LA FIMMG A LEONE: ORGANIZZIAMOCI, PRIMA CHE LA TEMPESTA ARRIVI

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L’impressione che si ricava in questo momento storico è che il Dipartimento regionale alla persona stia collassando sotto il peso dei problemi e che alla voglia di porre un argine alla deriva, di preservare un muro pericolante stia subentrando la sfiducia e il fatalismo, nel senso di “succeda quel che deve succedere”. Non si spiega diversamente il fatto, gravissimo, di un Dipartimento che su nove uffici ne perda sette e che due dirigenti debbano far fronte a tutto. E questo quando già dalla primavera scorsa l’opinione pubblica si interrogava , alla luce della pandemia e dei morti che essa ha provocato molto per  inesperienza , un po’ per disorganizzazione, se , di fronte alle nuvolaglie dell’autunno, ci si dovesse organizzare con urgenza per creare una prima linea di contrasto sul territorio.  La soluzione ovviamente passava per un piano operativo da collocare nell’ambito del nuovo Accordo integrativo con i medici di famiglia, che da tempo propongono, a livello nazionale e regionale, la riorganizzazione della continuità assistenziale,   la messa a regime delle Aggregazioni funzionali territoriali, la sperimentazione di Unità complesse di Cure primarie per ogni macroarea e altre cose di cui parleremo più avanti. Ci si aspetterebbe che, in un momento come questo dove da un lato l’emergenza impone una velocizzazione delle decisione ,dall’altro i soldi stanno arrivando per la inaspettata generosità europea, il Dipartimento ci si mettesse di buzzo buono per chiudere un accordo e affrontare l’autunno-inverno con tutte le forze in campo. Invece, il fatalismo e l’impotenza prevalgono ( speriamo di no) l’acqua non arriva alla gola , obbligando le persone a svegliarsi. Che cosa propone a livello regionale la FIMMG? Un accordo su questi punti:

 

  1. Messa a regime delle AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali): calibrate su una popolazione anche inferiore ai 15000 abitanti previsti dalle norme, ma che prenda in carico h24 o h16 tutta la popolazione di riferimento di quel territorio che necessariamente dovrà coincidere con gli ambiti di scelta, eventualmente con una revisione degli stessi essendo la sua perimetrazione ormai datata da oltre 15 anni.
  2. Sperimentazione di una UCCP (Unità Complesse di Cure Primarie) per ogni macroarea (corrispondente all’area programma o al futuro distretto)
  3. Istituzione di almeno un Presidio diurno di attività integrative per il sistema delle cure primarie (PDAI) per ogni area programma o futuro distretto. Il PDAI potrà coincidere anche con la sede delle USCovid, e potrebbe essere allocato in strutture aziendali dismesse o poco utilizzate, quali ospedali e/o sedi distrettuali. Il PDAI sarà aperto H12 e si prevedono le seguenti tipologie di interventi:
  4. Ambulatori di Gestione Integrata: dove sarà possibile gestire ambulatori per la medicina di iniziativa e quindi gestione della cronicità, con possibile e graduale avvio della gestione ad esempio del Diabete Mellito tipo 2 e della BPCO, prevedendo un sistema di remunerazione dei medici legato in parte ad indicatori di risultato.
  5. Presidio di Primo Intervento: per la gestione dei codici bianchi e gialli onde alleggerire il peso sui Pronto soccorso.

Il PDAI sarà presidiato sia dai medici di assistenza primaria che di continuità assistenziale, con la possibilità per quest’ultimi della piena occupazione a 38 ore settimanali (fra servizio notturno e diurno).

  1. Domiciliarità: piena collaborazione e integrazione col sistema delle cure domiciliari e

palliativiste e sviluppo della piattaforma INTER-RAI

  1. Istituzionalizzazione delle USCovid: dopo la fase emergenziale è necessario rivedere il ruolo, la costituzione, la funzionalità delle Unità COVID. Se si vuole mantenerle in piedi (anche in numero minore e modulabile in base alle necessità epidemiologiche) potrebbero avere il compito di gestione della cronicità in stretta collaborazione col sistema delle cure primarie e anche svolgere compiti di continuità assistenziale nelle ore 24-8 nelle zone sprovviste di un presidio di CA.
  2. Ristrutturazione della CA: si può prevedere il mantenimento di un presidio fisso di CA oltre che per le città capoluogo anche per i comuni con una popolazione residente superiore a 7500-10000 abitanti. Gli altri comuni verrebbero accorpati sia per il notturno feriale che per il prefestivo e festivo. Alla fine della ristrutturazione prevedo che l’organico di CA sia pur ridotto non potrà rispettare alla lettera il rapporto ottimale ma sarà comunque un bel risparmio per le casse regionale che attenzione sarà utile per reinvestire (in parte o in toto) sia per completare il servizio di emergenza-urgenza sia per potenziare il territorio con le AFT, le USCovid, i PDAI. Nodo centrale della ristrutturazione è l’H16, perché sicuramente sarà oggetto di contestazione non solo degli altri sindacati (sia pure minoritari) ma anche dei sindaci.

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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