LA FACCIA NASCOSTA DELLA PROVINCIA

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La vicenda giudiziaria che si è aperta a Potenza indica qualcosa di più di un episodio di corruzione: è il disvelamento di un mondo di provincia nel quale la politica e gli affari avrebbero proceduto assieme e con reciproca soddisfazione. Lo avrebbero fatto per anni e non è azzardato dire che per anni la vox populi lo aveva già dettagliatamente descritto per fermarsi, come era logico, nell’anticamera dei racconti che non si possono provare. Secondo questo racconto popolare , che oggi troviamo per iscritto  nei provvedimenti di un Gip, persone influenti in tanti settori della vita pubblica, si davano una mano vicendevolmente, chi per amicizia, chi per convenienza. E, una mano oggi ,una mano domani, si è finito col determinare un passaggio privilegiato per ogni questione che fosse di tipo istituzionale, amministrativo o anche politico.  Non c’è da scandalizzarsi per chi conosce la storia dell’italia, dove i padroni ci sono sempre stati , hanno sempre fatto squadra e hanno sempre portato a casa il risultato. C’era il tempo in cui in Basilicata, la gente comune doveva scendere dal marciapiede quando di fronte arrivava un “Signore” , che fosse il barone o il medico o il farmacista del paese, cui si aggiungeva quasi sempre il delegato ecclesiastico. Allora erano quelli a decidere sulle questioni edilizie, urbanistiche o a decidere come contrastare persone scomode, magari ricorrendo a metodi poco ortodossi.  Solo che quello di una volta era un mondo castale, fatto da un certo censo che , per nascita, cultura e professioni, era di fatto il vertice di una comunità, nel quale la stessa comunità si riconosceva e al quale si rivolgeva per le cose che non riusciva a risolvere. Oggi quel mondo , che pure aveva valori, dignità, è stato soppiantato da comitati di affari, fatto di “prenditori” e di adoratori di soldi, il cui unico verbo coniugabile è l’avere, non altro. E ai tavoli dei club privati, dove avevano accesso solo persone selezionate, si sono sostituiti tavolini dei bar  o angoli d’albergo, ai quali si presentano personaggetti in nome e per conto , che si fanno alti con i tacchi di una relazione forte con i decisori pubblici . Se non sono millantatori, sono i portatori di virus di una politica che si è ridotta ad affarismo e che non è debellabile con una penicillina all’anno. Ci vorrebbe una cura lunga e costosa, che passi per il rispetto delle leggi e non per una loro personale interpretazione, che attraversi il controllo minuzioso del come vengono spesi i soldi, che tenga a rispettosa distanza la politica dall’amministrazione, che sappia tenersi vicino i migliori e non le persone di dubbia reputazione  . Medicine amare che proprio la politica non intende prendere e che perciò legittimano i riflettori accesi della magistratura tutti i giorni , 24 h. Ecco perchè si vive questa vicenda con un sentimento duplice: sgomento per il grado di pervasività che la corruzione ha raggiunto nella Pubblica amministrazione, sollievo per la risposta che l’Istituzione Giustizia ha saputo dare. La differenza tra i due sentimenti è che  lo sgomento è quotidiano, il sollievo è una tantum. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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