Non hanno risolto la crisi idrica che c’è, per centoquarantamila cittadini, e resterà per un bel po’ di tempo. Hanno sminato una possibile crisi politica derivante dal fatto che all’interno della maggioranza c’erano posizioni diverse sulla permanenza dell’Amministratore Unico di acquedotto lucano, e lo hanno fatto alla maniera dorotea: si farà un Consiglio di Amministrazione al posto dell’amministratore Unico, lo si farà ad invarianza di spese, cioè con il costo degli emolumenti che ad oggi si pagano alla persona di vertice ( ne avevamo scritto un mese fa). Quando ,non si sa, nel frattempo Andretta continuerà a dirigere la baracca come prima. Campa cavallo che l’erba cresce! Quando si vuole un esempio di gattopardismo, eccolo pronto, fesco fresco, in salsa lucana. Sminata la tensione sulll’amministratore unico, che si faceva sentire dalle parti del consigliere Galella, restava da propinare ai cittadini la versione edulcorata della prossima risoluzione dei loro problemi legati al rubinetto di casa. Presto fatto: si è detto che rispetto alla situazione attuale non ci saranno ulteriori privazioni idriche per le famiglie dipendenti dallo schema idrico Camastra. Cioè non toglieranno completamente l’acqua ma perdurerà, non si sa per quanto tempo, il disagio che oggi si vive a Potenza e in altri 28 comuni, con un razionamento feroce. Un modo elegante per dire che dobbiamo continuare a soffrire, mentre si faranno le opere di canalizzazione e di montaggio di sollevamento che dal letto del Basento dovrà cercare di invasare la diga della Camastra e da qui entrare in circuito previa depuraizone di masseria Romaniello, tamponando una situazione fino a dicembre, non si sa poi per quanto tempo ancora. Né ,naturalmente è uscita una parola di chiarezza su quello che è successo, e nessuno è venuto a dire che qualche autorità di regolamentazione ha deciso di aprire le paratoie per rispettare i margini di sicurezza provvisoria prevista per le dighe non collaudate e come tali in gestione sperimentale. E sì che nessuna diga lucana è collaudata, e ce ne sono alcune che hanno 70 anni di vita. Neanche nel Burundi può succedere una cosa del genere.! Anche qui il consueto teatrino, con acque del Sud Spa che ha detto di non aver mai autorizzato il deflusso dell’acqua. Cosa che nessuno ha affermato, ben sapendo che la competenza non è della nuova Spa ma è dell’autorità di bacino dello schema idrico meridionale, commissaria Vera Corbelli, la quale su questa questione si è guardata bene dal dichiarare alcunchè. Insomma , hanno risolto i loro problemi interni , derivanti dal solito ritornello a chi tocca che cosa, e hanno lasciato i cittadini con un problema idrico irrisolto e con un disagio che andrà avanti ancora per molto tempo. Ma con chi possiamo prendercela, se i Sindaci ,chiamati a votare per il bilancio dell’acquedotto lucano, lo hanno approvato a stragrande maggioranza, segno inequivocabile della volontà di non mettersi controvento rispetto all’aria che tira? Però in questa repubblica sudamericana, un regalo dal Generale lo abbiamo avuto: oggi ,1 novembre, nessuna restrizione, godiamoci la festa!, concede il Generale. Da domani si torna a soffrire! Rocco Rosa
LA CRISI IDRICA E LA CONSEGNA DEL SILENZIO: TUTTO VA BENE SIGNOR GENERALE
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