LA DANZA DEGLI SCRANNI OVVERO LA DANZA DELLA TRANSUMANZA

0

Armando Tita

DI ARMANDO TITA

Ci risiamo, la “Transumanza” terrificante tra i vari gruppi politici delle nostre istituzioni regionali e locali, per essere più preciso, un prodotto DOC e DOP del Consiglio Regionale della Basilicata della passata legislatura, continua imperterrita a mietere successi negli scranni del Consiglio Comunale di Potenza e di Matera con una opzione, alla speedy gonzales, un vero record battuto al primo Consiglio da Casino e soci. Una “danza degli scranni” indigesta alla maggioranza dei lucani. Un cinico destino disarmante e disarmato che sconforta e deprime gli elettori. Non sono dotato di particolari strumenti o di sensori “anticipatori” vivo la realtà sociale lucana cercando di cogliere fenomeni e momenti  di politica con la P maiuscola,  rivenienti dal basso. Mi aveva colpito il manifesto dei cento giovani materani con la loro voglia di protagonismo e la loro scelta politica  improntata sulle Primarie.  Primarie che avevano risvegliato le coscienze sopite di oltre cinquemila materani. Da uomo della sinistra del vecchio conio mi ero illuso,  mi  sembrava di resuscitare i “nostri” momenti migliori vissuti con il  Movimento studentesco lucano , quelli del Raduno dei 10mila nell’ottobre 1969 a Piazza Prefettura,  frutto di tante Assemblee unitarie, la più bella e la più numerosa fu quella del Sacro Cuore aperta anche ai giovani del Movimento giovanile DC. Qualcuno di voi dirà che sono un ingenuo sognatore pur avendo oltrepassato i settant’anni. Qualche altro più cattivo definirà tale rievocazione… pura “archeologia” politica-

Sarò ripetitivo, sarò noioso,  ma, l’aver pubblicato un libro (Ed. IL SEGNO-2017)con un intrigante titolo: “Quando la Sinistra amava il Mezzogiorno interno  e la Basilicata” la dice lunga sullo sconfortante momento politico lucano che stiamo vivendo, noi uomini  del vecchio conio della sinistra lucana. Un libro che ha ricevuto  una importante e autorevole recensione del Prof. Tommaso Russo, pubblicata sulle Prime pagine culturali della Gazzetta del Mezzogiorno e  che ha goduto di un doppio primato su FB… è stato il post più letto e commentato nel 2017 ed ha collezionato  oltre diecimila like e settantamila visualizzazioni.

Da tempo immemore, lo confermo nell’introduzione al volume, gli uomini, le donne e i giovani della sinistra lucana hanno perduto il senso della storia e di una seria e credibile narrazione politicaIl  libro che ha evidenziato con amarezza ,quasi presagendo gli “accadimenti” di oggi anticipandone gli eventi,  la totale assenza di quell’elemento “cosciente” di direzione politica. Elemento cosciente  di direzione politica sparito del tutto nel  “todos caballeros” degli ultimi cinque anni. Ultimi cinque anni improntati al “regionalqualunquismo” lo ricordiamo al senatore Daniele Manca, neo commissario PD . Perché, caro Commissario Manca, siamo caduti così in basso? Perché  i privilegiati e bonificati “capibastoni” sono fuggiti sull’Aventino e sono muti, terribilmente, muti?  Sono lontani i tempi  della bella presenza dei consiglieri regionali del PD,  guidati da Cifarelli, nel bel convegno del 16 e 17 ottobre del 2017, scaturito dal mio reportage dell’epoca: “Borgata Taccone. Una sfida alla Rassegnazione” e dal libro: “La Politica come impegno collettivo” dello stimato e amato  Senatore Ziccardi, (morto qualche mese dopo) nel Palazzo Ducale di Tricarico per il “Quarantennale di Borgata Taccone” (ottobre 1977).  Un Convegno brillantemente organizzato dall’AGIA/CIA/Basilicata e dai Forum regionale  e nazionale dei Giovani che aveva ringalluzzito e  reso felice  i giovani presenti  grazie  alla conferma del Ministro De Vincenti (in video conferenza)della Misura del DEF  “Resto al Sud”.

Era una delle poche scelte serie  di politiche giovanili volute dai governi di centro sinistra  di questi ultimi venti  anni dopo il varo dei vergognosi provvedimenti  “pro-precariato”, come il Pacchetto Treu e il Jobs Act, voluti dai Prodi e dai Renzi.

Il povero Gino Giugni non si è ancora fermato, si rivolta continuamente nella sua tomba. E’ un piccolo esempio di un racconto che si è avvalso di progettualità serie, ampie inchieste giornalistiche, reportage,  studi, ricerche e documentazione.  E’ stata la “vendetta” di una generazione periferica  appartata dal centro della grande storia. Sono state le dinamiche di una economia debole e di una Sinistra lucana e meridionale degli anni settanta, vivace e  propositiva, consumate , per dirla alla Vainieri, in stupende esperienze di riformismo. Esperienze di riformismo, caro Commissario Manca, cari cento giovani materani , che non avevano mai rimosso la questione del Mezzogiorno Interno, quello dell’Osso, quello di Manlio Rossi Doria, quello delle Giunte rosse e quello delle Sinistre di governo e di lotta. Tali stupende esperienze ,oggi, si sono  brutalmente, liquefatte e non bastano le stupide  polemiche sulla pagina 45 del  Piano Strategico Nazionale Aree InterneLo vorrei dire ai Cento giovani materani delle Primarie nei nostri movimenti giovanili, la coesione sociale, i diritti sociali e civili, i Comitati democratici  per il Divorzio e l’Aborto , il rinnovo dei servizi socio-sanitari, la chiusura dei manicomi, l’affrontare in modo nuovo la tossicodipendenza e la condizione di deprivazione culturale delle nostre spopolate aree interne erano il nostro Vangelo,  erano la nostra priorità assolutaLa Basilicata era in quel momento (spinta pure dal Movimento dei Preti del dissenso)tra le regioni italiane quella che maggiormente esprimeva  tali pulsioni. Sarebbe bello  che il “Pianeta Giovani” materano e lucano ricominci dalle Comunità Marginali . La Comunità marginale lucana è considerata ancora oggi luogo di passaggio. Quindi gente e giovani , in primis, che vanno via  e che vanno a formare stabilità economica, sociale e culturale altrove. Nella Comunità marginale lucana la presenza ingombrante della maggioranza di anziani crea una forte difesa della cultura tradizionale.  E’ logico che in queste condizioni  i problemi rischiano di non essere recepiti e quindi risolti.  Cari giovani potentini e materani il vostro compito in Basilicata è terrificante, lo scarso spazio politico in cui organizzarsi nelle nostre povere Comunità marginali  ha creato in questi ultimi venticinque anni solo esodo, egoismi, approssimazioni e pressappochismo .

Manca la  vera Comunità, per dirla,  alla Bauman, quella Comunità che  racchiude il senso della collettività.

La bella “collettività amica” frutto del lavoro e dell’intervento di una moltitudine di giovani preparati e sensibili pronti a incalzare la fatalista  gente lucana  uscendo dalla scarsa coscienza individuale e collettiva presente nella maggioranza dei nostri Borghi.

Quella  bella “collettività amica lucana”  ripudia, senza se e senza ma,  le squallide  transumanze dei nostri mai amati consiglieri con i loro biechi opportunismi,  ormai, non più tollerabili, non più sopportabili.

Condividi

Sull' Autore

Lascia un Commento