Può darsi che mi sbagli ma il solo filo che ancora mantiene in piedi l’ipotesi di una coalizione di centrodestra è che Roma decida per la basilicata e che indichi una soluzione che possa non dico accontentare tutti ma almeno pacificare una situazione che è diventata paradossale, con persone che pensano di aver vinto alla lotteria e che offrono da bere a tutti prima di aver controllato il biglietto. E’ indubbio che la Lega , con queste intemerate salviniane, è diventato di gran lunga il primo partito di centrodestra anche in basilicata, ma questa crescita è prima di tutto a danno degli stessi alleati, Forza Italia in misura maggiore , ma anche fittiani e gruppuscoli vari che si rifanno a persone più che a idee o alla storia della destra lucana. Ed è pure possibile che, in fondo, la Lega la partita voglia giocarsela da sola , magari con liste civiche ed autonome, che nulla hanno a che fare con le esperienze istituzionali precedenti. C’è un certo movimento in questi giorni a completare lo svuotamento degli alleati storici e a mettere sù proposte che raccolgano la base moderata escludendone i vertici. I quali non trovano vita facile a mantenere un elettorato elettrizzato dai fuochi di artificio del leader leghista e che sta risvegliando vecchi istinti di sicurezza e ordine. Questi ultimi le loro carte se la giocano in una ipotesi di ritorno alla coalizione di centrodestra, magari propedeutica ad un ipotizzabile voto anticipato nel quale Salvini, dopo aver messo politicamente in mutande Berlusconi e distrutto la credibilità del movimento cinque stelle , prende in mano da Conducator la bandiera della svolta a destra dell’Italia. Solo se c’è questa riserva mentale , Salvini può pensare di sacrificare la Basilicata agli alleati, privilegiando ovviamente la Meloni sia perché questa ha un candidato credibile in basilicata sia perché tra Silvio e Giorgia la scelta è è la seconda. In questo quadro sperava di entrare Benedetto, con le sue frequentazioni milanesi, ma la reazione rabbiosa di Cappiello sui saltafossi di professione gli ha tolto molte speranze. Però Benedetto non è uno che si arrende e studia la notte come fregare gli altri il giorno. Il problema semmai per il centrodestra arriva dopo la scelta del candidato presidente, soprattutto per quelle persone che hanno puntato tutto su quella carica e che non ottenendola ,potrebbero rivendicare la propria autonomia, fino a configurare una coalizione che al centro si gioca la carta dell’outsider. E’ evidente che con la Lega made in basilicata che dà per scontata la guida della coalizione, e si azzuffa sul nome di chi deve guidarla fino al punto da far correre a Venosa l’emissario di Salvini per cercare di calmare gli animi i giochi rischiano di non aprirsi e la possibilità di una ridiscussione dell’alleanza di centrodestra è pertanto solo legata all’ipotesi ottobrina di un’uscita di Salvini dal governo e di un ritorno alle urne in primavera. Rocco Rosa
LA LEGA AL CENTRODESTRA: LE CARTE LE DO’ IO
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