specchiate, di uomini capaci. Non c’è niente da difendere, ma, per chi è giovane, ed ha vissuto una esperienza terribile,  c’è un poco da riflettere, molto da correggere e tanto ancora da dimostrare. Questo è il senso comune della vicenda che ha interessato l’estate e l’autunno dei lucani. rocco rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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